Progetto Diabete - I telefoni cellullari sono compatibili con le pompe da insulina

I telefoni cellullari sono compatibili con le pompe da insulina

I telefoni cellulari offrono una grande flessibilità e convenienza per la gente che si muove molto e sono in continua crescita divenendo un prodotto di prima necessità per la vita quotidiana. L'uso di questi apparecchi per comunicare durante le situazioni di emergenza è particolarmente utile per i pazienti diabetici. Quindi, le onde elettromagnetiche necessarie per la trasmissione nei telefoni cellulari potrebbe potenzialmente produrre interferenze elettroniche con le pompe di insulina, creando problemi per i pazienti diabetici che le usano. Su questo argomento, Belicar e colleghi hanno condotto uno studio per valutare l'effetto del funzionamento dei telefoni cellulari sull'operatività di queste pompe. Il Dr. Belicar ha riferito che sulla base dei risultati di questo studio, non ci serebbe prova alcuna che i telefoni mobili inducano malfunzionamenti nelle pompe di insulina.

Lo studio è stato fatto in collaborazione con il Research & Development Center (CNET) della Telecom Francese (France Telecom). Sono stati provati in maniera indipendente due differenti modelli di telefoni cellulari con differenti caratteristiche di segnale, uno con una frequenza di 1800 MHz e potenza di uscita di 1 W (DCS Flare B 300) e l'altro con una frequenza di 900 MHz e potenza di uscita di 2 W (GSM Lisa P9026), con due pompe di insulina impiantabili (Minimed MIP 2001). Per superare il problema del minimo dosaggio rilasciato dalle pompe di insulina, essi le avevano programmate per l'erogazione massima di insulina (Actrapid® - Novo Nordisk). L'erogatore dell'insulina dalla pompa è stato collegato a fiale contenenti 1 mL e analizzato da un sensore con basso coefficiente di varianza intra- e inter-analisi. Nel corso degli studi in vitro, i telefoni venivano tenuti direttamente sopra le pompe di insulina.

I telefoni cellulari non hanno indotto nessuna variazione nell'erogazione programmata sia durante il modo “phone-test” sia durante la trasmissione a massima potenza. L'erogazione basale di insulina di entrambe le pompe non è stata influenzata da nessuno dei telefoni in ognuno dei due test (0.9 U/hr e 0.86 U/hr [velocità basale] vs 0.86 U/hr e 0.85 U/hr [durante la simulazione di chiamata] con il telefono DCS; 0.84 U/hr e 0.84 U/hr [velocità basale] vs 0.86 U/hr e 0.86 U/hr [durante la chiamata] con il telefono GSM). Similarmente, i boli di insulina sono rimasti inalterati durante i due test di simulazione di chiamata (5.3 U e 5.4 U [basale] vs 5 U e 5.4 U [durante la simualazione di chiamata] con il telefono DCS; 5.26 U e 4.96 U [basale] vs 5.33 U e 5.06 U [durante la simualazione di chiamata] con il GSM). Il Dr. Belicar ha concluso che questi dati dovrebbero rassicurare i pazienti che usano i microinfusori Minimed MIP 2001 impiantabili sul fatto che le trasmissioni con telefono cellulare non disturbano il loro normale funzionamento.

n.d.r.: Lo studio cui si fa cenno ha esaminato le pompe impiantabili che in Italia non vengono normalmente usate. Tuttavia, secondo altri studi, anche le pompe esterne non sono influenzabili dai cellulari in quanto hanno un motore meccanico a solenoide.


Tratto dall'intervento di Arun S. Rajan, MD, MBA, "Advanced Technology in Diabetes Management" al congresso EASD 1999
Riferimenti bibliografici: Belicar P, Dale C, Vague PH, et al. Do mobile cellular phones induce malfunctioning of implanted insulin pumps? Program and abstracts of the 35th Annual Meeting of the European Association for the Study of Diabetes; September 28-October 2, 1999; Brussels, Belgium. Abstract 226.

Data ultimo aggiornamento: Martedì, 18 Gennaio 2000 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n2000_006.html

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