Il nuovo millennio vedrà importanti passi avanti per la prevenzione e la cura del diabete di tipo 1

da "Salute" inserto di "La Repubblica" del 13/01/2000

Il nuovo millennio vedrà importanti passi avanti per la prevenzione e la cura del diabete di tipo 1. La prima grande tappa è la individuazione dei soggetti a rischio attraverso particolari anticorpi presenti nel siero prima dei sintomi precoci della malattia. La eziopatogenesi autoimmune del diabete di tipo 1 è ormai nota e quindi i ricercatori sanno quali sono le strade per affrontare il problema. Alcune ricerche hanno già dato risultati positivi nella prevenzione di alcune forme di diabete in animali da laboratorio che hanno molte somiglianze con il diabete dell'uomo. Sono in corso studi di prevenzione sui soggetti a rischio ed è prevedibile che tra cinque anni si avranno i primi risultati. Si sta cercando poi si sostituire o ripristinare la secrezione insulinica persa. Una soluzione è il trapianto delle isole pancreatiche: è in sperimentazione avanzata ed in alcuni soggetti è efficace, con una percentuale di successo del 50-60 per cento. Si tratta però di un trapianto di tessuti che richiede immunosoppressione contro il rigetto. Per questo il trapianto di isole si è finora attuato insieme al trapianto di un altro organo, generalmente il rene, talvolta il fegato, in diabetici con insufficienza renale o epatica. Le alternative sono di modificare le cellule trapiantate o la risposta immunitaria del ricevente, per evitare il rigetto. La modificazione delle cellule trapiantate comporta manipolazione genetica. Ad esempio: prelevare dal paziente cellule come i fibroblasti, inserirvi il gene che sintetizza l'insulina e regola la sua secrezione, quindi reiniettare queste cellule che, essendo del paziente, non subiranno rigetto. Oppure: inoculazione endovenosa del gene dell'insulina, e relativo sistema di regolazione, inserito in un vettore derivato da un virus e capace di trasferire il gene terapeutico nel fegato o nel tessuto muscolare. La prima parte della procedura è attuata (sintesi e secrezione di insulina), resta da compiere il passo della regolazione della secrezione. La ricerca è impegnativa, ma in un decennio dovremmo avere i primi risultati. L'alternativa alla terapia genica è d'indurre tolleranza nel ricevente verso le isole da trapiantare. L'approccio tecnologico è la messa a punto di un pancreas artificiale da impiantare. Dovrebbe avere un misuratore dei livelli di glicemia, un computer che elabora le informazioni e le trasmette ad una pompa che inietterà la dose di insulina necessaria.

Guido Pozza, Direttore Cattedra di Clinica Medica , S. Raffaele , Milano


Data ultimo aggiornamento: Martedì, 18 Gennaio 2000 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n2000_004.html

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