La realtà virtuale aiuta i diabetici a capire gli effetti della malattia

Un certo numero di pazienti ammalati di diabete potrà presto utilizzare la tecnologia per la realtà virtuale della Nasa (Nasa Langley research center, Hampton, Virginia) per esplorare l'interno del proprio corpo e avere una migliore percezione degli effetti della malattia.

I risultati preliminari di alcune ricerche mostrano infatti che la tecnologia della visione artificiale, la stessa utilizzata per addestrare i piloti d'aereo al volo in condizioni di scarsa visibilità, può essere utilmente impiegata per controllare negli ammalati di diabete la regolarità del flusso del sangue all'interno degli arti superiori e inferiori.

Si potranno sviluppare tecniche di autocontrollo, come variazione del ritmo respiratorio o esercizi muscolari, per migliorare l'efficienza del flusso sanguigno, a sua volta monitorato da sensori applicati alla punta delle dita di mani e piedi. Il sistema di "biomonitoraggio" utilizza impulsi cutanei e rilievi di temperatura per creare immagini generate dal calcolatore del fenomeno della circolazione sanguigna all'interno dei vasi.

Così come i piloti utilizzano la visione artificiale per vedere in presenza di condizioni meteorologiche sfavorevoli, i pazienti potranno usare le tecniche della realtà virtuale per vedere al di sotto della loro pelle.

Le tecniche di grafica computerizzata impiegate in queste ricerche sono esattamente le stesse usate nei sistemi di visione artificiale che riproducono l'ambiente delle cabine di pilotaggio di un aereoplano e che vengono utilizzate per addestrare i piloti in condizioni anche estreme, in cui si arriva a simulare condizioni di visibilità pressoché nulla; gli stessi apparati e in particolare i visori per la realtà virtuale tridimensionale saranno dati in uso a dei pazienti perché possano vedere contrazioni ed espansioni dei loro vasi sanguigni. Questi studi verranno condotti presso lo Sterlitz diabetes research institute della Eastern Virginia medical school a Norfolk (Virginia).

Lo scopo ultimo di queste ricerche è quello di riuscire ad addestrare i pazienti al controllo del proprio flusso sanguigno senza utilizzare nessuna apparecchiatura tecnica, sulla base della percezione dei fenomeni acquisita con l'uso degli apparati tecnologici.

Altre tecniche usate nel recente passato prevedevano la sensibilizzazione dei pazienti mediante la presentazione di grafici e la trasmissione orale di informazioni mediche. La tecnologia della realtà virtuale si sta rivelando di più rapida acquisizione e in grado di maggiormente motivare i soggetti interessati alla comprensione dei fenomeni che li riguardano.

Ulteriori ricerche inizieranno quest'anno presso il Virginia health sciences center dell'Università della Virginia a Chalottsville, in particolare su disturbi circolatori di altro tipo. Se i test saranno soddisfacenti, la tecnologia della visione artificiale potrà essere utilizzata per lo studio delle cefalee e dei disturbi circolatori in genere.

Giancarlo Alfonsi


Tratto da: Il Sole24ore

Data ultimo aggiornamento: Sabato, 4 Dicembre 1999 12:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n1999_112.html

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