Comunicato stampa dell'ADU - Associazione Diabetici dell'Umbria
Corsi di formazione per i diabetici: un obiettivo ancora da raggiungere
Parlare di diabete vuol dire inevitabilmente riferirsi ad una malattia che colpisce l'intera persona, in tutti i suoi aspetti sia fisici che di relazione con gli altri.
È allora di fondamentale importanza l'educazione del paziente, unica arma in grado non solo di consentire il raggiungimento di un controllo della glicemia ottimale, ma anche un miglioramento complessivo della sua qualità di vita. Spesso infatti il medico considera il paziente diabetico come una persona per cui c'è poco da fare: una volta espletato il suo specifico ruolo (fare diagnosi, prescrivere una terapia, dare delle generiche norme di comportamento) considera conclusa la sua responsabilità al punto da attribuire ad una mancata collaborazione del paziente, l'insuccesso delle prescrizioni terapeutiche. Se il diabetico non viene MOTIVATO a collaborare in “squadra” con il medico, con l'infermiere e con il dietista, allora tutti i progressi della scienza medica diventano inutili, determinando non solo il fallimento della cura ma anche un aumento della spesa pubblica per la cura delle complicanze dovute al diabete mal curato.Tuttavia, non sempre il diabetico viene adeguatamente informato, educato, responsabilizzato. Per ovviare a tali problematiche la Regione dell'Umbria ha promosso l'elaborazione di un “Progetto di educazione alla salute per pazienti portatori di patologie a decorso cronico degenerativo” con l'obiettivo principale di attuare un programma sperimentale finalizzato alla riduzione delle complicanze, sviluppando una maggiore capacità di autogestione della malattia da parte del paziente.
Il progetto, sviluppato dal Dipartimento di Medicina e di Scienze Endocrine e Metaboliche dell'Università di Perugia, doveva quindi prevedere dei corsi di formazione capaci di sviluppare attività di educazione personalizzata al paziente e di prevenzione all'interno della propria realtà lavorativa, la formazione di un primo nucleo di pazienti motivati ad affiancare medici ed educatori per future attività educative all'interno dei Centri Diabetologici Regionali.
Tuttavia poi, nella presentazione effettiva del Progetto, risulta mancante l'individuazione di quegli obiettivi già enunciati e che avrebbero dato effettivamente al paziente diabetico la possibilità di acquisire le conoscenze, la formazione, utili per l'autogestione della sua malattia.
L'Associazione Diabetici dell'Umbria, pur ritenendo importante la decisione della Regione di approntare un simile corso di educazione alla salute dei diabetici, tuttavia deve registrare la contraddittorietà del metodo usato che di fatto mette in risalto più la figura dell'Operatore sanitario, figura importante all'interno della squadra diabetologica, stravolgendo però cosi il ruolo centrale del soggetto diabetico, unico vero destinatario dell'intervento delineato dalla Regione.
Infatti le difficoltà del soggetto diabetico non sono solamente di ordine medico-terapeutico, ma sono soprattutto di mancanza di comunicazione con l'operatore diabetologo, il quale non capisce la persona e quindi non può aiutarla alla risoluzione dei suoi problemi. L'obiettivo del Progetto era la sperimentazione di metodologie di educazione al paziente come strumento di promozione ed autogestione della malattia: a nostro giudizio nel Progetto, ora in via di partenza, si è più pensato a fornire informazioni tecniche, anche molto particolareggiate, piuttosto che mettere in grado il soggetto diabetico di “saper fare”, di recuperare la propria autostima e di raggiungere la soddisfazione nella propria condizione di salute-malattia.
L'operatore con questo corso non doveva imparare a conoscere la tecnica, ma doveva soprattutto conoscere e riconoscere come alleato nella terapia, il diabetico, poiché ogni uomo è diverso non per il suo diabete, ma con il suo diabete, che vive in maniera sua, diversa dagli altri.
L'Associazione Diabetici dell'Umbria (ADU) chiede quindi che vengano accolte tali istanze, che fra l'altro, sono e rimangono il vero obiettivo di un intervento educativo.
L 'Associazione Diabetici dell'Umbria
n.d.r.: la redazione ha riportato per intero il comunicato stampa dell'ADU, in quanto ritiene di grande importanza la proposta avanzata dall'Associazione stessa, pur mantenendo alcune riserve su alcune generalizzazioni nei confornti dei medici. A nostro parere, uno degli aspetti peculiari di questo comunicato, cui si deve sempre più mirare è proprio quell'alleanza terapeutica tra medico e paziente, oltre naturalmente alla necessaria formazione continua di pazienti e operatori.
Data ultimo aggiornamento: giovedì, 2 Dicembre 1999 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n1999_110.html
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