Il Viagra un anno dopo

La scoperta

La scoperta del Viagra (sildenafil) è di valore scientifico notevole, lo dimostra il fatto che ha portato al Premio Nobel (1998) i Dr. Furchgott, Ignarro e Murad. I tre scienziati americani sono stati premiati per "le loro scoperte sul monossido di azoto come mediatore chimico nel sistema cardiovascolare".
Per anni hanno rincorso lo stesso obiettivo ma i tre farmacologi vincitori del Nobel non hanno mai lavorato insieme. Le strade di Furchgott, Murad e Ignarro si incontrano solo ora grazie al Nobel. In oltre 20 anni di ricerche hanno scoperto, contemporaneamente ma in modo del tutto indipendente, il primo gas (l'ossido nitrico) che agisce come segnale molecolare tra le cellule.
La storia che ha portato al Nobel è cominciata con il più anziano dei tre, Robert Furchgott, 82 anni, dell'università statale di New York. A incuriosire il ricercatore erano stati i risultati contraddittori che otteneva studiando gli effetti dei farmaci vasodilatatori. Per spiegare come mai la stessa sostanza potesse restringere o dilatare i vasi sanguigni pensò di andare a cercare la causa nelle cellule che formano la parete interna (endotelio) dei vasi sanguigni. La trovò nel 1980, dimostrando che l'acetilcolina dilata i vasi sanguigni solo quando l'endotelio è intatto. Concluse quindi che i vasi sanguigni si dilatano perché le cellule dell'endotelio producono una molecola sconociuta che fa rilassare le pareti dei vasi. Furchgott chiamò la molecola Edrf (acronimo dell'inglese Endothelium-derived relaxing factor) e cominciò a lavorare per identificare la sostanza alla base del misterioso fattore. Sulla stessa via si era mosso nel frattempo il più giovane dei tre, Louis Ignarro, 57 anni, di Los Angeles. Affascinato dalla caccia alla natura chimica dell'Edrf, mise a punto una brillante serie di analisi che nel 1986 lo portò, contemporaneamente a Furchgott, ad affermare che l'Edrf e l'ossido nitrico erano la stessa cosa. I due si incontrarono per la prima volta quando, nel luglio 1986, presentarono i risultati delle loro ricerche. Nei laboratori di tutto il mondo si scatenò un'ondata di nuovi studi sull'ossido nitrico.
Ancora diversa la strada percorsa da Ferid Murad, 62 anni, ricercatore nell'università del Texas, a Houston. Il suo punto di partenza è stato il voler chiarire gli effetti della nitroglicerina, noti fin dall'800 ma dal meccanismo oscuro. Cominciò a studiare l'azione della nitroglicerina e di altre sostanze vasodilatrici e nel 1977 scoprì come tutte rilasciano un gas che rilassa le cellule delle pareti sanguigne, l'ossido nitrico. Affascinato dall'idea che un gas potesse regolare importanti funzioni della cellula, Murad pensò che l'ossido nitrico potesse essere sfruttato da altri fattori endogeni, come gli ormoni. Ipotesi mai sostenuta da prove sperimentali.

Un anno dopo: gli studi

Per quanto riguardo l'efficacia del Viagra, nonostante tutte le storie e le false notizie sulla sua pericolosità, secondo diversi studi effettuati nel corso degli ultimi anni, esso funziona approssimativamente nell'80 per cento delle persone con disfunzione erettile di diversa origine (Dinsmore WW et al.: Urology.1999 Apr; 53(4): 800-5; Licht MR: Compr-Ther.1999 Feb; 25(2): 90-4; Maytom MC et al.: Spinal-Cord.1999 Feb; 37(2): 110-6; Andrianne R: Rev-Med-Liege.1999 Jan; 54(1): 58-61; Meuleman-EJ; Van-Berkel-JT; Rabsztyn-P; Damen L: Ned-Tijdschr-Geneeskd.1998 Oct 24; 142(43): 2337-41).
Ulteriori ricerce condotte su pazienti diabetici, hanno dimostrato invece che il Viagra non sarebbe altrettanto efficace nelle persone affette da diabete in quanto funzionerebbe solo in circa il 50 per cento dei casi (Merrick GS et al.: Urology.1999 Jun; 53(6): 1112-6). Pur non variando di molto i dati percentuali raccolti, un altro studio afferma che il Viagra costituisce un'alternativa accettabile per i pazienti diabetici nel trattamento della disfunzione erettile (Spollett GR: Diabetes-Educ.1999 Jan-Feb; 25(1): 65-73; quiz 75).
Rendell MS, Rajfer J, Wicker PA, Smith MD, nel loro studio condotto in doppio cieco su 268 uomini affetti da diabete e disfunzione erettile, hanno rilevato che il 56% (contro il 10% del campione placebo) dei 131 pazienti trattati con Viagra hanno riportato un miglioramento nell'erezione, mentre il 16% (contro l'1% del campione placebo) avrebbe riscontrato effetti avversi (Rendell MS, Rajfer J, Wicker PA, Smith MD: JAMA.1999 Feb 3; 281(5): 421-6). Risultati simili (50-52% di miglioramento) vengono riportati dallo studio di Price DE et al., mentre venivano segnalati lievi effetti avversi come dolore musculare, mal di testa, e dispepsia (Diabet-Med.1998 Oct; 15(10): 821-5).
Gli effetti sul cuore rimangono comunque al centro del dibattito scientifico sul Viagra.

Tenendo in debito conto che le persone ad alto rischio di disturbi cardiaci corrono un maggior rischio di infarto dopo un atto sessuale rispetto a quelli non a rischio (tali fattori di rischio includono pressione e/o colesterolo alti, fumo, diabete, obesità e/o precedenti disturbi cardiaci), ci si è chiesti se queste persone a rischio possano usare il Viagra (Kloner RA; Jarow JP: Am-J-Cardiol.1999 Feb 15; 83(4): 576-82, A7). Se si analizza il dato che indica un'inferiore aspettativa di morte negli uomini che hanno usato il Viagra, si potrebbe dedurre che nella maggior parte dei casi sia sicuro. In fin dei conti, il suo intento originale era di essere un dilatatore delle arterie coronariche. Sono addirittura in corso studi per verificare la possibilità che il Viagra possa essere considerato un "protettivo cardiaco".

Il Viagra nelle donne non è stato così ampiamente studiato come per gli uomini. Da uno studio aperto su nove pazienti donne con disturbi di anorgasmia o orgasmo ritardato, con o senza disturbi associati, risulta che esse hanno riportato un netto miglioramento nella funzione sessuale già al primo dosaggio con 50 mg di Viagra (Nurnberg HG et al.: Psychiatr-Serv.1999 Aug; 50(8): 1076-8).
Anche in un altro studio, condotto su donne in menopausa o che hanno subito una isterectomia, risultava un incremento nella risposta sessuale.

Secondo la rivista Sexual Dysfunction, volume 1, No. 1, 1999 sul processo di valutazione nel trattamento della disfunzione erettile (vengono indicati sei passi che i medici dovrebbero compiere nell'identificazione, la diagnosi e la terapia adeguate) una cosa il Viagra avrebbe sicuramente fatto, quella di portare la gente a discutere del problema. La condivisione col partner e la scoperta di cause reversibili sono due benefici immediati, mentre prendere una pillola senza una diagnosi adeguata non è un buon metodo di cura.

Il Journal of the American College of Cardiology 1999, 33: 273 -- 82 offre un'ampia panoramica sull'uso del Viagra nei pazienti con disturbi cardiaci. Essi hanno ancora sottolineato il pericolo di usare il Viagra associato a nitroglicerina. Secondo gli autori dovrebbe essere usato con estrema cautela nelle 24 ore successive all'uso di nitroglicerina. Nell'articolo si indicano inoltre le possibili interazioni farmacologiche con l'uso di diversi farmaci per la cura dell'ipertensione.
Secondo diversi studi placebo-controllati la tollerabilità di questo farmaco non può essere ancora giudicata definitivamente sulla base delle informazioni a disposizione. Alcuni studi indicano che oltre le controindicazioni stabilite (allergia agli ingredienti attivi, concomitante trattamento con nitrato o NO-donors, retinite pigmentosa) fattori come i disturbi alle coronarie del cuore, età avanzata, diminuita funzionalità epatica e interazioni con altri farmaci richiedono una speciale attenzione per una prescrizione sicura del farmaco (Sperling H, Michel MC, Rubben H.: Urologe-A.1999 Mar; 38(2): 124-7).

Vi è un ulteriore ricerca che riguarda i disturbi agli occhi nelle persone che usano il Viagra (di particolare interesse per i diabetici, già a rischio per questa complicanza).
Sia gli studi sugli animali, sia quelli sugli umani sembrano indicare che a breve termine non vi sarebbero implicazioni. Non sono ancora stati fatti studi a lungo termine.
Dal momento che uno dei possibili effetti collaterali derivati dall'uso del Viagra è una visione di colore blu/verde, è stata prestata una particolare attenzione a tali effetti collaterali. Essendo queste modificazioni visive di breve durata, non si pensa che a lungo termine l'uso del Viagra possa portare danni permanenti.


Fonti:news-letters del Dr. Joe, the Diabetes Doctor
Resoftlinks Notizie

Data ultimo aggiornamento: Ven, 22 Ottobre 1999 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n1999_092.html

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