Secondo i risultati di uno studio sul diabete alla Yale University School of Medicine l'insulina potrebbe essere usata anche nella terapia preventiva del diabete
New Haven, Conn. -- In una importante ricerca, alcuni scienziati della Yale Medical School hanno identificato nelle proteine dell'insulina il principale obiettivo degli attacchi autoaggressivi che sono la causa primaria del diabete tipo 1, aprendo la strada ad ulteriori ricerche per deviare questi attacchi e prevenire la malattia.
Pubblicato in settembre sul magazine Nature Medicine, lo studio è il primo a identificare l'autoantigene riconosciuto dalle cellule CD8 T (T linfociti) che causano il diabete nei topi NOD, uno dei migliori modelli animali usati per le ricerche sul diabete umano.
Secondo F. Susan Wong, M.D., Ph.D., Ricercatore Associato, Sezione di Immunobiologia alla Yale University School of Medicine, queste scoperte potrebbero spianare la strada a nuovi studi sulle influenze genetiche ed ambientali che portano i cloni autoreattivi -- cellule che reagiscono alle proteine dell'organismo cui appartengono -- ad emergere e prosperare nelle persone affette da diabete.
"È la prima volta che sono stati individuati gli obiettivi delle cellule CD8 che causano il diabete Tipo 1" dice la Dr.ssa Wong. "Ora che sappiamo che l'insulina è un importante obiettivo autoantigenico, possiamo utilizzare questa conoscenza per prevenire questi attacchi".
Il diabete Tipo 1 è una malattia autoimmune in cui le cellule T CD4 e CD8 del sistema immune distruggono le cellule beta del pancreas adibite alla produzione dell'insulina. Questo tipo di diabete, a differenza del Tipo 2, molto più diffuso, colpisce soprattutto i bambini. Benchè esista una predisposizione genetica, solo il 10 per cento delle persone colpite da diabete Tipo 1 hanno una storia familiare di diabete. Molti ricercatori credono che la malattia sia innescata da condizioni ambientali che non sono ancora state identificate.
Il sistema immune ha molti tipi differenti di cellule, ma è largamente riconosciuto che le cellule T giochino un ruolo fondamentale nel diabete.
Ci sono due subsistemi di cellule T: CD4, T helper e CD8, citotossici - un tipo di cellule killer che normalmente attaccano i virus. Nel diabete Tipo 1 invece, queste cellule che normalmente fanno un gran lavoro nel proteggerci, individuano le molecole e le proteine delle cellule che producono insulina e le attaccano come se fossero qualcosa di estraneo.
Tra i molti geni utili alla determinazione se il diabete si svilupperà o meno in certe persone, uno dei più significativi è il major histocompatability complex (MHC). Le cellule T non possono identificare direttamente i loro obiettivi senza l'aiuto dei geni MHC. Le cellule T sono in grado di riconoscere piccoli quantitativi di proteine con molecole MHC che loro altrimenti si lascerebbero sfuggire in assenza di MHC.
Secondo la Dottoressa Wong "i nostri risultati riaffermano l'importanza dell'insulina come autoantigene nel diabete". Tra i suoi collaboratori alla Yale School of Medicine vi sono anche Charles A. Janeway, Jr. , dell'Howard Hughes Medical Institute, Jaana Karttunen, Caroline Dumont, Li Wen, Irene Visintin, Ingrid Pilip ed Erica G. Palmer, e Nilabh Shastri, dell' Università di California, Berkeley. Questo studio è stato finanziato dal National Institutes of Health e la Juvenile Diabetes Foundation International.
Diabete giovanile: scoperta la causa
Corriere della Sera, 31/8/99 -- LONDRA - Un gruppo di ricercatori statunitensi ha individuato la causa del diabete tipo 1, noto anche come "diabete giovanile" e la scoperta potrebbe portare in futuro al vaccino in grado di prevenire la malattia. Secondo la ricerca pubblicata sulla rivista Nature Medecine sarebbero le cellule T del sistema immunitario a provocare questo tipo di diabete.
Data ultimo aggiornamento: Lun, 6 Settembre 1999 6:30:00
Fonti: Yale University School news releases
Nature Medicine, September 1999 Volume 5 Number 9 pp 1026 - 1031
Corriere della sera, 31/8/99
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n1999_077.html
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