Parte il Progetto Mercurio, presentato a Roma
Prevenire e trattare il piede diabetico
di Francesca R. Palmarini
Mercurio. Si chiama così il Progetto che la Società italiana di Diabetologia (Sid) ha presentato a Roma, con lo scopo di informare aumentare l' attenzione della classe medica e dei pazienti sul piede diabetico. Al dismetabolismo è infatti riconducibile il 60 per cento delle amputazioni su base non traumatica che, nel 70 per cento dei casi, rappresentano l' evoluzione negativa di ulcere a carico del piede. In Italia sono circa 180 gli interventi maggiori di questo tipo ogni 10 mila diabetici per anno; i malati sono due milioni, quindi il numero delle amputazioni sale a 3.600.
Più del 75 per cento di tali operazioni è però evitabile, purché si attui una strategia globale, centrata su: prevenzione, educazione sanitaria del paziente, aggiornamento del personale medico e paramedico, trattamento multidisciplinare delle ulcere del piede in ambulatori appropriati afferma Luigi Uccio1i, Cattedra di Endocrinologia dell'Università Tor Vergata di Roma, responsabile del Progetto Mercurio.
AGGIORNAMENTI SU CD-ROM
Con il Progetto Mercurio il Gruppo di studio piede diabetico della Sid si prefigge, attraverso convegni e corsi teorico-pratici, di diffondere le conoscenze su questa patologia e prevenire le conseguenti amputazioni.
Obiettivo, per il primo anno di attività è raggiungere con 150 riunioni 1.500 diabetologi (cioè i due terzi). Strumento culturale del progetto è un Cd-Rcm, fornito ai partecipanti ai corsi, che vuol costituire un punto di riferimento per quanti operano attivamente su questa patologia indipendentemente dalla specializzazione.Al piede diabetico non viene ancora riservata sufficiente attenzione. È una patologia di confine tra varie specialità, con criteri precisi di trattamento e necessità di approccio integrato tra diabetologo, ortopedico, chirurgo vascolare. Soltanto così è possibile proporre al paziente un percorso basato su punti di riferimento e protocolli già validati.
Regola principale per prevenire lesioni ai piedi in corso di diabete è un'ispezione quotidiana accurata, a livello della pianta, delle unghie e, soprattutto, degli spazi interdigitali: in caso di ferite o screpolature occorre consultare il medico. Mai trascurare una corretta scelta delle scarpe, che devono adattarsi alla forma del piede, e non viceversa: se troppo strette provocano pericolose compressioni, se larghe facilitano gli sfregamenti. Sono da evitare le calzature in materiale sintetico, perché impediscono la traspirazione.
In presenza di arrossamenti, abrasioni o ulcere, gli approcci dipendono da tipo, causa e gravità, variando da semplici terapie locali a base di antisettici a medicazioni più sofisticate continua Uccioli. I trattamenti devono essere sempre prescritti e controllati dal medico, poiché un loro uso improprio può rallentare i processi di guarigione, già compromessi nei diabetici. In presenza di infezione, la terapia antibiotica dovrebbe essere il più possibile mirata, cioè prescritta dopo esame colturale e relativo antibiogramma. Nei casi più severi la rimozione di materiale infetto deve precedere medicazione e bendaggio. Infine conclude Uccioli va ricordato che qualsiasi trattamento non può essere efficace se non è accompagnato da un controllo adeguato dei livelli di glicemia. Questi vanno mantenuti vicini alla norma, con dieta, insulinoterapia e ipoglicemizzanti orali. Il circolo vizioso che, nel diabetico, porta dall'ischemia (con o senza neuropatia) all' amputazione, può e deve essere spezzato.
Tratto da: Il giornale del Medico, 1 febbraio 1999, Anno XV, n.3, pag. 5
Data ultimo aggiornamento: Lun, 22 Febbraio 1999 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n1999_021.html
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