Il tanto atteso Clinical Islet Trial (trapianto delle sole isole pancreatiche per la produzione dell'insulina) al Diabetes Research Institute

Effettuato il primo trapianto delle "Sole Isole" di Langerhans su pazienti diabetici di tipo 1


MIAMI - Jackie Demijohn è entrato nella storia del mondo del diabete. Con altre ventidue persone diabetiche tipo 1 che presentavano serie difficoltà a controllare la malattia, stava aspettando l'inizio dello studio sui trapianti di isole pancreatiche al Diabetes Research Institute dell'Università di Miami (DRI). Il gruppo di pazienti è stato scelto tra quasi 400 candidati di diversa nazionalità. Jackie sarebbe il primo paziente diabetico di tipo 1 in questo paese a ricevere il trapianto delle beta-cellule che producono insulina, chiamate isole, senza dover ricevere contemporaneamente altri organi.

Importanza dello studio clinico "Solo Isole"

Quando ha avuto inizio il reclutamento per questo studio, pių di 7.000 pazienti diabetici provenienti da tutto il mondo hanno fatto domanda al DRI in risposta agli annunci apparsi sulla stampa nazionale ed internazionale.

40.000 + pazienti diabetici hanno usato Internet per saperne di più su questo studio.

I pazienti che hanno risposto ai rigorosi test di verifica avevano un'età compresa tra 18 e 50 anni e vengono anche da molto lontano, come l'Alaska, la Norvegia ed il Guatemala.

Finora, questi trapianti erano sempre stati associati a trapianti di altri organi essenziali per la vita del paziente, come un rene o il fegato. Questi pazienti, infatti, dovrebbero prendere immunosoppressori per tutta la vita per impedire il rigetto dell'organo trapiantato. Ma questi farmaci anti-rigetto comportano essi stessi molti rischi per la salute del paziente, come il cancro. Nel caso di trapianti d'organo, questi rischi sono considerati accettabili poichè senza il farmaco, il trapianto fallirebbe. Siccome però il diabete privo di complicanze non costituisce una minaccia per la vita del paziente, come può invece essere l'infarto o alcune gravi disfunzioni del fegato, il rischio che questi farmaci comportano è superato dal loro beneficio. Cosė il trapianto delle isole ai pazienti con il diabete è stato consentito soltanto se già questi erano costretti a prendere farmaci antirigetto a causa di un altro trapianto d'organo. I pazienti che partecipano a questo studio, tuttavia, saranno i primi a ricevere le sole isole - senza altro trapianto d'organo - ma con un nuovo farmaco chiamato anti-anticorpo del recettore IL-2 che sarà associato solo per un breve periodo ad altri immuno-soppressori. Questo anticorpo è il primo farmaco geneticamente costruito indicato per ridurre il rischio di rigetto degli organi trapiantati.

"Prima d'oggi, i trapianti delle cellule delle isole in pazienti con diabete di tipo 1 hanno richiesto immunosoppressori potenti che hanno incluso un cocktail di anticorpi - come sparare una nuvola di proiettili ad un obiettivo che non si vede bene" spiega Camillo Ricordi, M.D., professore di chirurgia e medicina alla Università di Miami e direttore scientifico del Diabetes Research Insitute "questo metodo provoca una serie di danni generalizzati - come l'infiammazione - per raggiungere un obiettivo relativamente piccolo" continua "la disponibilità di questo ed altri nuovi farmaci significa che ora abbiamo pallottole obiettivo-specifiche - le pallottole "intelligenti" che colpiranno il solo recettore importante nel processo di rigetto - un recettore trovato sulle cellule attivate del sistema immunitario chiamate T-cellule. Questo anticorpo in particolare può lasciarci bloccare l'attivazione iniziale del sistema immunitario senza dovere usare un cocktail di anticorpi, dando alle cellule trapiantate maggiori opportunità di stabilirsi nell'organismo del ricevente".

Inoltre, i ricercatori proveranno a realizzare una condizione "di tolleranza specifica al donatore" trapiantando ai pazienti anche le cellule del midollo osseo prese dal donatore delle isole. Ma queste cellule del midollo osseo saranno uniche e prodotto delle tecnologie recentemente disponibili. Queste cellule del midollo osseo saranno state "arricchite" per facilitare l'accettazione delle isole trapiantate.

"Questa tecnologia recentemente sviluppata ci permette di selezionare efficientemente un tipo di cellula chiamata cellula CD34+ del midollo osseo," spiega Rodolfo Alejandro, M.D., professore di medicina al UM e direttore del DRI's Cell Tranplant Center "che č un altro modo di dire che stiamo eliminando le T cellule più mature del donatore - le stesse che crediamo siano la causa della reazione contro le cellule ospiti".

Se questa nuova combinazione di isole/midollo osseo arricchito/anti recettore IL-2 avrà successo, il sistema immune del destinatario diventerà "tollerante a" ed accoglierà le cellule delle isole trapiantate. Allora gli altri farmaci anti-rigetto verranno gradualmente diminuiti alla fine dell'anno come previsto.

L'équipe DRI's cell tranplants, che attualmente conduce quattro studi simultanei sul trapianto delle isole, ha programmato di trapiantare dodici pazienti entro il prossimo anno seguendo questo nuovo protocollo.


Tratto da: DRI News

Data ultimo aggiornamento: Ven, 20 Novembre 1998 6:00:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n134.html

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