Roma, precisazioni di monitoraggio al 3° congresso internazionale
Aggiornamenti sull'iter di commercializzazione del GlucoWatch
Condizione presente fino al 6-7 per cento delle gestanti
Un buon controllo della malattia diabetica prima del concepimento potrebbe influire sul peso del nascituro in modo più incisivo rispetto a una gestione del diabete anche serrata, ma condotta nelle ultime settimane di gravidanza. È quanto ribadisce il gruppo di Ann E. Gold, del Royal Infirmary di Edimburgo (Scozia) riportando sul Journal of Diabetes Care, i dati raccolti su 57 donne con diabete di tipo 1 che, prima della gravidanza avevano sempre mantenuto livelli glicemici ottimali. Sembra che il miglior indice predittivo del peso neonatale sia il buon controllo dei valori glicemici prima del concepimento e all'avvio della gravidanza, mentre la misurazione dell'emoglobina glicosilata (che indica il livelo di controllo della glicemia), condotta in gestazione avanzata, non correlerebbe con il peso del neonato.
Diabete e maternità: se soltanto pochi anni or sono la malattia diabetica rappresentava una delle cause più frequenti di infertilità, sterilità e complicanze materno-fetali in gravidanza, oggi la morbilità e la mortalità sia della gestante sia del feto e del neonato sono drasticamente diminuite, grazie a monitoraggi più attenti. Se ne è discusso a Roma, nella sede del Cnr, durante il 3° Congresso internazionale Diabetes and pregnancy" organizzato da Ermelando V. Cosmi e Antonio Pachì dell'ateneo romano La Sapienza e da Paolo Brunetti dell'Università di Perugia.
Nelle donne in età fertile la prevalenza di diabete pregestazionale è del 1-3 per cento (dati italiani e statunitensi); sale al 7 per cento nelle aborigene australiane e addirittura al 20 per cento nelle donne della tribù indiana Pima dell'Arizona precisa Cosmi, direttore dell'Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica II.
Quanto al diabete gestazionale, che in genere viene diagnosticato intorno alla 24°-26° settimana di gravidanza, ha una prevalenza del 6-7 per cento (intolleranza glucidica compresa) ed è più frequente nelle donne obese e nelle gravidanze gemellari. La diagnosi precoce è fondamentale per evitare gravi ripercussioni sulla madre e sul feto. Vista l'alta incidenza di tale patologia nelle donne italiane aggiunge Gian Carlo Di Rienzo, responsabile del Centro di Medicina perinatale dell'Università di Perugia dovrebbe in teoria essere condotto uno screening su tutte le gravide, anche se non espressamente a rischio, con una minicurva da carico da 50g, oppure con la classica curva da carico da 75 g eseguita intorno alla 24°-26° settimana di gestazione.Nel diabete gestazionale è imperativo mantenere il compenso glicemico con una dieta appropriata e, eventualmente, terapia insulinica. È necessario inoltre eseguire controlli ravvicinati per prevenire le complicanze e monitorare le condizioni fetali Continua Di Rienzo. Un monitoraggio ancor più necessario se il diabete preesiste alla gravidanza.
Sintesi dell'articolo di Brigida Stagno, su Giornale del Medico, lunedì 7 settembre 1998
Data ultimo aggiornamento: Mer, 23 Settembre 1998 17:00:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n115.html
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