Incolpate le ultime vaccinazioni dell'aumento di diabete tipo 1

Miriam E. Tucker, senior writer
Pediatric News

L'incidenza del diabete tipo 1 è cresciuta drammaticamente tra i bambini americani ed europei. Ci sono molte teorie su quanto sta succedendo, ma una in particolare sta riscuotendo un certo interesse da parte dei media, cioè che l'aumento potrebbe essere collegato con i tempi di vaccinazione dei bambini. Gli esperti affermano che i dati non supportano questa teoria, per quanto su di essa stiano iniziando i primi studi.

Nella Allegheny County, Pa., che ha il più vecchio registro del diabete tipo 1 esistente in America, l'incidenza della malattia era stabile a 12 casi per 100.000 tra la popolazione di età compresa tra 0 e 19 anni dal 1965 fino a metà degli anni 80. Attorno al 1985 il tasso è salito fino al 18-19 per 100.000. Da allora al 1994 risulta essere cresciuta ancora, secondo Ronald LaPorte, Ph.D., che sorveglia il registro.

Particolarmente preoccupante è la crescita “straordinaria” tra la popolazione afro-americana, che in passato ha avuto un tasso di crescita del diabete tipo 1 inferiore a quello dei bianchi. Durante gli anni 70 ed 80, circa 7-8 neri per 100.000 in età compresa tra 0 e 19 anni sviluppavano diabete tipo 1. A metà degli anni 80, l'incidenza è salita all'11 per 100.000.

Ora, per la prima volta, l'incidenza tra gli Afro-Americani, maschi in particolare, è leggermente più alta che tra i bianchi. Ma il diabete tipo 1 è in crescita anche tra i bianchi, ha riferito al giornale (n.d.r.:Pediatric News) il dott. LaPorta, professore di epidemiologia alla University of Pittburg. Altri registri statunitensi, esistenti solo da 15 anni, sembra che rispecchino tale andamento anche tra le altre nazioni.

Dati europei a lungo termine mostrano lo stesso fenomeno: in Finlandia, per esempio, che ha il maggior tasso di diabete tipo 1, l'incidenza è cresciuta dal 12 per 100.000 bambini di età compresa tra 0 e 15 anni nel 1953 a 38 nel 1986, e a 45 nel 1996. In Europa l'incidenza di diabete tipo 1 è aumentata di circa il 2-3% per anno, mentre negli Stati Uniti è “probabilmente leggermente più alta”, nota il prof. LaPorta. Una teoria “calda” tra i ricercatori per spiegare l'aumento è che la distruzione autoimmune delle cellule beta delle isole pancreatiche di Langherans può essere provocata da un “superantigene”, probabilmente derivante da un'infezione virale, un cibo, o una tossina. Alcuni dati supportano un collegamento tra diabete tipo 1 e latte vaccino. “Sappiamo esserci alcune cause ambientali”, dice il dott. LaPorta.

I media, tuttavia, hanno colto l'importanza della teoria dell'immunologo J.Barthelow Classen. Egli crede che il programma di immunizzazione, che inizia le vaccinazioni al secondo anno di età, aumenta il rischio di diabete tipo 1 e di altre malattie autoimmuni. Facendo queste vaccinazioni alla nascita si potrebbe ridurre il rischio, dice a questo giornale. Egli è presidente della Classen Immunotherpies Inc., una società di Baltimora che sta sviluppando “metodi di immunizzazione” e “metodi di test dei programmi di vaccinazione” per minimizzare il rischio di sviluppare il diabete tipo 1. Secondo il dott. Classen, i virus della madre passano al neonato alla nascita entro le prime 6 settimane di vita. Vaccinandosi durante questo periodo si provocherebbe il rilascio di interferone, che bloccherebbe le infezioni virali. Quando i vaccini vengono presi a due mesi di età essi esacerberebbero l'infiammazione virale indotta che è già presente nelle cellule pancreatiche. Questo è particolarmente vero nei vaccini che contengono componenti come l'Haemophilus influenzae b (Hib), che attiva i macrofagi.

Nei topi di laboratorio inclini al diabete tipo 1, il Dr. Classen ha scoperto che prendendo basse dosi di vaccino umano alla nascita ha prevenuto lo sviluppo di diabete, mentre immunizzandoli a 8 settimane o ha aumentato il rischio o non ha avuto alcuna influenza su di esso. Ha anche citato dati epidemiologici umani che supportano la sua teoria: in diverse parti dell'Europa e degli Stati Uniti, l'istituzione di nuove vaccinazioni è stata seguita da un aumento dell'incidenza di diabete tipo 1. Per esempio, il diabete è aumentato sia a Pittsburg che in Finlandia dopo l'introduzione del vaccino Hib, continua il Dr. Classen. (Il vaccino Hib è stato approvato negli Stati Uniti nel 1987).

L'esperto in immunizzazione, il Dr. Michael Katz afferma che la teoria del dr Classen “non è ancora supportata da dati. Quello che più mi preoccupa è che si potrebbero creare inutili paure intorno alle vaccinazioni. A questo momento non vi sono basi per rivedere i programmi di vaccinazione”. Il dr Katz presta servizio presso i comitati per la sicurezza delle vaccinazioni di due Istituti di Medicina ed è Professore di Pediatria alla Columbus University di New York. Il dr. LaPorta ha ulteriormente aggiunto: “Io penso che [il Dr Classen] abbia completamente torto”. L'aumento nelle vaccinazioni nei primi anni 60 non ha influito sull'incidenza del diabete, e i paesi con una buona copertura di immunizzazione, come il Giappone e la Cina, non hanno visto alcun incremento di diabete.

Tutti, compreso il dr. Classen, affermano che c'è bisogno di maggiori dati prima di modificare il programma di immunizzazione. L'Istituto Nazionale delle Allergie e delle Malattie Infettive ha iniziato uno studio in collaborazione con il Ministero della Sanità Inglese per raccogliere tutti i dati relativi a questo argomento. Essi promuoveranno un incontro per discutere le scoperte di quest'ultimo anno.

Sono programmate almeno altre tre conferenze sulla relazione tra malattie infettive e autoimmunità. I Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie stanno anche studiando tali relazioni all'interno di un data-base già esistente su più di 500.000 bambini Californiani. L'agenzia indagherà il tasso di diabete tipo 1 nei bambini vaccinati contro l'epatite B alla nascita e quelli che hanno ricevuto la prima dose sopo 2 mesi dalla nascita, ed anche la ricorrenza del diabete tipo 1 tra i bambini dopo l'inizio dell'utilizzo della vaccinazione Hib.


Tratto da: Pediatric News 32(4):4, 1998. International Medical News Group

Data ultimo aggiornamento: Mar, 16 Giugno 1998 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n102.html

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