L’amore nasce giorno per giorno condividendo la vita con il prossimo


22 - 23 Ottobre 2005

di Pino Salvadore

Era stato accennato, ed è stato compiuto. I frutti? Tutti abbiamo bisogno dei frutti e, li abbiamo raccolti, e l’albero ce li ha concessi.

La cura ha realizzato l’attesa, ed i medicamenti hanno confortato i nostri cuori, forse ancora non concretizzati, ma sentiti nel cuore.

Amo vivere la mia vita perché la vivo come un’avventura, giorno per giorno, la assaporo osservando i suoi risvolti, alcuni in declino ed altri come dice Celentano “Rock” o spumeggianti!

Il buon giorno si vede dall’aurora, l’emozione che stai per vivere la senti già dal vento che sta per accarezzarti.

È sabato del 22 ottobre 2005 la Diabaino Vip Vip dello Stretto Fand Calabria aziona la sua esperienza sull’Arte dell’Incontro, e sfodera un pullman ultra lucente sulle strade in quelle di Gallico di Reggio Calabria.

Gabriella Violi, il Presidente dell’Associazione, ce l’aveva promesso a da giorni che ci lavora acchè tutto si concretizzasse e con l’aiuto di alcuni soci, l’opera è stata difatti realizzata.

La giornata si presenta uggiosa, lo scirocco annuvola mezza Italia, la foschia attenua i contorni dello Stretto, e domani 23 ottobre ’05 alle 10,00 del mattino verrà dichiarato Santo il buon Padre Gaetano Catanoso, figlio reggino, ed umile pastore, nonché calabrese, che con le sue opere, tutt’oggi smuove i suoi compaesani e li conduce all’Urbe, la “città eterna”.

Gabriella ha sudato 8 camicie per poter trovare un pullman, ma al solito compie e realizza gli obiettivi che si prefigge, il sole ancora non si vede, ed il mezzo comincia a partire, stavolta io sono stato un ritardatario, gli altri lungo la strada li prenderemo a bordo e ne avremo tempo visto che la Calabria è lunga e la Diabaino Vip Vip dello Stretto si estende ormai in lungo ed in largo.

A Tarsia incontriamo Sua Eccellenza l’Arcivescovo della Curia di Reggio Calabria – Bova, Vittorio Mondello, con un gruppo di preti e giovani seminaristi, ovviamente anche loro diretti a Roma. è sembrato infatti che il viaggio proseguisse a gruppi, e le soste simili sia per i bisogni che per il pranzo facesse solo un grande unico comitiva in marcia verso la capitale.

Sul pullman, ormai da veterani, scambiamo le ultime notizie, tra le quali la stagione estiva trascorsa, la salute, il perché non hai partecipato al VI Soggiorno, le circolari che cercano di frenare l’indole combattiva di qualcuno indomito, come si sta insieme ad altri che non hanno il diabete, non avendo nulla di diverso ed il non sentirsi affatto “strani” perché l’oggetto della disputa ci rende liberi di muoverci e non temere alcunché, parlo del microinfusore e del fatto che questa terapia ci ha fatto riappropriare della nostra vita, scambiando le opere in: “Io e il diabete”, e non più il “Diabete ed io”.

Giungiamo a Guidonia alle 18,00 circa dove ci attende Roberto un nostro caro amico che già abbiamo conosciuto e,…. Non riesce più a fare a meno di noi, infondo il Volontariato coinvolge moltissimo e l’Associazione è il vettore che spinge per andare sempre oltre un po’ di più.

Infatti l’Hotel si chiama “VOI&NOI” ed è anche Ristorante e si trova in Via Colle Giannetta 90 esattamente a Guidonia, ci siamo trovati bene sia come ricettività che come ristorazione.

Alle 21,00 circa per la cena si aggiungono alla comitiva la “Superdott” Mari@ntonella, la romantica ed esuberante Domenique che con le sue descrizioni di Roma, già ci faceva assaggiare le emozioni dell’indomani, ed ancora Marco che prelevando il rimanente gruppo “romano” ci ha atteso tra le strade laziali, ed in ultimo l’immancabile, sempre presente ad ogni appuntamento Andrea de Roma che non manca mai di venirci a trovare in giro per l’Italia.

Si cena insieme in sala, riso agli asparagi, arista di vitello, insalata verde, frutta ed un buon vino rosso del luogo.

Alla fine della cena un gruppetto ne ha approfittato per dileguarsi tra le stradine del centro storico dell’Urbe ed io tra di loro… all’insaputa di Silvana che era rimasta a casa, ed il tempo ormai tardo abbiamo girato tra Trastevere, Pantheon, e piazza Navona; la passeggiata notturna ha migliorato molto il nostro benessere psicofisico, dopo il viaggio seduti in pullman. Rientro all’hotel alle 1,30.

Il mattino seguente sveglia alle 6,30 difatti alle 7.30 il pullman sarebbe partito con noi già “colazionati di tutto punto”, difatti a Roma il traffico regna sovrano e gli spostamenti sono difficoltosi.

La giornata si presenta estiva, già riflettevamo sul perché non ci siamo portati in valigia i costumi da bagno, ma molti di noi abbiamo indossato la maglietta della Diabaino Vip Vip dello Stretto fresca e leggera.

Veniamo lasciati dall’autista in piazza Santa Maria delle Grazie, e da lì a piedi fino al sacrato di Piazza San Pietro, come da sparti acque il nostro vessillo della Diabaino Vip Vip dello Stretto Fand Calabria portato con autorità dal mitico Antonio che, non lo ha abbandonato nemmeno quando stava seduto in piazza, ed aggiungo, abbracciandolo a sé.

Fatto il controllo ai metal-detector con i passi già procurati, la buona Gabriella e la Superdott hanno trovato la possibilità di poter trovare posto a sedere per tutti a 20 metri i linea d’aria dove erano seduti i chierici ed i coristi.

I fedeli erano numerosi ed un immenso gruppo era costituito da Cileni con le loro bandiere ed i loro canti rendevano unica la coreografia. Oltre a San Gaetano Catanoso vi erano altri 4 che venivano proclamati Santi.

Abbiamo assistito alla canonizzazione con molta attenzione, l’esperienza di tutti è stata: il vivere in prima persona la funzione, che purtroppo o per fortuna la televisione, non riesce in alcun modo a far forare il video, infatti lo stare insieme ad altri di nazionalità diversa rende più emozionante tutta la celebrazione per la coesione che si crea.

Il nostro gruppo era anch’esso variegato, nel senso che, molti non erano con il diabete, e lungo i vari tragitti fatti, non si è notato alcuna differenza tra chi “non” e chi “con” altrimenti, coloro che non usufruivano del microinfusore, avevano dei limiti sui tempi che a volte sforano nei più comuni viaggi.

Al rientro dalla funzione di Piazza San Pietro tutti ci rincontriamo al ristorante dell’Hotel, con una fame da… ci siamo intesi, io in tutta la mattinata sono riuscito solo a prendere 2 caffè in momenti diversi con Roberto, sfruttando i nostri passi più veloci.

Alle 14,00 circa arrivano le pietanze sui tavoli, due primi fa-vo-lo-si per secondo spiedino alla brace, frutta, dolci offerti da Sandro (se non erro), ed il pranzo è stato coronato da un vino offerto ai tavoli da Daniela, bevanda conosciuta solo dai Reggini, quello di “Pellaro” le cui vigne su terreno particolare terro-sabbioso, lo produce in poche quantità e dai 16/18 gradi, forte da rendere problematico il rialzarti da tavola e lo scollamento dalla sedia, ma viceversa aiuta a far alzare il livello di euforia tra i commensali.

Fine del pranzo, ed alle 16,30 circa ci portiamo a visitare la Villa d’Este di Tivoli, ma l’orario ormai tardo, non ci ha permesso l’entrata, cosicché mettiamo i motori a regime e si parte per il rientro.

I saluti e gli abbracci con il “gruppo Romano” fin qui vicino e l’intento di un proximo incontro a breve e, vista la Calabria dove è situata, “giù” al Sud, il rientro si prospetta veloce, “tanto è tutta discesa”!!!

L’autista mette a folle e viaaa, si risparmia così sul gasolio! Visto i tempi.

A bordo, lungo il viaggio si vocifera sulla possibilità che qualcuno stia organizzando una rimpinzata in un autogrill, dove c’è “L’Angolo del Buongustaio”.

Detto tra di noi, il papà di Marco (il nostro ballerino), già famoso da altri miei racconti per la sua indole burlona “Benigniana” che ci rasserena con i suoi aneddoti, il suo famosissimo papà, ci aspetta a Tarsia con salame, formaggi e capocollo tipici calabresi, pane di grano cotto al forno dal profumo unico che noi già gustavamo dalla Campania sul pullman, vino ancora fresco delle colline pre-silane, e qui sono costretto ad una breve sosta per riprendermi…... il mancamento è naturale quindi consequenziale un attimo di pausa.

Sul posto alle 1,10, troviamo dei tavolini con annessi “volontari affettatori del luogo” di salumi, formaggi e pane. Purtroppo qualcuno non ne ha potuto usufruire perché soggetto alla normale terapia insulinica, fatta di orari stabiliti e quantità precise.

Tutti insieme appassionatamente concluso lo spuntino, siamo ripartiti, sempre in discesa, ed il caro autista con guida impeccabile, ci ha cullato fino a Reggio Calabria.

Ho accompagnato alcuni amici di viaggio ed alle 5,00 mi sono sdraiato sul mio letto, stanco ma nel contempo appagato.

Volevo spendere solo un attimino su un aspetto che cerco meglio di descrivere, a mio modesto parere, lo svolgersi dei fatti, lo stare insieme, il condividere momenti vari, il distaccarsi dal proprio tran-tran giornaliero, l’ascolto delle esperienze altrui, sicuramente diventano una terapia unica e si può constatare l’importanza di riprenderci un aspetto della nostra vita, che forse ci manca o ci è mancato da diverso tempo.

Il miglioramento della qualità di vita, passa anche da queste cose, è l’amore che nasce dallo stare insieme che fa parte della nostra vita.

Antonio, che ricordo in anni passati con i suoi 400 e 500 ed oltre, le ipo paurose la ricerca dello zucchero in tasca sempre a portata di mano, ha avuto invece un massimo di 140 e minimo 90 (diario documentabile ed io testimonio), siamo sempre insieme nei viaggi, altri non hanno dato mai segno di iper e ipo, nonostante i controlli continui, e la nostra Presidente e la “Superdott” ormai possono anch’esse impegnarsi nell’osservare i vari luoghi visitati vista la nostra autonomia di gestione.

La cosa non è da sottovalutare! E quanto dico è anche documentabile dalle mie foto!

Mi rammarico, ovviamente che qualche amico, non sia potuto venire con noi, ci siamo pensati, ci siamo scambiati anche qualche telefonata, ma il condividere il tutto è un esperienza unica e costruttiva. Anch’io cerco di non rimanere più indietro, per cui ringrazio Gabriella Violi, Mariantonella (con una sola “A”) Ferraro, tutti i soci dell’Associazione Diabaino Vip Vip dello Stretto Fand Calabria e, per concludere, il buon San Gaetano Catanoso che tutt’oggi a causa sua ci ha fatto alzare dalla sedia per rimetterci in movimento!

L’ultima chicca: rammento l’esperienza scorsa delle “4 emme: sui passi di Padre Catanoso” in cui abbinando il percorso formativo che ha avuto per tema:- Mangiare Meglio Muoversi Molto – con la partecipazione di professori e dottori preparatissimi, provenienti da più parti d’Italia, siamo stati forniti del meglio “sul sapere” con l’aggiunta del footing fatto sui percorsi dove il Santo è nato.

Per quest’occasione siamo stati ospitati dall’Associazione “Esperia” nella famosa valle di Chorio; in Pentadattilo (Rc), con l’escursione del paese ormai disabitato sovrastato da rocce a forma di mano, dove lo stesso ha effettuato la sua opera pastorale.

L’insieme di tutto ciò ha portato ancora una volta il gruppo più vicino alla sfera celeste il cui intento certo dell’umile Pastore Reggino.

Sempre vs Pino Salvadore

Alias Pino S.+6+2 + “Asia” (non più) cucciola di Pastore Tedesco con il freesè sotto le orecchie


Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 7 Novembre 2005 06:00:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/incontri/incontri_011.html


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