Alle pendici di Pentidattilo, dove è meglio fare il prelievo per la misurazione della glicemia?


22 - 23 - 24 Aprile 2005

di Pino Salvadore

L’Associazione Diabetici FAND Calabria “Diabaino Vip Vip dello Stretto” ha organizzato il 22-23 e 24 Aprile 2005 “Noi con il diabete … in movimento dalla Teoria alla Pratica. Quale Attività Fisica?

Il progetto è stato realizzato in tre momenti: il primo giorno Venerdì 22 Aprile alle ore 10.00 in Ambulatorio presso ASL 11 RC Polo Sanitario Territoriale Servizio di Diabetologia di Gallico, con l’accoglienza dei partecipanti, dove è stato discusso quali sono gli effetti dell’esercizio fisico sull’organismo con terapia insulinica multiniettiva e sia con quella microinfusionale.

Roberto Iacovelli della Roche Infusion System è stato presente in questi giorni consigliando anche i ragazzi con il microinfusore, indirizzandoli meglio su l’uso dello stesso con gli aspetti e le varie funzionalità.

Il secondo giorno ha inizio alle ore 10.00 del 23 aprile ’05, l’incontro su diabete e sport a Gallico presso il Campo della Mondialità, questo è un parco dove un sacerdote di rientro in Italia dopo anni di missione nel mondo, ha avuto l’intuizione, con l’aiuto degli abitanti della zona di costruire un parco giorno per giorno, mattone dopo mattone (dove era necessario), di fare dei luoghi che ricordano moltissime culture sparse nel mondo, rappresentando anche i vari posti descritti nei vangeli.

Questo è anche un luogo ludico dove solitamente molte madri portano i bambini a giocare.

Alla spicciolata arrivano i componenti del gruppo riunendoci tutti in una grande sala dove con Padre Flavio ci presentiamo, con noi è presente una mamma con una bimbetta che ci osservava uno per uno sebbene ancora di pochi mesi dal passeggino, la mamma ci spiegava che dopo molti tentativi non riusciti a causa del diabete, non portava a termine le gravidanze, venuta a conoscenza della Dott. Mariantonella Ferraro, passata a terapia con il microinfusore, ha felicemente portato a termine la gravidanza ed in questi giorni la battezzerà da Padre Pio a San Giovanni Rotondo perché si era proprio rivolta pregando Padre Pio di aiutarla a trovare la strada per poter portare avanti il suo forte desiderio di un’altra figlia.

In effetti quasi tutti i presenti ormai abbiamo consolidato questa terapia, riscontrando gli effetti straordinari, di benessere con il raggiungimento di ottimi risultati.

Partecipano all’incontro il prof. Eros Barantani Primario all’Ospedale Auxologico di Piancavallo Verbania, con la consorte Signora Giovanna che ormai non resiste più a non essere presente qui da noi, dice di essere affascinata dal nostro “stare insieme” e si diverte tantissimo a visitare i posti in cui noi mettiamo in pratica, le indicazioni dei nostri relatori.

Il primo è il Prof. Carmelo Ferraro, che ha dato delle indicazioni importantissime su come effettuare lo sport, cosa è necessario per poterlo fare e raggiungere ottimi risultati.

Rimaniamo a pranzo sul posto. L’inseparabile Roberto Iacovelli della Roche Infusion System, si è ben rimpinguato tra pasta al forno con melanzane, salumi locali e pietanze reperite dall’associazione e dai partecipanti, meglio chiamata “colazione a sacco”, diciaaamo!

Durante il pomeriggio il prof Eros ci dava ulteriori indicazioni, con dovizia di particolari, vista ormai la nostra preparazione in ambito “mellito” potendo effettuare delle domande che davano indicazioni più particolareggiati sull’alimentazione da abbinare allo sport e cosa succede al fisico sia quando sia ha il diabete e sia a chi non lo ha.

Il pomeriggio, sul finire, il nostro caro Sebastiano, ci invita tutti a prolungare la giornata cenando con una “spaghettata” in una sua casa situata in collina alle pendici aspromontane.

Tutti alle 21.00 raggiungiamo l’abitazione, dove la madre ed il papà di Seby hanno apparecchiato una tavolata di prodotti tutti fatti in famiglia: olio, biscotto di grano fatto con forno a legna (si tratta di pane fatto essiccare al forno lentamente tanto da renderlo croccante e duro e con un sapore eccezionale), salame magro (da noi in Calabria è una storia di tradizione antica la sua produzione), vino della coltivazione di papà color rubino e corposo, olive in salamoia con aromi di erbe nostrane, fichi essiccati al sole tanto da renderli dolcissimi (questi erano i dolcetti di fine pranzo dei nostri antenati). La spaghettata è stata condita con due sughi, uno al pomodoro ed uno con aglio, olio e peperoncino, chi ha voluto scegliere l’ha fatto, chi diversamente era indeciso, ha …optato per tutte e due le pietanze, anche il pomidoro sempre di produzione propria.

La serata è stata bellissima e cosi abbiamo potuto conoscere anche i gentilissimi genitori di Sebastiano ed il fratello, complimenti Seby una bella famigliola!

Il gruppo ha pensato bene di portarsi a Reggio Calabria per poter fare le ore piccole ed una passeggiata nonostante il mattino seguente avevamo un'altra giornata impegnativa.

Per la nostra “Superdott” qualcuno dice che la giornata non è di 24h, ma niente po’ po’ di meno che di 36h !

“Sui passi di Padre Catanoso” e cosi è iniziata la seconda giornata insieme con l’associazione “Esperia” con la presenza della Presidente Dott. Annamaria Rosato Insieme con l’associazione ESPERIA: mettiamo in pratica la regola delle quattro “M”:- Mangiare Meglio Muoversi Molto.

Un pullman a due piani ci ha aspettato al solito posto appena partiti la Signora Giovanna ha espressamente avanzato la volontà di poter richiedere di diventare “Terron Onoraria” perché rimane sempre più affascinata dalla nostra cordialità e dal modo di affrontare la vita.

La nostra prima visita è stata a Pentidattilo a 40 km a sud da Reggio Calabria, chiamata così proprio per la sua forma di mano con le dita rivolte al cielo ed il paese sottostante disabitato proprio per le soprastanti rocce che, rendono il luogo unico.

Vi sono storie racconti sia su libri e dicerie del luogo che rendono ancor più interessante la nostra passeggiata-escursione tra i ruderi rimasti.

Questo è stato anche luogo dove Padre Catanoso ha svolto la sua opera pastorale.

Dopo le foto di rito in quei luoghi pieni di storia e vegetazione con profumi di fiori campestri, tutti di nuovo in marcia sul pullman che ci ha portati in un versante ancora più a sud, località Chorio, dal nome le evidenti origini greche della zona ove in più parti ancor oggi, si parla il greco antico, quindi meta di visite scolastiche della vicina Grecia che qui possono ancor sentire la lingua madre antica non avendo subito modifiche al linguaggio, sarebbe come per noi poter ascoltare la lingua latina proprio come veniva parlata al tempo da qui la nostra particolare “macchina del tempo”.

Da Chorio per raggiungere la località Papisca bisogna percorrere (dice il cartello) 1800 metri con un buon dislivello, in una fiumara con del pietrisco grigio che con il sole dava riflessi argentei come il famoso metallo.

Sebbene ci fosse stata la precedente escursione in Pentidattilo, tutti abbiamo fatto questa bella “gara podistica” certo, qualcuno a usufruito di auto di qualche amico che ci ha seguito, ma sono stati solo coloro che, per motivi di movimento era consigliabile evitare (vedasi caviglia di Gabriella).

Scendo dalla stradina imboccando il percorso per ultimo, per poter meglio fotografare il gruppo dal basso verso l’alto, pian pianino metto in funzione il mio motore “diesel” turbo compressore e comincio la risalita soffermandomi a fotografare i particolare dei luoghi, farfalle, pietre, asinello e piante.

Primo sorpasso, mia moglie, di conseguenza ragazzi e ragazze del gruppo, poi la signora Giovanna e dopo poco il marito Eros ambedue esperti in lunghe passeggiate tra i monti Alpini, poi i due Andrea, Miriam, Giovanni, Consuelo e per un tratto o portato sulle spalle a cavalcioni mio figlio che diceva di essere stanco ma, poi l’ho convinto ed ha proseguito da solo.

Dopo ho bruciato tutti arrivando per primo alla mèta, luogo dove si dice sia nato il Beato Padre Catanoso.

Fatta l’ora del pranzo ci siamo recati locale lì vicino ove l’Associazione Esperia ci ha preparato un ottimo cibo, il posto è San Fantino è un luogo ameno e caratteristico dove abbiamo pranzato in una antica stalla del ‘600, con al centro un enorme posto per le eventuali grigliate.

Tutto il cibo servito ai tavoli strettamente del posto, cucinato da cuochi esperti in antica arte culinaria, dopo l’antipasto l’assaggio di patate cucinate tra cenere e brace condite con olio aromatizzato con erbe, due primi piatti di ceci con pasta fatta in casa (maltagliati), fagioli e per secondo insalata mista di varie verdure con pezzi di frutta anche secca, arrostini ed involtini ripieni di carne, vino rosso intenso e per finire macedonia di frutta.

Questo a San Fantino è un ampio locale accerchiato da uliveti secolari misto da verdi prati e decorati con pietre particolari per forme e robustezza.

Abbiamo chiacchierato tra di noi in mezzo a quest’ambiente con un caldo sole ed una leggera brezza di questa vallata, così con la presenza di Padre Flavio e Padre Pier Giorgio Lanaro, missionario in Congo Democratico, hanno repentinamente preparato una mensa tra gli alberi officiando la SS. Messa che, con l’ambiente circostante e la presenza di tutti ha reso il momento di intensa ed intima religiosa partecipazione.

Giovanni di 5 anni l’abbiamo potuto ammirare così piccoletto seduto accanto ai sacerdoti che officiavano, tranquillo, tranquillo cosa insolita per lui!

Dopo un forte caffè calabrese siamo andati in visita a San Pantaleo situato sul versante opposto di Chorio, per raggiungerlo vi è una tortuosa strada stretta, mentre si stava per arrivare all’abitato Silvana si è ricordata di una sua cara compagna di scuola molto affezionata che non vede da quei tempi, così ne abbiamo approfittato e dopo (non dico quanti), ci si è rivisti con la promessa che ci rincontreremo approfittando stavolta della mia moto.

Abbiamo iniziato così il rientro e lungo il percorso le suore hanno pregato con il SS.mo Rosario usufruendo del microfono del pullman, anche qui il Giovannino ha portato avanti l’ultima parte di preghiere (cose indimenticabili ed emozionanti!).

La nostra Presidente Diabaino Vip Vip dello Stretto Fand Calabria Gabriella Violi ci propone “per chi ancora non è stanco”, di andare al Pub Irish “Glenduff” a concludere la giornata con una spumeggiante birra inglese.

In molti non ci facciamo pregare, così in allegria definiamo un’altra giornata interessantissima.

Vorrei concludere esponendo un fatto importante, tutti noi siamo ormai consapevoli della nostra patologia, come spesso racconto, nessuno di noi svolge attività che ci rende “diversi” dagli altri comuni mortali, siamo in grado di poter gestire al meglio la malattia, non rimanendo marginali e collaborandoci tra di noi, raggiungendo una libertà da fare invidia, visto che, solo uno ha avuto una ipoglicemie di brevi secondi durante l’escursione a Papisca, mi pare inoltre che dai controlli alcuno abbia avuto iper, sebbene i vari pranzi in orari scombinati e le quantità, usufruendo anche di piccole variazioni sulla terapia ed i bagni dei vari locali, sono stati impegnati, solo, per “far pipì” e non per iniettarsi l’insulina.

I vari momenti di racconti, metafore metropolitane, barzellette, aneddoti hanno anche migliorato il nostro “stare bene”, cosa dire poi della Santa Messa e i luoghi visitati?

Io sono certo che, tutti siamo stati “insieme” in modo autonomo, potendo davvero vivere alla grande, sebbene molti hanno più patologie ed età differenti!

Se non mi credete, posso dimostrarvelo subito a colpi di foto ed immagini (200 e passa) fatte per l’occasione (ho lo “scatto” facile anche in salita).

E per una più proficua riflessione:

“non occorrono molte cose per essere Santi
non ingegno, non fecòndia, non capacità dialettiche,
ma una cosa, diligere amare.”
(Padre Catanoso)


Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 28 Aprile 2005 06:00:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/incontri/incontri_010.html


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