L’evolversi dei tempi “Dal treno al pullman granturismo”
Un giro alla scoperta delle comunità albanesi di Calabria
Lungro ed Altomonte (Cs), Domenica 5 Ottobre 2003di Pino Salvadore
È fatta, punto “capo a”: il treno per la giornata del Diabete “100 anni di storia”, ed oggi 5 Ottobre che si fa? Vediamo un po’…
No problem, ci hanno già pensato! Ecco fuoriuscire dalla borsa di Gabriella, la nostra Presidente, un bel pullman tutto accessoriato, compreso autista, guida turistica, responsabile Agenzia Viaggi e gruppo di gitanti per una giornata di arricchimento intellettuale, alla riscoperta di storie e culture che hanno, nel tempo antico, imperversato qui in Calabria.
Un giro alla scoperta delle comunità albanesi di Calabria condite tra culture arabe, bizantine, normanni giunti in questi luoghi del cosentino, Lungro ed Altomonte (Cs).
Ore 7,00 del mattino, tempo velato da grigiori autunnali, la partenza… ci siamo tutti? No mancano tizio e caio che vengono da lontano, un brusio e pazientemente aspettiamo, nessuno di noi deve mancare e noi ci teniamo all’importanza del singolo.
Bene ormai sono svariati anni che oltre alle giornate indirizzate alla preparazione delle persone e vicini per la gestione del Diabete, ci si organizza giornate di svago che abbinandole all’attività culturali e religiose, servono anche a compattare il gruppo dell’associazione "Diabaino Vip Vip dello Stretto".
Su questo rilassante pullman, ci si avvia sull’autostrada, nessuno è stanco e si comincia già a chiacchierare sulla giornata che ci sta davanti, insieme giovani, adulti e nonni, la guida a stento smorza la nostra vena oratoria, così ci illustra la storia dei luoghi cui ci stiamo indirizzando.
Difatti giunti a Lungro, notiamo un tranquillissimo paesino, ben curato con scale e stradine in pietra, la chiesa al centro, tutta restaurata con immagini sui muri molto ampie e colori forti con stile orientale, l’altare strano per noi, chiamato iconostra, una struttura lignea, diviso con tre finestre al centro separate con delle icone ed il retro non visibile è ostruito da tende rosse. Qui rimane da tempo la liturgia bizantina e non quella latina, ed essendo una cultura più ortodossa, mi devo limitare ad effettuare le foto in quanto un signore (vescovo di questa comunità) con un’occhiata mi ha reso l’idea della sacralità del luogo.
Ciò nonostante, ho sfoderato la mia tecnica di reporter e senza l’uso del flash sono riuscito a rubare delle immagini bellissime per il mio album fotografico.
Le preghiere sono effettuate in lingua albanese, i canti con un armonia dolcissima e coinvolgente, tutta la struttura curata nei particolari all’interno, l’esterno meno, ma la parte anteriore con tre portali di fine fattura bronzea in bassorilievo…. Stupendi.
Tra le stradine del luogo ci siamo portati nei pressi di Altomonte, in un agriturismo ove una grande quercia la faceva da padrona, difatti da qui il nome del locale, due primi piatti al pomodoro ed all’ortolana, i due secondi d’arrosto e di salsiccia del luogo ed un vino traditore ci hanno tenuto compagnia per breve tempo, vista la fame che ci attanagliava e la bontà dei prodotti usati.
Il nostro mitico giovane autista di pullman alto, bruno ed in divisa, con occhiali scuri da body guard, (dico io) visto le attenzioni riversate su di lui da qualche giovane ragazza ( e non), si è seduto con noi ai tavoli, accentrandosi parte delle attenzioni.
Be’ a pancia piena e rifocillati a punto giusto entriamo in Altomonte. Qui vi è una grande chiesa ove la guida ci spiega che le grandi famiglie dell’epoca, curavano la struttura con opera d’arti e fatture di bellezza unica, così ancor passati lustri, vengono nominati ed in modo positivo, una volta vi era la cura del bello, oggi? (Ne dubito molto) dietro la chiesa vi è un chiostro con al centro un pozzo e sopra un museo storico. Altomonte è una cittadina d’arte, che ha saputo ben conservare i propri reperti storici ed è meritoria per gli abitanti del luogo.
Nell’attesa che parte dei villeggianti effettuassero la visita al museo, io mi gustavo nel piazzale esterno della chiesa un’arietta fresca collinare, con i nuvoloni che coronavano la zona, ad un tratto un Carabiniere, in grande uniforme (per capirci, quelli fermi alle spalle dei grandi personaggi politici che ricoprono posti istituzionali), tutto tirato a lucido e negli occhi una emozione-trepidazione unica, ha colpito la mia attenzione. Difatti questo bel giovane alto carabiniere messosi davanti all’entrata della chiesa attendeva la sua sposa.
Si sposava in divisa, molto suntuosa, e lui essendo un bel giovane, la metteva in evidenza con orgoglio.
Da lì a poco la sua amata, mora, alta con occhi grandi neri lucidi dai lineamenti dolci che, solo una donna sa far emergere in determinati momenti della propria vita, con andatura lenta ed a braccetto di suo padre si avviava a compiere il grande passo.
La cosa, devo dire ha emozionato tutti, ma molte signore gli occhi gli son caduti sul bel giovane aitante carabiniere. Io, devo confessare, in quel momento non ho capito lo sguardo di mia moglie che, guardandomi mi osservava con un vena di pentimento, dando l’impressione che avrebbe fatto di me “la rottamazione” sfruttando gli incentivi statali!
Alle 18,00 circa ci rincontriamo tutti sul piazzale ove il pullman ci attendeva, sospinti da una pioggerella che pian pianino ci stava inzuppando. La cosa a dire il vero non ci spiaceva vista la stagione canicolare trascorsa.
Per concludere la serata in dolcezza la Mariantonella ci ha organizzato una visitina a Pizzo Calabro (vicino Tropea, per intenderci) a gustare un buon gelato. Lungo la strada è avvenuta l’estrazione di 10 nuovissimi prodotti per la misurazione della glicemia e dopo i vari controlli che ognuno ha effettuato, tutti al bar a degustare la squisitezza del gelato.
Devo dire, ed è una esperienza di tutti, ogni volta rientriamo a casa con una velato dispiacere per la giornata ormai ultimata, le ricchezze di momenti unici che solo Gabriella e Mariantonella sanno trapassare ad ognuno di noi, le attenzioni di Giusy ed Antonio nei confronti delle persone più affaticate, i sorrisi, i baci e i commiati con un arrivederci al prossimo tour rendono il tutto un momento unico che, a mio parere rimane indelebile nel tempo per ognuno di noi.
Solo una Associazione può far questo, solo una associazione può rendere visibile alcuni aspetti che altrimenti hanno difficoltà ad emergere.
Io rimango emozionato nel vedere giovani crescere, adulti gioire, anziani gonfiarsi gli occhi per la gioia e…. ammirare queste due donne uniche prodighe per il proprio prossimo.
Un abbraccio vs
Pino S.+S. +6+1+052
Post Scrittum - Visto che non sapevo cos’altro fare, il giorno seguente ho preso moto e moglie… percepito lo sguardo al “bel giovine carabiniere” (a me ste cose !!! sigh sigh), sono andato a far una passeggiata sulla Costa Viola ove si può ammirare lo Stretto di Messina, con le montagne a picco si scendono al mare, (600/700 s.l.m.) un vento di libeccio e le onde spumeggiano con il loro incresparsi, e mangiando lupini, e chiacchierando un pochino, ci siamo ritirati a casa più tranquilli. (che si deve fare… a me poliziotto ste’ cose!!!)
Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 8 Ottobre 2003 06:00:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/incontri/incontri_005.html
