“Ti mando un bacio con il fischio del treno”…
Reggio Calabria, Sabato 4 Ottobre 2003di Pino Salvadore
Questa è stata per me la prima lettera che una mia coetanea mi scrisse, quando io ancora acerbo, sconoscevo l’aspetto della vita che da lì a poco avrei pian piano scoperto. Il passaggio dall’infanzia alla pubertà e da lì, diventare un uomo adulto per cui abile a sfruttare l’esperienze acquisite in infanzia, per le evoluzioni importanti che da grande sei unico detentore.
Il treno difatti, mezzo a volte necessario, per spostarsi, per lavorare, per raggiungere un luogo, un “obiettivo” per il caso nostro, le stazioni, spesso luogo triste per chi parte ma, gioioso per chi ritorna. Anche da molti cantanti è stata nominata nei loro test in quanto compagna di molte esperienze vissute e di amori iniziati magari dopo dissolti per la lontananza o rafforzati dai sacrifici e dal desiderio di …. Non rimanere mai soli.
Questa è la mia premessa alla giornata del diabete svolta a Reggio Calabria con la mia Associazione "Diabaino Vip Vip dello Stretto" 100 anni di Storia del Treno e del Diabete insieme alle persone a me care che, tramite un percorso obbligato per il treno dai binari, dai semafori, dal capotreno, dal capo stazione ed dal macchinista, e dalla patologia in cui, mio malgrado mi ci sono ritrovato a dover stabilire un forzato percorso, assoggettandomi alle indicazioni del diabetologo, ai percorsi curativi che la Sanità mi mette a disposizione, le conoscenze e l’affetto che l’associazione mi da’, il personale sanitario che gira attorno a questo mondo con dedizione e impagabile impegno, dedicando parte della loro attenzione tralasciando i loro affetti ed impegni, per seguire ciò che a loro spese, a volte, ci sembra a noi dovuto.
Cosa dire per gli informatori scientifici che per tale data ormai, tappa obbligata per l’informazione mondiale, dedicano il loro tempo, mettendo in comune con noi caldo, stanchezza, (oggi a Reggio uno scirocco tremendo), difficoltà logistiche, la quantità di domande fatte da giovani studenti che per l’occasione sono stati coinvolti a tale manifestazione, ma cos’è…..? ma da quando……? Come, con la pipì per terra le formiche… così una volta si capiva che vi era……incredibile!
Eppure a noi oggi ci sembra tutto scontato, la musica, la radio la televisione, le passeggiate con il/la ragazzo/a, la macchina, i soldi, e pure, basta un qualcosa che esce dalle nostre previsioni che… si rimane ai bordi di una linea ferrata e non si sa più dove andare se di là o di qui (black out insegna, smarrimento e non si sa più chi ascoltare); seguo il percorso oppure vado per la mia strada, salgo su questo treno oppure mi fermo e faccio finta di nulla… e passo al “fai da te”
Fortuna che i secoli di storia sono serviti ad avere oggi delle enormi potenzialità di informazioni che prima molti non avevano, oggi il treno ci permette (e non solo) di spostarci in lungo ed in largo, decidere dove andare e dove fermarsi per poi proseguire, e lo stesso per la patologia del diabete, aghi da materassi per iniettarsi l’insulina (li conosce bene chi li ha usati) ed aghi che oggi manco si percepisce l’intrusione in cute, il materiale diversificato… dalle formiche, o dall’assaggio delle urine, alle striscette e apparecchi per la determinazione della glicemia, oggi grazie a Dio siamo ai treni ad alta velocità, si inclinano nelle curve, ti portano direttamente (come dice la pubblicità) al centro della città, proprio al centro del problema per essere così liberi di scegliere.
È importante incanalare tutte le possibilità messe a nostra disposizione, acchè il sapere sia, base prima, per essere persone attive e non fruitori passivi.
Oggi abbiamo tutti un arma micidiale che è la comunicazione, dappertutto vi è la possibilità di conoscere il necessario, per poter gestire una patologia così subdola, ma dirompente al suo esordio.
Per noi il microinfusore potrebbe essere l’«Alta Velocità» del diabete, ciò nonostante si ascoltano le frasi: “Ma costa tanto, richiede molto tempo per determinare la sua programmazione, il tempo oggi, è meglio investirlo altrove…magari in una crociera dove tutto è pagato perfino la compagnia (sono cattivo?) ma… gli utenti-pazienti-clienti come si devono regolare?
Per “Fortuna” per noi maschietti e “Fortuno” per le femminucce, (questa differenza è su consiglio del Ministero delle pari opportunità) la conoscenza da’ così, la possibilità di pungere al momento opportuno e stimolare quel tanto che è necessario al raggiungimento una “stazione ferroviaria” idonea, dove al di là si celi una città vivibilissima per tutti noi.
L’associazione "Diabaino Vip Vip dello Stretto" oggi, Sabato 4 Ottobre 2003 ha effettuato un percorso nuovo per le nostre consuetudini e per tale motivo, molto più interessante di altri compiuti in precedenza.
Il raggiungere luoghi non ben serviti, (visto l’interesse riscontrato tra la gente), spinta dalla la sete di sapere, e l’ accoppiamento del treno come mezzo di trasporto-comunicazione (i vagoni usati difatti erano i Postali di una volta), e la nostra Unità Mobile di Diabetologia che tanta curiosità accentra, anticipava l’arrivo del treno dove all’interno di esso vi era descritta, in modo esemplare, la storia del diabete e la storia della ferrovia, creando così, un connubio ideale.
L’inizio è stato da Reggio Calabria Centrale con sosta a Melito Porto Salvo, dopo a Palizzi e conclusione a Brancaleone, (zone joniche reggine) alle 13,30 circa, lungo il percorso nostro malgrado abbiamo notato che ancor oggi, molti si adoperavano ad invidiabili bagni al mare…. (sigh sigh!!!!) era bello vederli come si sollazzavano!!!
Per non tergiversare, come mi dice sempre Mariantonella, l’uso della predetta Unità nelle piazze delle stazioni, lo screening fatto ha portato ottimi risultati sia per la sensibilizzazione della gente nel seguire una corretta alimentazione che, per far emergere qualche latente glicemia che a qualcuno sforava dai parametri normali, ed inconsapevole ci scherzava sopra.
Cosa dire anche dei bistrattati “informatori scientifici” klasse soggetta a molti diabolici fraintesi che per questa occasione, sono stati costretti a tralasciare i loro interessi di lavoro per dedicarsi alle spiegazioni causate, dalla mole di persone presenti in stazione….. in particolare a Reggio Calabria Centrale, l’Istituto “Magistrale” “T. Gulli” a maggioranza femminile che a domande non ne tralasciavano manco una, interessatissime al bel dottore giovane ed attraente o al simpatico informatore brizzolato che avrebbero da lì a poco, spiegato l’evoluzione del diabete nel tempo (ometto volutamente di dire i nomi per motivi di opportunità).
Che calca, che delusione nel momento in cui…. il numero ormai raggiunto dei gruppi faceva figurare loro un prossimo non eguali in “uomo/dottore immagine” eletto per l’occasione.
La cosa forse, non era necessariamente vera, ma è servita sicuramente a stimolare l’attenzione degli astanti, compresi i dottori che notavano molto interesse degli interlocutori, che cominciavano a chiedere su tutto!! (inerente alla diabetologia, e ovvio).
La mia contentezza è gioire nel vedere la grande Mariantonella, (mitica) ebbra di soddisfazione per la riuscita e sofferta giornata (34 gradi celsious) per chi la conosce sa di cosa parlo per chi no, basta immaginare l’Etna, ed ha un idea esatta della persona.
Le sue proprietà coinvolgenti, e l’affetto che traspira per tutti amici e “nemici”; e poi cosa dire di Gabriella, silenziosa Presidente unica ed “indistruttibile” innamorata dei propri soci-amici, che tentano loro malgrado di starle attorno (cosa non facile), ma l’associazione è indispensabile per una donna stupenda come è lei.
Pensare poi al Dr. Perrone che…. (mio malgrado, comprendo per solidarietà maschile) cerca di frenare l’esuberanza di queste due donne, sicuramente incontenibili ma, necessarie al bene comune di noi che abbiamo tale patologia.
Le autorità che per tale occasione hanno lasciato i loro impegni per stare con noi, sindaci, vigili urbani, ferrovieri, mamme, nonni soli e per quest’ultimi vorrei spendere qualche parola, che ormai tanti ahimè, anche al sud dove il tessuto familiare comincia a venir meno, vengono lasciati soli ed in compagnia di qualche cagnolino che li portano seco per rapporto affettivo, ed oggettivamente li ritengono più importanti di molti uomini, proprio perchè li hanno lasciati soli.
Queste occasioni sono utili per la gente per svagarsi e magari sapere che esiste un volontariato che gli sta vicino, anzi anche loro possono spendere il loro tempo in modo diverso.
Cosa dire poi delle persone che per paura di un riscontro negativo, si celavano tra la massa presente, mormorando una frase, apparentemente distaccata, «a me ste’ cose non interessano io sono indistruttibile», ma appena magari qualche loro conoscente va via o si sottopone al controllo, si propongono e: “signorina…. Dottoressa mì controllati pi favuri (mostrando il dito) come si chiama…… u’ zucchero ntò sangu?”
E subito le encomiabili Infermiere Professionali (di titolo e di fatto) che subito effettuano il controllo instancabili e, peccato se la vita non esaudisce le loro aspirazioni perché, sono inesauribili ed insostituibili.
“Ti mando un bacio con il fischio del treno”…
Mi ricongiungo alla frase iniziale perché … signori miei solo l’amore verso il prossimo, che è proprio colui che ti sta difronte, è giusto che venga trattato/curato come il “primo amore” perché ciò può donarti il vigore per dedicare il tempo e le tue attenzioni a chiunque…E magari non ha importanza se chi ti abbia scritto sia rimasto solo un lontano ricordo ma inconsapevolmente ti ha aiutato a crescere.
Pino S.+S. +6+1+052
Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 8 Ottobre 2003 06:00:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/incontri/incontri_004.html
