Le complicanze sociali del diabete
Roma 23 Marzo 2003di Antonio Papaleo
Introdotto dai saluti dei Presidenti Regionali della AMD, della SID e della FAND si è tenuto a Roma, presso il Centro Congressi di Villa Aurelia, il 23 Marzo 2003, il Convegno “Le complicanze sociali del Diabete”.
I lavori, seguiti da un’affollata assemblea, hanno visto la partecipazione di tutte le rappresentative delle Associazioni Laziali dei diabetici anche per attivare quel necessario coordinamento inteso a dare una rappresentazione unitaria al Governo Regionale del Lazio, specie per rendere più efficace ed attento il Piano Sanitario Regionale alle istanze ed alle problematiche del soggetto diabetico.
Tutte le relazioni, sia della Sezione Medico-Scientifica che di quella Sociale e dell’Assistenza, hanno insistito sulle tante e complesse questioni afferenti la patologia e le conseguenti ricadute sociali, burocratiche ed assistenziali sul soggetto diabetico.
Particolarmente interessanti le informazioni fornite dal prof. Umberto Di Mario circa le novità della ricerca diabetologica, che se anche non vedrà l’introduzione dell’insulina per via inalatoria nel corso del 2003, vede notevoli passi avanti circa il trapianto di insule, così come si sta insistendo circa una maggiore diffusione del trapianto di pancreas ed un più corretto monitoraggio glicemico attraverso la diffusione degli holter.
Il prof. Francesco Tempesta ha trattato gli aspetti sottesi alla fase di regionalizzazione in atto della Sanità, con le difficoltà e le difformità che innesca, specie se non si riuscirà a trovare modalità intese a dare a tutto a tutti ma secondo i reali bisogni.
Fondamentale la medicina del territorio, secondo il Segretario Regionale della FIMMG dott. Pierluigi Bartoletti, anche per ridimensionare il rapporto della spesa sanitaria che oggi è pari al 66% per le strutture ospedaliere, riservando al territorio solo il 34%; così come è importante che si rifletta meglio circa i criteri con cui oggi si procede nella scelta del medico di famiglia, oltre che trovare migliori raccordi fra il paziente, il medico di famiglia ed il diabetologo, specie per portare in evidenza i cosiddetti “silenti” che secondo una recente indagine sarebbero non meno del 25‰.
La Sezione Medica Scientifica è stata conclusa con due comunicazioni circa il trattamento pre e post operatorio, rispettivamente tenute dal prof. Vito D’Andrea che ha evidenziato il punto di vista del chirurgo e dalla dott.sa Titti Suraci circa il punto di vista del diabetologo.
Tutti e due hanno insistito perché si stabilisca un più attento dialogo paziente – diabetologo e chirurgo, mettendo il paziente diabetico in testa alla lista operatoria, sia per ridurre il periodo di digiuno pre – operatorio, che per limitare lo stress cui si va soggetti per l’intervento chirurgico.
Molto diffusamente si è anche trattato il problema delle complicanze, con particolare sottolineatura a quelle cardiovascolari.
La Sezione Sociale è stata quella che ha determinato un più acceso dibattito, sia per lo scottante tema dell’accesso al mondo del lavoro dei giovani diabetici, trattato dall’avv. Laura Nissolino, tuttora molto incerto e difficoltoso; sia per l’accesso alla scuola, quella dell’infanzia particolarmente, a causa scarsa informazione e formazione del personale docente ed un’incerta legislazione a sostegno.
Molto sentita, infine, la comunicazione del dott. Guido Seu circa le problematiche irrisolte sul rilascio ed il rinnovo della patente di guida proprio perché si continua in logiche differenziate sul territorio nell’applicazione della legislazione e la stessa viene in larga parte disattesa.
La Sezione Assistenza ha tentato di tirare le conclusioni affidandole al dott. Bruno Bruni nella sua qualità di Presidente della Sezione di Roma della FAND che ha richiamato lo sforzo del Convegno finalizzato a dare una comune e convenuta strategia all’insieme del variegato “universo” di Associazioni interessate alla patologia diabetica.
Problema che va recuperato già dalla giovane età, come ha affermato la dott.sa Donatella Bloise, portando ad esempio la positiva esperienza dei campi scuola per ragazzi diabetici, laddove si riesce a dare le giuste informazioni anche con l’ausilio della socializzazione in spirito di vera e concreta solidarietà.
Facendo, quindi, riferimento a questi valori, il Vice Presidente della FAND, Antonio Papaleo, chiamato a sostituire la Presidente Nazionale dott.sa Vera Buondonno Lombardi, ha riepilogato lo sforzo che l’Associazione va facendo attraverso il proprio tessuto diffuso sull’intero territorio nazionale, composto di circa un centinaio di strutture di volontariato.
Volontariato che rappresenta la vera forza di questo nostro Bel Paese con i suoi circa 4 milioni di persone disponibili a farsi carico di sostenere l’altro, il più debole ed il più indifeso, attraverso azioni di supporto e di stimolo verso le Istituzioni.
Persone assolutamente non in cerca di notorietà, né di protagonismo, ma sorretti dalla passione e da un grande trasporto verso quanti hanno un bisogno a cui non riescono da soli a far fronte.
Volontariato per la FAND è, come ha concluso Papaleo, fare riferimento al suo compianto fondatore Roberto Lombardi, infaticabile esempio di altruismo e di amore verso il prossimo.
Tratto da: FAND Informa. Bollettino gratuito d’informazione per i Soci FAND Sezione di Roma. Anno 3, n.1
Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 31 Marzo 2003 06:00:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/incontri/incontri_001.html
