Spot e pubblicità da un lato, campagne per la salute dall’altro
Belli, buoni e... grassi
di Guido Seu
L’articolo che segue è un commento a recenti notizie o che si inserisce in dibattiti di attualità. Esso NON è detto che esprima il parere della redazione di Progetto Diabete ma quello dell’autore, offrendo uno spunto di discussione ed approfondimento perché ognuno possa trarne le proprie conclusioni.
All’insegna dello spot “Prevenire il diabete, una scelta di vita”, quest’anno il Ministero della Salute si è impegnato in una importante campagna di prevenzione del diabete e dell’obesità che, come è noto, si vanno attualmente diffondendo in maniera epidemica non solo tra gli adulti, ma anche tra i bambini. Infatti, una delle malattie collegate all’obesità che fino a pochi anni fa era sconosciuta tra i più giovani, il diabete di tipo 2, sta ora prendendo piede in maniera preoccupante anche tra essi.
Sulla diffusione di abitudini di vita errate (soprattutto alimentazione eccessiva e sbagliata e sedentarietà) sono stati scritti e detti oceani di parole, ma nonostante questo sembra che non vengano ancora intraprese iniziative sufficienti e mirate, destinate all’educazione sanitaria dei giovani e di coloro che si occupano di loro (famiglia, scuola, medici, ecc…).
Non basta. Assistiamo ad un vero e proprio bombardamento mediatico a tappeto rivolto ai più giovani, attraverso spot televisivi e pubblicità di ogni sorta che non fanno altro che invitare i bambini a consumare merendine e snack sempre più “falsamente” leggeri ed equilibrati. Prodotti che, propagandando come necessari alla crescita supplementi alimentari di vitamine, calcio, proteine, ecc… conducono i nostri figli ad una alimentazione eccessiva ed errata.
Dalla ricerca svolta da Maria D’Alessio, ordinario di Ecologia dello sviluppo alla facoltà di Psicologia all’Università La Sapienza di Roma presentata all’inizio del mese di febbraio 2005 a Roma, è emerso che su più di mille spot passati in due settimane a marzo 2004 sulle reti Rai e Mediaset, il 40% di essi reclamizzava un prodotto alimentare con un bambino. “Sono spot fatti molto bene, intelligenti - spiega la D’Alessio - ma altamente pericolosi: possono generare un rapporto con il cibo alterato e fuorviante che si lega al fenomeno dell’obesita”. “Se in un’ora - ha aggiunto la D’Alessio - ci sono 40 spot sul cibo vuol dire enfatizzare un messaggio e vuol dire che non c’è nessuno che pensa alla programmazione. Alla lunga è molto dannoso per i bambini”.
Mediaset: Negli spot in onda dalle 7 alle 9 del mattino, su Canale 5 quasi la metà sono dedicati a cibi e bevande (48%), il 28% a servizi, il 12% a detersivi e solo il 4% ai giochi; su Rete 4 si equivalgono cibi, bevande e vestiario (27,2%) così come i prodotti farmaceutici e detersivi (18,1%), assenti i giochi. Solo su Italia 1 i giocattoli la fanno da padroni (65%). Analizzando l’attività svolta dai bambini: su Canale 5 il bambino mangia e beve (28%), gioca con amici (24%); su Rete 4 le attività familiari e il gioco si equivalgono (36,3%) così come le attività sportive e il mangiare (9%); su Italia 1 la prevalenza è nettissima per il gioco (78,1%).
RAI: Al mattino (fascia 7-9) su Rai2 e Rai3 non sono stati rilevati spot con la partecipazione di bambini. Su Rai 1 invece ce ne sono stati 7. Nella fascia protetta pomeridiana su tutte e tre le reti Rai si sono trovati spot con bambini (intorno al 50%): c’è una netta prevalenza del genere maschile e dei prodotti dedicati ai bambini.
Segnala la rivista Altroconsumo di questo mese in una sua indagine, che per quanto riguarda i contenuti e i destinatari dei messaggi, su 12.765 pubblicità conteggiate, 2.582 erano rivolte al pubblico dei minori, in media circa il 20%. I generi alimentari detengono più di un quarto della torta di spot, il 26,3%.
Altroconsumo sottolinea che il 20% di bambini e adolescenti in Italia è in sovrappeso o obeso ed è stata ormai universalmente stabilita una correlazione tra obesità e visione della tv.
Dal monitoraggio sulla pubblicità destinata ai più giovani sono emersi messaggi poco salutari sotto il profilo nutrizionale. Gli stimoli alimentari che arrivano ai giovani e giovanissimi dal piccolo schermo sono improntati a stili di vita poco sani, con la sollecitazione continua a mangiare dolciumi e merendine, ricchi di zuccheri e grassi. I bambini, osserva l’associazione, sono un pubblico vulnerabile, telespettatori più deboli e dunque più condizionabili.
Con questo breve pensiero, quindi, voglio ribadire la necessità di un maggiore impegno da parte di associazioni, mezzi di informazione, educatori, medici e soprattutto autorità di controllo nel combattere questo malcostume dove i bambini, invece di essere visti come soggetto di crescita e futuro della nostra società, sono visti come oggetto passivo di consumo e destinatari indifesi di messaggi pubblicitari ingannevoli e dannosi per la salute. L’obesità e il diabete si combattono a partire dall’infanzia, educando i giovani a nutrirsi bene e a svolgere una vita sana, attiva e salutare.
Per concludere riporto le parole di Giovanni Paolo II, tratte dalla sua ultima lettera apostolica “Il rapido Sviluppo”, del 24 gennaio scorso e indirizzata a tutti i responsabili della comunicazione: “Si ha l’impressione, a volte, che non sia più la persona umana il centro e il fine, ma che essa sia diventata piuttosto il destinatario o il fruitore di una comunicazione che la utilizza come mezzo o strumento per altri interessi di carattere economico, ideologico o politico”.
Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 24 Febbraio 2005 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/commenti/commenti_0016.html
