Note AIFA sulla distribuzione diretta di insulina glargine, pioglitazone, rosiglitazone
di Guido Seu
L’articolo che segue è un commento a recenti notizie o che si inserisce in dibattiti di attualità. Esso NON è detto che esprima il parere della redazione di Progetto Diabete ma quello dell’autore, offrendo uno spunto di discussione ed approfondimento perché ognuno possa trarne le proprie conclusioni.
Domani, 19 Novembre 2004, entrerà in vigore il nuovo PH-T, “Prontuario della distribuzione diretta” per la presa in carico e la continuità assistenziale, allo scopo di garantire uno specifico monitoraggio dei consumi e la presa in carico e la continuità assistenziale anche al di fuori delle strutture ospedaliere. Il prontuario tocca da vicino anche gli interessi dei pazienti affetti da diabete che, per ottenere gratuitamente alcuni farmaci come l’insulina glargine, il rosiglitazone e il pioglitazone, devono oggi necessariamente recarsi presso le farmacie ospedaliere, con tutti i disagi e gli oneri che ne derivano. Con il PH-T, forse l’AIFA ha voluto anche rispondere alle moltissime richieste delle associazioni di medici e pazienti e interpellanze di parlamentari che ritenevano ingiusta e ingiustificata la discriminazione di questi farmaci.
I principi su cui si basa il PH-T sarebbero le attuali nuove tendenze nella concezione dell’assistenza, dove l’ospedale viene concepito come un’area di intervento in situazioni di criticità o per terapie intensive, mentre la medicina territoriale (medici di base, ambulatori, ecc.) come area a cui viene affidata la gestione della cronicità.
A questo si somma la necessità di un contenimento della spesa, garantendo il paziente dai disagi e fornendogli un follow-up clinico efficente. Inoltre, principio ispiratore, sarebbe anche la distribuzione diretta dei farmaci «senza che il paziente debba recarsi alla struttura specialistica ospedaliera esclusivamente in ragione dell’accesso al farmaco».Punto saliente dell’allegato 2 delle Note AIFA ci appare il seguente: «Il PH-T rappresenta la lista dei medicinali per i quali sussistono le condizioni di impiego clinico e di setting assistenziale compatibili con la distribuzione diretta, ma la cui adozione, per entità e modalità dei farmaci elencati, dipende dall’assetto normativo, dalle scelte organizzative e dalle strategie assistenziali definite e assunte da ciascuna Regione».
In questo ultimo comma, a nostro parere, si demanda di fatto alle Regioni ed alle loro strutture territoriali la scelta delle modalità di distribuzione del farmaco, seguendo l’attuale tendenza politica anche in ambito sanitario alla devolution.
Vogliamo anche notare che, mentre la maggior parte dei farmaci elencati nelle tabelle del PH-T sono già in fascia “A”, quindi già distribuiti gratuitamente anche nelle normali farmacie, solo quelli relativi al diabete ed uno relativo alle malattie neoplastiche, provengono dalla fascia “H”, a distribuzione gratuita solo nelle farmacie ospedaliere.Se da un lato questa scelta potrebbe essere giustificata dalla volontà di ottimizzare i costi e monitorare i consumi di alcuni farmaci particolarmente “onerosi” per il Servizio Sanitario (consideriamo che un farmaco distribuito dall’ospedale costa al SSN mediamente il 33% in meno di un farmaco venduto in farmacia), dall’altro ci appare evidente che si rischia ancora una volta di avere diversità di trattamento per i cittadini che appartengono a Regioni e/o Asl diverse.
Abbiamo già l’esempio di zone (da imitare) come quella di Trento dove, grazie ad un accordo tra Asl, grossisti e farmacisti, l’insulina glargine viene già distribuita gratuitamente ai cittadini senza caricare alcun onere aggiuntivo per le Asl. O dell’accordo che ci risulta in fase di definizione tra la Regione Marche ed i rappresentanti dei farmacisti e dei grossisti che sarebbero disposti a ridurre la loro provvigione dal 33% al 13%, con un conseguente sgravio per le Asl. Insomma, i pazienti di questi territori avrebbero un trattamento diverso, in questo caso favorevole, rispetto ai pazienti dell’area geografica confinante.Ci auguriamo quindi che le scelte delle Amministrazioni Regionali e delle Asl non si limitino all’obiettivo unico del contenimento delle spese, ma tengano anche conto di altri fattori come per esempio il disagio per i pazienti più lontani dagli ospedali o le difficoltà motorie di alcuni di loro.
Sarà quindi sempre più necessario l’impegno dei pazienti e dei medici e delle associazioni locali che li rappresentano nell’esercitare il proprio ruolo propositivo e di controllo, e, nel caso, di lotta e di protesta civile, per garantire una applicazione equa e il più possibile armonica di questa nuova normativa.
Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 17 Novembre 2004 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/commenti/commenti_0015.html
