Dis...associazioni

di Guido Seu

L’articolo che segue è un commento a recenti notizie o che si inserisce in dibattiti di attualità. Esso NON è detto che esprima il parere della redazione di Progetto Diabete ma quello dell’autore, offrendo uno spunto di discussione ed approfondimento perché ognuno possa trarne le proprie conclusioni.

Ho ricevuto alcuni giorni fa una lettera firmata “un ex paziente adg” che mi inviava, senza commenti, una pagina del quotidiano “L’Unione Sarda” intitolata “Nasce tra le polemiche una nuova associazione”. Ho trovato il titolo stuzzicante e promettente: quale miglior partenza per un’associazione di pazienti quella di porsi da subito al centro del dibattito sui problemi più scottanti. Ho immaginato ci si riferisse al problema dell’insulina glargine che invece di essere distribuita liberamente in fascia “A” deve essere prelevata presso le farmacie delle Asl o pagata dal paziente perché in fascia “H/RR”. Ho pensato all’annoso problema della patente, non ancora del tutto risolto (per inciso, mio figlio sta per prendere la sua prima patente e gli è stata presentata una lista di esami e documenti da presentare con in fondo un N.B. che dice “Tali prestazioni sono a carico dell’utente...” bravi, 7+). Ho pensato al nostro Servizio Sanitario Nazionale che funziona a macchia di leopardo (devolution o involution?) conducendo a trattamenti diversi tra i pazienti della Lombardia e quelli della vicina Liguria o della Campania, come se non avessimo tutti gli stessi diritti alla salute. E mi fermo qui per non dilungarmi troppo...

Invece cosa leggo? L’Adig «cessa la sua attività a Orosei poiché si è dimesso il suo responsabile Antonio Farris in seguito alle contestazioni amministrative del Consiglio»... insomma è polemica tra l’associazione di Orosei, presidente dimissionario Antonio Farris, e l’Adig Sarda presieduta da Antonio Cabras. Farris, che nel corso della presentazione della sua nuova Associazione ha detto, smussando gli spigoli, «avevamo bisogno di sentirci più rappresentati, valorizzando tutte le espressioni del territorio, tanto è vero che nel direttivo valorizziamo la presenza di tutti i paesi», ha invece rincarato la polemica con Cabras scrivendo che aveva addebitato a “questioni amministrative” l’uscita di Farris. «Una definizione subdola e insinuante che fa pensare chissà a quale illecito».

Non volendo entrare nel merito della questione, che sicuramente avrà le sue ragioni di essere e che non posso conoscere e quindi tantomeno giudicare o anche solo commentare, mi coglie però una grande sensazione di tristezza. Quante energie che potrebbero essere indirizzate verso i problemi irrisolti che affliggono le persone affette dal diabete vengono invece disperse o inutilizzate. Quante persone deluse, amareggiate, umiliate da queste situazioni decidono di abbandonare la vita associativa. Ripenso ad un colloquio avvenuto tempo fa con una persona che mi raccontava dei contrasti tra la sua associazione locale e quella nazionale, le incomprensioni e le lotte intestine alla stessa organizzazione. O a quella lettera di un caro amico e presidente di un’assoziazione del centro che aveva dovuto quasi litigare con un’altra associazione di un’altra regione per una semplice frase comparsa sul nostro sito del tipo, non ricordo con precisione, “Evento organizzato da ...” che mi è stata fatta cambiare non so quante volte per non urtare la suscettibilità di nessuno.

Mi chiedo anche come sia possibile che in Italia non esista un unico fronte tra i pazienti diabetici, ma diversi schieramenti spesso in lotta tra loro. E mi chiedo ancora perché i vari tentativi di unirci nella lotta contro il nostro unico e vero nemico, il diabete, spesso falliscano miseramente lasciando dietro di sé solo nuove polemiche e disorientamento. Non so rispondere.

Quello che possiamo fare, forse molto poco ahimè, è tentare di lavorare nel nostro piccolo per costruire. Progetto Diabete, questo nostro Portale e la sua Associazione, si pongono in questo panorama senza nessuna pretesa di leadership, anzi con la speranza di poter un giorno essere inutili perché sarà arrivata la grande notizia che tutti aspettiamo, la sconfitta del diabete, o superati da altri siti Internet o associazioni più bravi e in gamba di noi, e quindi in grado di rendere un servizio migliore del nostro. Nel frattempo, possiamo e vogliamo metterci al servizio di tutte le realtà oggi impegnate in questa lotta comune, diffondendo l’informazione e la conoscenza sulla malattia e sulle attività di chiunque operi per debellarla e per abbattere tutti quegli ostacoli che oggi rendono più difficile la vita delle persone affette da diabete.

Vogliamo rispolverare tutti insieme il vecchio motto, forse sconfitto ma non superato, “uniti si vince!”?


Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 27 Maggio 2004 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/commenti/commenti_0014.html


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