La Legge 472/99 non viene uniformemente applicata
Il rinnovo della patente ai diabetici
di Guido Seu
L'articolo che segue è un commento a importanti fatti che emergono dalle notizie più recenti. Esso NON esprime in assoluto il parere di tutta la redazione ma quello dell'autore, offrendo uno spunto di discussione ed approfondimento perché ognuno possa trarne le proprie conclusioni.
Quest’anno l’estate sembra essere arrivata in anticipo, il caldo nelle città è quasi insopportobile e in campagna provoca ovunque problemi di siccità. Con l’estate arriva puntualmente anche la voglia di andare in vacanza, di dimenticare per qualche settimana, per chi può, il tran tran di ogni giorno e godersi la pace e la serenità della propria famiglia.
Ma il diabete in vacanza non ci va! E nemmeno i problemi che, nonostante le dure e impegnative lotte delle precedenti stagioni, continuano a condizionare la vita del cittadino diabetico: il triste calvario della patente, la sensazione di impotenza di fronte alla mancanza di interesse reale da parte delle autorità, i ritardi burocratici che frustrano le nostre attese per un nuovo farmaco che continuiamo a comprarci all’estero, un’assistenza spesso che non è all’altezza delle situazioni... e, oltre a tutto questo, le difficoltà quotidiane che il diabete porta con sé.
Oggi voglio richiamare l’attenzione sull’annoso problema della patente. Le leggi vengono promulgate, i cittadini sono chiamati al loro rispetto, ma gli enti pubblici continuano a disattenderle, spesso spudoratamente, altre volte perché impossibilitati ad applicarle. E nessuno si occupa di farle rispettare. Certamente non si può generalizzare, ma i casi di una reale e completa applicazione della legge sono ancora talmente rari, che a volte si cede alla tentazione di fare di tutta l’erba un fascio.
Riporto, condividendo l’amarezza dell’amico Bruni, la sua ultima lettera come presidente della FAND della sezione di Roma (ricordo che la FAND è da anni impegnata sul fronte della patente raggiungendo anche importanti traguardi). Dalle constatazioni cui egli giunge, invito tutti a trarre le proprie riflessioni e conclusioni, cedendo all’evidenza dei fatti o cibandosi di un’utopia che, speriamo, possa sommergere questa apatia generalizzata e burocratizzata sotto una bella montagna di “risate”.
Guido Seu
Roma, 18 Giugno 2003
Due anni fa, in occasione del rinnovo della patente speciale come diabetico, sostenevo, commentando l’applicazione delle nuove norme, da parte di una Commissione Medica Locale, che “la battaglia per il rinnovo della patente ai diabetici forse non è ancora persa ma certamente non è stata ancora vinta”.
Oggi quella battaglia è stata persa nel peggiore dei modi e le norme adottate con la Legge 472/99 s’infrangono non soltanto contro una diffusa disinformazione sulla patologia diabetica ma contro una dichiarata contestazione delle stesse da parte delle Commissioni Mediche Locali. Come cittadino italiano destinatario di norme di legge e come Presidente di un’Associazione dei diabetici avevo preliminarmente precisato di aver sollecitato sia i diabetici sia i medici diabetologi ospedalieri ad attenersi scrupolosamente a quelle norme e di attendermi un analogo comportamento da parte della Commissione Medica Locale.
Viceversa ho potuto assistere, di persona, alle incredibili vessazioni cui sono sottoposti i diabetici durante il controllo medico che, con ulteriori richieste che si estendono ben al di là dell’accertamento prescritto, creano, tardivamente, ai diabetici, nuove difficoltà ed imprevisti adempimenti. Nel mio caso, a fronte di un’ineccepibile quanto confortante valutazione medica, mi è stata sostanzialmente contestata la facoltà attribuita dalla legge, al diabetologo certificante, di prescrivere la durata del rinnovo ridottami a 2 anni.
Sembra quasi che l’attenzione portata sul problema dall’Associazionismo dei diabetici, in questi ultimi anni, a dispetto delle migliori intenzioni, abbia attirato sui diabetici, una lotta fra poteri ed una disattesa quanto difforme applicazione delle nuove norme, facendone, come uniche vittime, proprio coloro che si era inteso proteggere. E che di là del mancato rispetto di norme vigenti non resti, ai circa tre milioni di diabetici in Italia, che rassegnarsi a subire i capricciosi e difformi comportamenti delle Commissioni Mediche Locali.
Io avevo aderito a quell’Associazionismo che da anni, in Italia, si era battuto sul problema del rinnovo della patente per concorrere a portare a soluzione, con il massimo impegno, il problema. Ora mi sento sconfitto ed umiliato dai risultati ottenuti. Naturalmente auguro all’Associazionismo italiano il completo successo del problema attraverso una esaustiva rivisitazione dell’intera materia con tutti gli Organi competenti, perché possa approdare presto ad una sua sicura ed incontrovertibile applicazione.
Bruno BRUNI
Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 19 Giugno 2003 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/commenti_0008.html
