Diritto alla salute

I Lea penalizzano i diabetici?

di Guido Seu e Marco Songini

L'articolo che segue è un commento a importanti fatti che emergono dalle notizie più recenti. Esso NON esprime in assoluto il parere di tutta la redazione ma quello dell'autore, offrendo uno spunto di discussione ed approfondimento perché ognuno possa trarne le proprie conclusioni.

Si allunga l'elenco dei farmaci non garantiti dal nuovo Prontuario dopo l'attivazione dei livelli essenziali di assistenza (Lea). "Con la recente entrata in vigore del nuovo prontuario nazionale", si legge in un'interrogazione parlamentare presentata alla Camera da Tommaso Foti (An), "si è perseguito l'obiettivo di razionalizzare l'offerta terapeutica al cittadino, riducendo il prezzo delle specialità più costose e consentendo al contempo l'accesso -a carico del Sistema sanitario nazionale - ad un numero maggiore di farmaci ed in particolare a quelli innovativi". Tuttavia alcuni preparati specifici per contrastare il diabete non sarebbero disponibili. Nonostante il grave impatto sociale di questa malattia, che colpisce in Italia almeno due milioni di persone e che può provocare cecità, infarto, ictus oltre ad implicare la necessità di sottoporsi a dialisi. "Attualmente", dice Foti, "sono disponibili per la gestione del diabete nuove formulazioni terapeutiche in grado di ritardare il ricorso all'insulina e il conseguente impatto sulla qualità della vita dei pazienti. Nel nuovo Prontuario tuttavia risultano esclusi dalla lista dei prodotti inseriti nella fascia A, farmaci antidiabetici innovativi come i glitazoni, per i quali la reale possibilità di utilizzo da parte dei pazienti è gravemente ostacolata dalle modalità distributive (esclusivamente ospedaliere e molto macchinose) come lamentano in questi giorni le associazioni dei malati". Si chiede dunque al ministro Girolamo Sirchia il motivo dell'esclusione dalla fascia di piena rimborsabilità, laddove in altri Paesi europei questi prodotti sono facilmente disponibili e la cui utilità nella terapia del diabete è riconosciuta da prestigiose istituzioni quali il National institute of clinical excellence in Gran Bretagna.

Il Velino - Sanità, anno VI n°5 05.02.2003


Il trafiletto prelevato da una news letter che ci è pervenuta nei giorni scorsi, mi ha portato ad alcune riflessioni che voglio approfondire insieme a chi avrà la pazienza di seguirmi nella lettura di queste righe.

Tutti noi sappiamo, ce lo dicono i giornali, le televisioni, i politici, che la Sanità pubblica naviga in cattive acque. I conti sembrano non tornare mai.

Nonostante questo, nonostante l'aziendalizzazione della Sanità pubblica, gli sprechi e i cattivi costumi continuano a essere sulle prime pagine dei giornali. È di questi ultimi giorni la notizia che una grande multinazionale farmaceutica è indagata per aver elargito viaggi, impianti stereo e personal computer, ma anche vini pregiati, a medici che prescrivevano i suoi farmaci.

Ed è sempre di questi giorni la decisione dell'AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) di prorogare al 30 aprile 2003 il termine di conclusione del procedimento in corso relativamente a presunte intese fra alcune imprese fornitrici di test diagnostici per diabetici e al presunto abuso di posizione dominante, che riporta in primo piano la limpidezza delle gare di appalto e la libertà di concorrere.

Nel contempo, per far fronte alla spesa crescente e alle difficoltà finanziarie in ambito sanitario, molte Regioni hanno pensato bene di reintrodurre i vecchi e tanto discussi tickets: chi sulla ricetta, chi sulla singola confezione, chi su entrambi. E anche i farmaci salvavita, nonostante le promesse sbandierate ai quattro venti dagli assessori, vengono colpiti da questi provvedimenti, e tra loro anche l'insulina, ormone necessario alla soppravvivenza dei pazienti diabetici.

E per dirla tutta, non posso evitare di menzionare la nuova insulina Lantus (glargina) che con la sua particolare azione lenta (senza picchi) e durata (circa 24 ore) potrebbe essere di grande aiuto a molti diabetici in difficoltà di controllo del diabete. L'iter di approvazione di questa insulina, disponibile già da anni in altri paesi europei, è finalmente iniziato anche in Italia. Ma già ci arrivano voci, spero che possano essere smentite al più presto, che chi la vorrà dovrà comunque pagarsela di tasca sua. Non si tratta in questo caso della scelta tra un farmaco generico ed un farmaco di marca, equivalenti nel principio di azione, ma di farmaci completamente diversi e innovativi che allo stato attuale possono essere sostituiti efficacemente solo con l'uso di una pompa per insulina.

Mi direte? Ma che c'entrano i glitazoni, i regali ai medici compiacenti, i tickets e l'insulina glargina?

C'entrano perché è sempre più evidente la necessità di una vera e moderna razionalizzazione della spesa pubblica, che non si limiti al risparmio miope, ma che spazi dalla guerra alle frodi e alla corruzione, alla limitazione degli sprechi, all'individuazione di obiettivi prioritari e chiari.

Ed è nel tentativo di identificare e razionalizzare queste priorità, che rileggo con attenzione la news letter. Colgo da un lato l'evidenza del problema di un farmaco che potrebbe anche meritare un utilizzo più ampio, ma solo se ne fossero stabiliti con chiarezza i relativi indicatori costi/benefici, dall'altro il mancato cenno alle ragioni che hanno portato alla sua esclusione dalla fascia A. In ultima analisi, la restrizione del suo utilizzo in ambito più controllato e protetto quale è pur sempre quello specialistico diabetologico mentiene la gratuità del farmaco per l'utenza finale (e ciò a differenza dell'insulina glargine di cui non si discutono i relativi indicatori positivi costo/beneficio). Ragioni che quindi deduco non siano di tipo economico, ma medico.

Mi lascia invece perplesso il silenzio che si continua a registrare su un farmaco fondamentale nella cura del diabete come l'insulina glargina, silenzio che dura ormai da anni nonostante le insistenze di numerose associazioni di diabetici che hanno visto i loro utenti obbligati ad acquistarla a proprie spese in altre nazioni Europee ed extraeuropee. Ed ora si vedono sventolare davanti agli occhi, quando finalmente si intravede una via d'uscita con l'autorizzazione alla vendita in Italia del farmaco, la minaccia di continuare a pagarsela nonostante sia un farmaco salvavita, in molti casi necessario e insostituibile per raggiungere un buon controllo metabolico.


Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 14 Febbraio 2003 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/commenti_0005.html


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