Diritto alla salute
Razionalizzare o ... razionare?
di Guido Seu
L'articolo che segue è un commento a importanti fatti che emergono dalle notizie più recenti. Esso NON esprime in assoluto il parere di tutta la redazione ma quello dell'autore, offrendo uno spunto di discussione ed approfondimento perché ognuno possa trarne le proprie conclusioni.
Dal 12 dicembre 2002 anche la Regione Lombardia, nell'intento di una "razionalizzazione" della spesa sanitaria, ha introdotto una quota di partecipazione alla spesa per l'assistenza farmaceutica territoriale a carico degli assistiti pari a 2 euro per ogni confezione fino ad un massimo di 4 euro per ricetta.
Altre regioni l'hanno preceduta con provvedimenti analoghi ed altre probabilmente la seguiranno su questa strada, anche se ci auguriamo vivamente che questo non avvenga.
La politica che ancora una volta ci viene proposta è quella di un risparmio miope che, anziché puntare sulla prevenzione, l'educazione e la cura puntuale, tende a curare le conseguenze delle proprie inadeguatezze dando luogo ad una spesa sociale, economica ed umana ben maggiore.
La reintroduzione dei ticket sulle prescrizioni mediche, non ci preoccupa tanto dal punto di vista economico (anche se per alcune categorie di cittadini il peso potrebbe divenire insostenibile), ma per il messaggio che questi provvedimenti portano con sé: risparmiare sulla salute. Nessun genitore sceglierebbe questa strada per far quadrare i bilanci familiari, piuttosto taglierebbe le spese personali, rinuncerebbe a tutto quello che è superfluo, ma mai definerebbe le cure per un proprio figlio "una spesa da razionalizzare".
Pubblichiamo quindi volentieri la lettera che la FAND ha inviato alle autorità regionali della Lombardia per chiedere chiarimenti su questa scelta, pur non condividendo alcuni passaggi che, anziché sottolineare le mancanze dei servizi sanitari nella prevenzione, monitoraggio e cura della malattia come cause principali delle temibili complicanze, sembra (ma siamo certi non fosse intenzione degli estensori del comunicato) colpevolizzare anche i pazienti "superficiali e distratti".
Milano, 16 dicembre 2002
Prot. n° 322 VB/mgCOMUNICATO STAMPA
Lettera inviata a:
dr. Formigoni - Pres. della Regione Lombardia
dr. Borsani - Assessore alla Sanità Reg. Lombardia
dr. Buscemi - Pres. Comm. Sanità e AssistenzaLeggiamo dai giornali le decisioni assunte dal Governo Regionale in materia di contenimento della spesa pubblica in generale e di quella sanitaria in particolare.
Un modo "singolare" ci viene spontaneo definirlo, oltre che di dirigismo rispetto alle assicurazioni avute in sede di confronto della speciale Commissione Regionale Diabetologica, laddove fu data ampia assicurazione di non doversi intaccare le prerogative dei soggetti diaetici, dovendosi continuare ad applicare il disposto della L. 115/87.
Un modo singolare anche in quanto non si tiene assolutamente conto della esosità e gravità della malattia diabetica, ritenuta quale "flagello dei tempi nostri, di diffusione epidemica" e di ampiezza sociale; malattia subdola se non curata tempestivamente e attentamente, capace di portare i soggetti superficiali e distratti a forme morbose di gravissima entità; infatti le complicanze che sottende riguardano largamente le malattie cardiovascolari di forma acuta, quelle dell'apparato nefrologico, oltre che essere fattori di cecità e di amputazione di arti inferiori.
"Fare cassa" nell'immediato non è certo un sistema che nel medio periodo non induca a più rilevante spesa oltre che incidere profondamente e duramente nella psiche del soggetto affetto da diabete sconvolgendo anche la normalità delle sue attività lavorative e di vita.
Confidiamo in un ripensamento e, comunque, attendiamo di poter avere un sereno confronto per illustrare compiutamente le riserve qui espresse in modo certamente approssimativo.
Con stima.
Il Presidente Nazionale FAND
(Dr.ssa Vera Buondonno Lombardi)
Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 23 Dicembre 2002 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/commenti_0003.html
