Sanità
Sei milioni di italiani diabetici, ma un milione non lo sa
Una ‘pandemia’ che, secondo le ultime stime, colpisce circa 6 milioni di italiani, con un milione di malati ancora ignora la propria condizione. Dopo i 40 anni un connazionale su tre è infatti a rischio diabete, malattia che all’inizio non dà disturbi o dolori, ma danneggia in modo subdolo e irreparabile l’organismo.
Per garantire in tutta la Penisola una diagnosi precoce e un trattamento aggressivo, fin dalle prime fasi della malattia, “serve un’azione sinergica tra medici, politici e pazienti”, che sensibilizzi tutti sull’importanza di cure rapide ed efficaci, per garantire al maggior numero di diabetici il controllo glicemico e prevenire le conseguenze della malattia. Questo l’appello di esperti e politici intervenuti oggi a Roma all’incontro ‘Fermare il diabete: una sfida per la sanità e le Istituzione’, promosso dall’Osservatorio sanità e salute.
A preoccupare specialisti e istituzioni la situazione di chi oggi ignora la propria malattia, e i tempi lunghi spesso necessari per arrivare alla diagnosi. “In media - spiega all’Adnkronos Salute Pietro Folino Gallo, dirigente dell’ufficio coordinamento Osmed dell’Aifa - dall’insorgenza del diabete alla sua diagnosi e cura passano 5-6 anni: si tratta di una malattia subdola - ricorda - per cui il medico di famiglia ha il ruolo di prima sentinella sul territorio”, sottolinea. “A ostacolare l’azione per migliorare il trattamento c’è soprattutto la burocrazia asfissiante, che causa anche notevoli sprechi. Basti pensare che la spesa per le strisce reattive diagnostiche supera di un terzo quella per curare il diabete”, dice Antonio Tomassini, presidente della XII Commissione permanente Igiene e sanità del Senato. L’attenzione ai costi, insomma, a volte rischia di generare mostri.
“Ci è stato segnalato il caso di Asl che sostituiscono la terapia biotech dei pazienti con prodotti ‘equivalenti’, ma nel caso di questi farmaci è rischioso modificare il trattamento”, evidenzia Tomassini. Di “disparità di trattamento nelle Regioni e lacune abissali” parla Emanuela Baio Dossi, membro della Commissione parlamentare per l’Infanzia e “diabetica dall’età di 9 anni. Dobbiamo lavorare insieme per promuovere la ricerca sulle cause della malattia - invita la senatrice - e investire risorse pubbliche in questo settore”. “Nel 2025 l’Organizzazione mondiale della sanità stima che 300 milioni di persone nel mondo soffriranno di diabete. Inoltre oggi in Europa il 30-50% dei casi non è diagnosticato - continua Folino Gallo - Insomma, una parte sostanziale di pazienti resta per 4-7 anni senza una diagnosi e un trattamento adeguato”.
Inoltre “nei primi 11 mesi del 2009 sono stati spesi 519 milioni di euro per gli antidiabetici in Italia, di cui 246 milioni per forme orali e 273 milioni per le insuline”. Poi ci sono i nuovi farmaci biotech: la spesa sanitaria in questo caso “rappresenta il 3% di quella per tutti gli anti-diabetici”, calcola.“Il nostro servizio sanitario deve garantire alla persona con diabete l’uso di metodi diagnostici e terapeutici appropriati, in modo uniforme. Perché è possibile condurre una vita normale con questa malattia”, conclude la Baio Dossi, sottolineando ancora una volta l’importanza di promuovere studi che abbiano come obbiettivo il cambiamento della storia naturale del diabete.
Fonti: Adnkronos Salute - A cura di Guido Seu
Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 1 Marzo 2010 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2010/n2010_017.html