Terapie

I dispositivi CGM vantaggiosi anche per i diabetici di tipo 1 con buon controllo glicemico

A cura di Linda Possanzini

I risultati di una importante sperimentazione clinica multicentrica della Juvenile Diabetes Research Foundation (JDRF) hanno evidenziato che i diabetici di tipo 1 che vantano già un buon controllo glicemico possono trarre ulteriori benefici e vantaggi dall’utilizzo di dispositivi per il monitoraggio continuo della glicemia (CGM).

Secondo lo studio della JDRF, l’uso di questi dispositivi CGM permette ai pazienti che hanno già valori di emoglobina glicata inferiori a 7% di ridurre anche le crisi ipoglicemiche oltre che a continuare a gestire meglio la malattia. La ricerca ha evidenziato che un buon controllo glicemico è alla base della prevenzione delle complicanze a lungo termine tipiche della malattia, come la retinopatia e la nefropatia, tuttavia la paura di perdere coscienza a causa di crisi ipoglicemiche rende più difficoltoso il raggiungimento di un controllo glicemico adeguato. Lo studio della JDRF ha mostrato come, grazie ai dispositivi CGM, si possono ridurre le crisi ipoglicemiche mantenendo un eccellente controllo glicemico.

Il Dr. Bruce Bode, dell’Atlanta Diabetes Associates, afferma che i dispositivi CGM aiutano i pazienti che già hanno un’ottima gestione della loro malattia riducendo le crisi ipoglicemiche. “Questi trial mostrano che il CGM non solo aiuta i pazienti a mantenere un buon controllo glicemico, che può avere un significativo impatto positivo sulla riduzione del rischio di complicanze, ma permette anche di rimanere sotto controllo senza accrescere il rischio imminente d’ipoglicemie. Questa è una notizia fantastica per i diabetici e le loro famiglie”.

I benefici per i pazienti che utilizzano dispositivi CGM sono diversi e tra i più importanti sicuramente c’è il miglioramento superiore anche al 3% dei valori di HbA1c e la minor probabilità di un peggioramento di questo parametro importantissimo per i diabetici. Inoltre un numero maggiore di utilizzatori di CGM hanno glicate inferiori al 7% in sole 26 settimane di utilizzo e un numero maggiore di pazienti ha una riduzione dei casi di ipoglicemia rispetto a quelli che non utilizzano i dispositivi CGM. Gli stessi risultati si sono osservati nei bambini, negli adolescenti e negli adulti.

Il Dr. Aaron Kowalski, Program Director for Metabolic Control al JDRF, ha spiegato che nel progettare questo studio, la variazione nella HbA1c non era stata selezionata come misura d’esito primario poiché i ricercatori non sapevano in anticipo di poter ridurre i livelli di HbA1c nel gruppo sotto CGM, visto il loro controllo già ottimale. E poi ci si aspettava solo piccoli ed insignificanti aumenti nei valori di HbA1c nel gruppo di studio visto che i dispositivi riducono la frequenza di ipoglicemie. Invece, il gruppo CGM è stato capace di mantenere i livelli di HbA1c con meno crisi ipoglicemiche mentre nel gruppo di controllo la glicemia è salita nel tempo. Il dr. Kowalski fa notare che tutti gli esiti HbA1c sono a favore dei dispositivi CGM.


Tratto da Medical News Today - Fonte: Juvenile Diabetes Research Foundation International - Traduzione e adattamento a cura di Linda Possanzini

Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 29 Giugno 2009 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2009/n2009_041.html