Intervista alla Prof.ssa Annunziata Lapolla
Diabete e gravidanza: un binomio possibile
Nata a Matera nel 1954, la professoressa Annunziata Lapolla è ricercatrice universitaria presso il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche ed afferisce alla Cattedra di Malattie del Metabolismo dell’Università di Padova. Specializzata in Endocrinologia e Medicina Interna, si occupa, tra l’altro, di gravidanza complicata da diabete. Dal 1988 è nel Comitato di coordinamento del Gruppo di Studio Diabete e Gravidanza della SID (Società Italiana di Diabetologia) di cui è stata coordinatrice fino al 2002. Partecipa al Gruppo di Lavoro Europeo per il progetto di “Quality Development in Perinatal Care” della Wordl Health Organization (OMS), e al Working Group on Diabetic Pregnancy dell’EAPM e ad altri importanti gruppi di lavoro nazionali ed internazionali. Si occupo dell’ambulatorio specifico per le gravide diabetiche presso l’Unità Operativa di Diabetologia, Dietologia e Nutrizione Clinica dell’Ulss 16 di Padova.
Dr.ssa Lapolla, che cosa succede quando una donna diabetica è in stato di gravidanza?
La gravidanza in generale è caratterizzata da un aumento della secrezione di alcuni ormoni detti dell’unità feto placentare che servono a fare si che la crescita del feto sia regolare, permettendo un flusso regolare di nutrienti dalla mamma al feto. Questi ormoni hanno una azione che si oppone a quella dell’insulina e determinano una insulino-resistenza. Il pancreas delle donne normali supplisce a questa insulino-resistenza aumentando la produzione di insulina, il pancreas delle donne affette da diabete tipo 1 e tipo 2 non è in grado di aumentare la secrezione di insulina e questo determina un peggioramento del controllo glicemico in corso di gravidanza. In alcune donne normali è possibile che la aumentata secrezione di insulina sia insufficiente a compensare la insulino-resistenza, che raggiunge il massimo durante il secondo trimestre di gravidanza, e questo determina la comparsa del diabete in gravidanza detto Diabete Gestazionale.
Quali sono i maggiori rischi per la mamma e per il bambino?
I rischi di una gravidanza complicata da diabete per la mamma sono la comparsa di valori di pressione elevati in gravidanza che nei casi più gravi si possono complicare con la eclampsia, l’insorgenza del parto prima del termine, la necessità di dovere ricorrere soprattutto in quest’ultimo caso al taglio cesareo, il peggioramento delle complicanze legate al diabete se la mamma aveva il diabete prima della gravidanza. I rischi per il bambino sono quelli di avere malformazioni, se la mamma aveva il diabete prima della gravidanza, di crescere troppo (peso alla nascita maggiore di 4 kg), e questo determina un maggior ricorso al taglio cesareo, di avere alla nascita valori di glucosio nel sangue bassi, di avere una insufficienza respiratoria alla nascita.
In che modo si prevengono?
Nelle donne affette da diabete di tipo 1 e 2 le complicanze su descritte possono essere prevenute con il buon controllo delle glicemie che deve essere ottenuto già al momento del concepimento, questo soprattutto per prevenire l’insorgenza delle malformazioni, e mantenuto durante tutta la gravidanza. Nelle donne con Diabete Gestazionale è importante che esse vengano diagnosticate prima possibile in modo da essere trattate in maniera corretta, anche in questo caso il buon controllo delle glicemie deve essere mantenuto durante tutta la gravidanza.
La terapia con il microinfusore è d’aiuto in queste donne?
La terapia con microinfusore è utile nelle donne con diabete tipo 1 e tipo 2 in cui non si riesce ad ottenere il buon controllo delle glicemie con gli schemi di insulina ottimizzati attualmente in uso. Essa è utile soprattutto se viene iniziata prima del concepimento in modo da ottenere un buon controllo glicemico al momento del concepimento.
Che benefici se ne traggono?
I benefici maggiori sono legati al fatto che la infusione continua di insulina e la possibilità di regolare i boli di insulina ai pasti permettono il raggiungimento di un buon controllo glicemico più facilmente rispetto alla terapia convenzionale. Per ottenere ciò è comunque indispensabile che la paziente sappia utilizzare lo strumento e sia convinta che esso è un mezzo utile per il raggiungimento del buon controllo glicemico.
In termini di accettazione, quante donne preferiscono il microinfusore alla terapia multi - iniettiva?
Nelle donne che vogliono programmare la gravidanza ed in quelle già in gravidanza che non sono in buon controllo glicemico l’accettazione è alta per la consapevolezza che tale strumento può essere utile per raggiungere un buon controllo glicemico in un periodo delicato della propria vita quale la gravidanza.
In che misura migliora il loro compenso?
Il compenso migliora tanto di più quanto più la donna è consapevole e motivata all’utilizzo dello strumento.
E la loro vita?
Se ben accettato lo strumento migliora la qualità di vita perché permette una maggiore flessibilità nella gestione dei pasti e della eventuale attività fisica.
Quante donne, dopo la gravidanza, normalmente continuano a utilizzare il microinfusore? E per quali motivi?
Circa l’80% delle donne continuano ad utilizzare il microinfusore dopo la gravidanza per la migliore qualità di vita che esso determina.
Altri eventuali approfondimenti.
Il microinfusore è uno strumento utile e prezioso in gravidanza soprattutto se utilizzato dal concepimento; è comunque fondamentale che la donna sia motivata ad usarlo, lo sappia usare, e faccia un automonitoraggio glicemico intensivo e sia in grado almeno in parte di sapere gestire la terapia insulinica.
Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 6 Aprile 2009 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2009/n2009_027.html