Alimentazione
Genitori spesso inconsapevoli dei problemi di peso dei figli
A cura di Valentina Fasano
Segue Intervista al prof. Sergio Bernasconi
Molti genitori di bambini classificati come in sovrappeso o addirittura estremamente in sovrappeso sembrano non rendersi conto che i loro figli siano invece eccessivamente grassi ma addirittura li ritengono più o meno del loro peso forma.
Una conseguenza di questa visione distorta dei fatti è che non venendo percepito il problema dai genitori anche i figli non si porranno il problema.
I risultati di questo studio, condotto dal Dr. Asheley Cockrell Skinner dell’“Università della Carolina del Nord e pubblicati su “Diabetes Care”, sono molto importanti, poiché saper riconoscere il problema del sovrappeso nel bambino è il primo passo importante per promuovere la perdita di peso tramite una dieta corretta e attività fisica.
Il team di ricercatori ha raccolto i dati dello studio intervistando 104 ragazzi con diabete di tipo 2 e i loro genitori. I temi trattati nel questionario e cioè la percezione del peso, della dieta e delle abitudini sportive sono stati valutati da due punti di vista: quello dei ragazzi e quello dei genitori.
Per comprendere quale percezione del peso avessero quindi se questa fosse corretta o al contrario distorta sia ai ragazzi che ai loro genitori è stato chiesto se pensassero che gli adolescenti fossero “molto o leggermente in sovrappeso, nella norma, magro o molto magro. Mentre l’87% dei ragazzi era sovrappeso nei limiti dello standard, solo il 41% dei genitori e il 35% dei ragazzi intervistati ha riconosciuto il problema di un forte sovrappeso.
Dallo studio è risultato che l’87% dei ragazzi era in sovrappeso, ma solo il 35% dei ragazzi e il 41 per cento dei loro genitori era consapevole di ciò. Addirittura, il 40% dei genitori considerava i propri figli normopeso anche quando il loro indice di massa corporea era superiore al 95° percentile. Si è definito normopeso anche il 55% dei ragazzi intervistati che avevano un indice di massa corporea a questo livello.
Si è visto inoltre che se i genitori tendevano a sottostimare i problemi di peso dei loro figli anche quest’ultimi li trascuravano portando così gli adolescenti a seguire abitudini dietetiche e sportive errate.
I ricercatori concludono affermando che riconoscere il sovrappeso dei propri figli è un importante primo passo per reindirizzare in modo idoneo la dieta e lo stile di vita dei ragazzi.
Fonte: Reuters Health - Fonte: Diabetes Care, 31:227-229, 2008
Intervista al Prof. Sergio Bernasconi
Per approfondire l’argomento trattato nella news abbiamo intervistato il Professor Sergio Bernasconi, Direttore della Clinica Pediatrica e Dipartimento Materno-infantile dell’Università degli Studi-Azienda Ospedaliera di Parma. Il Prof. Bernasconi è autore più di 400 pubblicazioni di cui 200 in lingua inglese concernenti soprattutto il settore dell’Endocrinologia, Diabetologia e Genetica Clinca, è inoltre revisore per importanti riviste scientifiche e attualmente dirige la Clinica Pediatrica dell’Ospedale di Parma.
Prof. Bernasconi, il sovrappeso in età adolescenziale è, a suo parere, un problema in ascesa?
Sicuramente. Studi epidemiologici eseguiti in varie Nazioni e in vari continenti confermano un netto aumento delle percentuali di bambini ed adolescenti in sovrappeso e/o francamente obesi.Quando un ragazzo può essere considerato in sovrappeso o addirittura obeso?
Anche se non esiste una misurazione perfetta e facilmente impiegabile in campo clinico della quantità di tessuto adiposo presente in un dato individuo si considera un indice clinicamente valido il BMI (Body Mass Index). Valori del 90° e 95° percentile vengono considerati i limiti di normalità in funzione del sesso e dell’età.Quali possono essere le cause di sovrappeso nei ragazzi?
Vi possono essere obesità secondarie a malattie di vario genere o all’assunzione di farmaci particolari o all’alterazione di specifici geni ma in genere la forma più frequente è quella classificata come semplice o costituzionale o idiopatica i cui fattori eziologici sono diversi (nutrizionali, familiari, sociali, psicologici, da stile di vita incongruo, ecc.)Quanto influisce la mancata percezione del problema del ragazzo da parte dei genitori?
Dipende dal grado di cultura e dalla condizione economica della famiglia. Le famiglie che appartengono agli stati sociali e culturali più elevati soffrono meno di obesità perché più attente agli stili di vita salutari.
Nel caso specifico del diabete di Tipo 2, quali sono le differenze rispetto a un soggetto normopeso?
La coesistenza di diabete ed obesità aumenta il rischio di complicanze e rende più difficile un buon compenso metabolico.Nei soggetti sovrappeso il rischio d’insorgenza del diabete di tipo 2 può aumentare?
Sicuramente. Lo dimostrano molte evidenze epidemiologiche.È vero, a suo parere, che i casi di diabete di tipo 2 sono aumentati a dismisura nei bambini o ragazzi negli ultimi anni?
In molti Paesi questo fenomeno è stato ben individuato: negli USA i diabetici di tipo 2 sono circa il doppio di quelli di tipo 1 che fino a pochi anni fa erano gli unici visti dal diabetologo pediatra. Non abbiamo dati precisi italiani ma è noto che una buona percentuale dei nostri obesi è già insulinoresistente e quindi a rischio di evoluzione verso una forma conclamata di diabete di tipo 2.Come si potrebbe correggere la percezione errata del ragazzo e dei genitori circa il peso?
Preparando e rendendo esecutiva un’azione di modificazione degli stili di vita e di nutrizione che riguardi l’intera collettività in cui si vive agendo sulla scuola, sui mass media, sulle società sportive, sulle agenzie amministrative locali , le associazioni ecc. con un piano condiviso, ben strutturato e con messaggi semplici. È stato dimostrato che la riduzione della vita sedentaria (ore trascorse davanti alla TV e/o ai videogiochi) è già di per se stessa in grado di ridurre l’obesità.
A cura di Valentina Fasano
Data ultimo aggiornamento: Martedì, 8 Aprile 2008 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2008/n2008_019.html