Terapia

Un ridotto dosaggio d’insulina può aumentare il rischio di mortalità nelle donne con diabete di tipo 1

A cura di Linda Possanzini

Un recente studio evidenzia che le donne con diabete di tipo 1 che assumono meno insulina del necessario presentano un rischio 3 volte superiore di morte e tassi più elevati di complicanze rispetto a quelle che seguono la terapia in modo corretto. I risultati, pubblicati sul numero di Marzo di Diabetes Care, mettono in luce i rischi associati a tale comportamento che sembra essere collegato alla concomitante presenza di disturbi alimentari.

Lo studio che ha previsto un follow up di 11 anni, è uno dei primi che mostra un rischio più elevato di mortalità tra le donne che riducono il loro fabbisogno insulinico praticando meno iniezioni d’insulina del necessario. Inoltre, le donne atte a questo comportamento in media morivano prima (45 anni) rispetto a quelle che seguivano la terapia in modo corretto (45 vs 58 anni).

Il 30% delle partecipanti allo studio riducevano il loro dosaggio insulinico già dall’inizio dello studio, e gli autori hanno notato che la frequenza di questo comportamento sembrava influenzare il rischio di mortalità. Le partecipanti decedute durante il periodo di follow-up (n = 26) presentavano più frequentemente l’abitudine a ridurre il dosaggio insulinico e sintomi collegati a disturbi alimentari rispetto a quelle donne che avevano si ridotto il loro dosaggio insulinico ma erano ancora vive alla fine dello studio. I sintomi tipici dei disturbi alimentari includono un’estrema preoccupazione per il peso quindi paura eccessiva d’ingrassare, poca autostima, dieta ferrea, disturbo del binge eating e altri metodi per ridurre l’apporto di calorie come il provocarsi il vomito.

Il 40% delle donne decedute aveva riferito all’inizio dello studio di assumere sempre meno insulina di quella che realmente necessitavano. Rispetto alle loro controparti presentavano molti sintomi di bulimia come anche problemi podologici (25% vs 12%) e nefropatia (25% vs 10%).

“Questa è senza dubbio una problematica femminile molto seria nell’area diabetologica”, dice l’autore principale Ann E. Goebel-Fabbri, Psicologa e Investigatrice presso il Dipartimento di Salute Mentale al Joslin Diabetes Center e Istruttrice alla Harvard Medical School di Boston (USA). La dottoressa ha aggiunto che altri studi hanno dimostrato che le donne diabetiche hanno circa 2 .5 volte in più la probabilità di sviluppare un disturbo alimentare rispetto alle donne non diabetiche.

Gli autori dello studio concludono che la mortalità associata alla riduzione insulinica viene spesso riscontrata nelle donne affette da diabete che manifestano anche sintomi di disturbi alimentari, e raccomandano d’includere un test di screening appropriato durante la normale cura del diabete per migliorare la scoperta di questo problema. I segni d’allarme includono: rialzo inspiegabile dei livelli dell’emoglobina glicata (HbA1c); ripetuti problemi con chetoacidosi diabetica (DKA), che può avere anche esiti fatali; estrema preoccupazione per il proprio peso; modificazioni nel modo di mangiare; eccessiva attività fisica (spesso associata a frequenti ipoglicemie); e amenorrea.

“Le donne che presentano questo comportamento necessitano di un trattamento specializzato effettuato da personale qualificato che comprenda al meglio la relazione che intercorre tra i disturbi alimentari e il diabete” dice l’autore. “Sappiamo che l’attuale trattamento del diabete di tipo 1 è eccellente nel prevenire le complicanze e ad allungare l’aspettativa di vita. La più grande frustrazione è sapere che queste donne che presentano disturbi alimentari non sono in grado di utilizzare tutti questi strumenti a loro disposizione”.


Tratto da Doctor’s Guide - Fonte: Diabetes Care, 31:415-419, 2008 - Traduzione e adattamento a cura di Linda Possanzini

Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 2 Aprile 2008 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2008/n2008_017.html