Terapia
La posizione dell’American Diabetes Association sullo studio clinico ACCORD
A cura di Natalia Ciani
In risposta all’annuncio fatto il 7 febbraio scorso dal National Heart, Lung and Blood Institute, sponsor dello studio clinico ACCORD (Action to Control Cardiovascular Risk in Diabetes) d’interrompere il braccio di trattamento intensivo dei livelli di glucosio ematico, l’American Diabetes Association invita i pazienti diabetici a non interrompere le cure senza aver prima consultato i propri medici e raccomanda il controllo della glicemia per tenere sotto controllo il diabete e le sue complicanze.
I pazienti diabetici di tipo 2 con alto rischio di malattia cardiovascolare arruolati nello studio clinico ACCORD erano stati randomizzati o a un trattamento intensivo che aveva come target il valore dell’emoglobina glicata (A1C) inferiore al 6% o a un programma standard di trattamento che aveva come target valori di A1C compresi tra il 7 e il 7.9%. I pazienti inseriti nel trattamento intensivo sono stati attualmente spostati al programma standard a causa di un incremento del numero di decessi nell’ambito del programma intensivo (14 morti ogni 1.000 pazienti all’anno contro gli 11 per anno nel programma di trattamento standard; con una differenza del + 0.3 decessi ogni 100 pazienti all’anno).
L’American Diabetes Association continua a consigliare ai pazienti affetti da diabete di fare ogni sforzo per tenere l’A1C sotto il 7% poiché sembrerebbe ridurre drasticamente la comparsa delle complicanze (come sostenuto dal Diabetes Control and Complications Trial e dal U.K. Prospective Diabetes Study). Dati recenti indicano che più della metà della popolazione diabetica negli Stati Uniti ha un’emoglobina glicata inferiore al 7% e, ciò sembra apportare grandi benefici piuttosto che svantaggi.
L’importanza di un buon controllo glicemico nel diabete è ormai ben noto. Vi sono evidenze dagli studi quali il Diabetes Control and Complications Trial (DCCT), e l’inglese Prospective Diabetes Study (UKPDS) che mostrano come un’emoglobina glicata sotto il 7% sia capace di ridurre drasticamente la comparsa delle complicanze tipiche della malattia.
In base alle linee guida dell’Associazione relative al trattamento ogni paziente dovrebbe avere uno schema terapeutico personalizzato cioè fatto su misura per le sue esigenze e che tuttavia per alcuni soggetti affetti da diabete il controllo intensivo del glucosio potrebbe non essere assicurato.
L’American Diabetes Association dichiara che: “Obiettivi meno rigorosi relativamente ai livelli di emoglobina glicata potrebbero risultare adatti per pazienti con una storia clinica di gravi ipoglicemie, per pazienti con una bassa aspettativa di vita o con altre patologie coesistenti, per i bambini e per coloro i quali malati di diabete da molto tempo presentano complicanze del microcircolo”.
Questo recente annuncio suggerisce che il trattamento intensivo della glicemia che ha come obiettivo quello di normalizzare i livelli di glucosio nel sangue (con un’emoglobina glicata inferiore al 6%), risulterebbe dannoso almeno fra gli adulti di mezz’età e fra gli anziani con malattie vascolari o fattori multipli di rischio per le stesse. Non si conosce l’esatto motivo alla base della diminuzione delle percentuali di decessi che è verificato nell’ambito dell’analisi clinica. Uno studio sui dati però indica che l’effetto negativo della terapia intensiva non sia da attribuire ai casi di ipoglicemia o a qualche particolare combinazione di trattamenti farmacologici.
L’American Diabetes Association aspira ad avere un numero maggiore di osservazioni sui dati dello studio ACCORD come pure anche di altri studi in corso in grado di far luce su questa problematica. Attualmente comunque l’Associazione incoraggia i diabetici con malattie cardiovascolari e fattori multipli di rischio a rivolgersi ai propri medici per la terapia da seguire e a tenere sotto controllo pressione e colesterolo.
Tratto da: Medical News Today – Fonte: American Diabetes Association - Traduzione e adattamento a cura di Natalia Ciani
Data ultimo aggiornamento: Martedì, 4 Marzo 2008 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2008/n2008_008.html