Strasburgo: la testimonianza dei ragazzi provenienti da tutta l’Europa Unita
Un cerchio blu al Parlamento Europeo
A cura di Guido Seu
Strasburgo è una bella cittadina posta al centro dell’Europa che ospita lo sfavillante ed imponente complesso di edifici del Parlamento Europeo; qui il World Diabete Day è stato celebrato comunitariamente il 14 novembre da bambini e ragazzi provenienti da tutti gli stati dell’Europa Unita.
A rappresentare l’esperienza dei ragazzi italiani ci ha pensato Luca, 12 anni d’età e 5 di diabete; lui ha sventolato la sua bandiera tricolore assieme agli altri bambini e ragazzi europei (range di età 1-28 anni) sotto il cerchio blu posto all’ingresso dell’edificio principale, ha raccontato brevemente assieme a tutti gli altri la sua esperienza ai membri riuniti; ha inoltre offerto ad alcuni membri italiani del Parlamento Europeo la spilletta commemorativa formata da un cerchio blu ed ha chiesto loro di indossarla per testimoniare l’evento.
Giulio, papà di Luca, ci racconta: “Come genitore accompagnatore di Luca, in quanto minorenne, ho potuto avere dei colloqui con taluni di loro che ci hanno ricevuto dimostrando maggior sensibilità al problema – prosegue Giulio – ho ricavato da loro interesse ad ascoltare ed approfondire alcuni aspetti, spunti interessanti su cui poter lavorare, l’informazione che la comunità Europea investe somme ingenti nella ricerca e che si deve cercare di attingerne anche per la ricerca sul Diabete, la promessa di non dimenticare il tema una volta finito l’evento”.
Per quel che riguarda l’impegno ufficiale del Parlamento Europeo, il suo Presidente ha firmato un documento preparato insieme dai rappresentanti IDF ed ISPAD in cui impegna la comunità su alcuni punti specifici (raccogliere dati sulla situazione attuale soprattutto sulla gestione del Diabete nelle scuole, sviluppo ed implementazione di programmi educazionali, campagne di informazione sui bisogni dei bambini con Diabete e loro famiglie, facilitare scambi di informazione e protocolli tra i paesi membri, includere i bisogni dei bambini con Diabete e delle loro famiglie tra le iniziative rilevanti dell’Europa Unita).
“L’evento ci ha coinvolti a tempo pieno tra manifestazioni – continua Giulio – colloqui, conferenza stampa, ed è rimasto poco tempo per lo svago; comunque il tempo passato insieme è stato caratterizzato da allegria, disponibilità e tanta voglia di convivialità e condivisione. I bambini e ragazzi e noi genitori abbiamo parlato, ci siamo scambiati esperienze e notizie; ci siamo raccontati come è gestita l’assistenza, medica e non, nei rispettivi paesi.”
“Luca – racconta ancora Giulio - così come gli altri presenti, ha visto che anche in Germania, Francia, etc ci sono bambini come lui che devono pungere il dito per fare la glicemia prima di mangiare, che vanno in ipoglicemia e devono mangiare le caramelle per correggere, che usano la penna per iniettarsi l’insulina o portano il microinfusore. Inoltre con prontezza e senso di responsabilità chi era in ipo e non aveva caramelle o chi ha rotto la penna e non ne aveva una di ricambio ha ricevuto quello che gli serviva dai bambini di un altro paese”.
“Sia Luca che io siamo tornati stanchi ma molto soddisfatti – sostiene Giulio - abbiamo vissuto una esperienza che personalmente ricorderemo e che ci ha arricchiti dentro. Sicuramente, per quel che riguarda il Diabete e le sue prospettive di migliorare la qualità di vita di chi né affetto e delle loro famiglie, nessuno di noi pensa di aver risolto o cambiato in modo definitivo gli eventi”. È certo però che questi ragazzi hanno dimostrato di fronte alla massima istituzione europea di meritare tutta l’attenzione e l’impegno per costruire un domani migliore, perché loro sono il futuro, con il diabete o senza il diabete, “e se loro sono il futuro, beh, allora possiamo alimentare la speranza che il mondo possa essere migliore”, conclude Giulio.
A cura di Guido Seu
Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 30 Novembre 2007 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2007/n2007_080.html