Screening
Scoperto un ulteriore anticorpo per la diagnosi del diabete
A cura di Valentina M. Cambuli
I ricercatori del Barbara Davis Center for Childhood Diabetes, della University of Colorado di Denver and Health Sciences Center’s School of Medicine, hanno scoperto un quarto anticorpo nel sangue umano che potrebbe aiutare a predire in modo più accurato la predisposizione al diabete tipo 1. Le scoperte sono state pubblicate online la settimana del 15 ottobre e, quindi, sul numero cartaceo del 23 ottobre del Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).
Il diabete tipo 1 è una malattia autoimmune che si sviluppa quando il sistema immunitario attacca erroneamente il pancreas, distruggendo le cellule produttrici di insulina. Al momento attuale, gli anticorpi del sangue sono misurati per diagnosticate il diabete prima del suo esordio attraverso un semplice esame del sangue. Routinariamente vengono dosati tre anticorpi che danno il 90% di possibilità di predire la malattia. Con la scoperta del quarto anticorpo il tasso di predittività sale al 96%.
Questa scoperta è incredibilmente intrigante visto che questo nuovo target è il primo ad essere scoperto negli ultimi 10 anni, ha detto il Dr. John Hutton, ricercatore del Barbara Davis Center e autore del paper. ZnT8 mostra un grande valore nella diagnosi e i ricercatori credono che il suo dosaggio diverrà ben presto routinario in tutti gli studi clinici attualmente in corso. Per esempio, questo quarto antigene potrebbe trovare immediato utilizzo nell’identificare individui con una storia familiare di diabete o con una predisposizione genetica alla malattia, dando la possibilità di reclutarli in trial clinici miranti alla prevenzione del diabete.
Il sangue di bambini che sono stati studiati dalla nascita fino all’esordio del diabete come parte dello studio DAISY (Diabetes Autoimmunity Study in the Young) al Barbara Davis Center, è stato analizzato insieme a quello di centinaia di pazienti neo-diagnosticati e di loro parenti non affetti come controlli. Il 70% dei diabetici è risultato positivo all’anticorpo rispetto a meno dell’1% dei controlli.
ZnT8 è stato scelto tra centinaia di candidati usando una analisi di microarrey, un metodo che cataloga il livello di sovra-espressione di tutti i geni nel corpo. ZnT8 è risultata una proteina espressa esclusivamente nelle cellule secernenti insulina ed è associata con il meccanismo di rilascio insulinico, rendendola un candidato ideale da valutare.
Oggi si crede che sia possibile prevenire il diabete intervenendo nelle primissime fasi della malattia. Questo è possibile individuandolo negli stadi davvero precoci e manipolando il sistema immunitario. ZnT8 da solo potrebbe essere parte della terapia visto che è stato mostrato nel topo che la somministrazione dell’antigene come vaccino può prevenire la malattia, un approccio simile a quello applicato nelle allergie. Noi anche speriamo che approcci simili siano applicabili anche ad altre malattie autoimmuni come la sclerosi multipla e il lupus.
Hutton e il suo team credono che in futuro sarà eventualmente possibile definire ulteriori antigeni usando le stesse procedure e raggiungendo il valore predittivo che, combinato con altri dosaggi anticorpali, porti ad una accuratezza diagnostica del 99.7%. Se così, essi saranno in grado di raggiungere l’obiettivo ultimo di prevenire il diabete attraverso lo screening di bambini molto giovani nella popolazione generale e di bloccare la malattia negli stati più precoci.
Tratto da: Doctor’s Guide – Fonte: University of Colorado at Denver and Health Sciences Center
Traduzione e adattamento a cura di Valentina M. CambuliData ultimo aggiornamento: Mercoledì, 31 Ottobre 2007 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2007/n2007_071.html