Epidemiologia
Gli anziani di etnia nera e latina ancora all’ultimo posto nel controllo del diabete
A cura di Alberto Zambelli
Un nuovo studio internazionale rivela che, nonostante decenni di progressi nella cura del diabete, gli afro-americani e gli individui di etnia latina hanno meno probabilità rispetto alla popolazione di etnia bianca di tenere sotto controllo la glicemia, anche con l’aiuto di medicinali. Per questo motivo, il rischio di cecità, infarto, insufficienza renale, amputazioni o altre complicanze a lungo termine è molto maggiore.
Lo studio è stato effettuato dalla University of Michigan e VA Ann Arbor Healthcare System e pubblicato il 24 Settembre scorso sulla rivista Archives of Internal Medicine.
Lo studio documenta la persistenza di disparità etniche e razziali nel controllo del diabete, già osservate in decenni di studi. I risultati suggeriscono che il diabete continuerà ad uccidere e compromettere la salute degli adulti di etnia africana e latina in maniera proporzionale nei decenni a venire.
Ma lo studio approfondisce anche le ragioni alla base di queste differenze di livelli glicemici, usando complesse analisi statistiche per scoprire i fattori che svolgono, o non svolgono, un ruolo chiave. Ad esempio, il controllo del diabete è risultato peggiore tra i neri e i latini al di sotto di 65 anni di età.
Soprattutto, sono due i fattori principali alla base di queste differenze etniche e razziali nel controllo del diabete: l’assunzione più o meno regolare dei farmaci da parte dei pazienti e la risposta emotiva del paziente riguardo al fatto di avere il diabete. Fortunatamente, questi fattori possono cambiare in risposta a determinate strategie di cura.
Lo studio si basa anche su dati molto recenti del Health and Retirement Study, uno studio durato decenni per valutare la salute degli adulti oltre 50 anni di età mediante questionari ed esami medici.
Fondato dal National Institute on Aging, il HRS ha iniziato a valutare i livelli di glucosio dei partecipanti nel 2003. In tutto, 1.199 persone oltre 55 anni di età con diabete hanno partecipato allo studio. Il glucosio è stato valutato mediante l’esame dellemoglobina glicata (HbA1c), che fornisce un valore medio della glicemia negli ultimi 3 mesi.
Ma quando i ricercatori hanno analizzato i dati dei partecipanti allo studio che assumevano farmaci per controllare il diabete, la differenza di HbA1c media tra il gruppo di etnia bianca e gli altri gruppi etnici è risultato notevole. I bianchi avevano una HbA1c media di 7.22%, mentre i neri e i latini 8.07% e 8.14%, rispettivamente.
I ricercatori hanno poi eseguito analisi statistiche che tenevano in considerazione tutte le informazioni disponibili riguardo ai partecipanti – istruzione, reddito annuale, salute mentale, assicurazione medica, qualità dell’assistenza medica, terapie mediche, esercizio fisico, dieta alimentare nonché attitudini e comportamenti riguardo all’assunzione di farmaci, al monitoraggio della glicemia ed altri impegni che il diabete comporta. I partecipanti hanno inoltre completato una serie di questionari.
Alla fine, i fattori che hanno mostrato una forte influenza sulle differenze etniche e razziali nel valore di HbA1c sono stati l’aderenza alle prescrizioni mediche (assunzione dei farmaci), soprattutto tra gli afro-americani, e il disagio emotivo legato al diabete, soprattutto per la popolazione di etnia latina.
Gli autori concludono che ulteriori fattori non valutati durante lo studio, ad esempio fattori genetici, l’intensità del regime alimentare, livelli di stress e altri fattori ambientali potrebbero svolgere anch’essi un ruolo chiave.
Tratto da Doctor’s Guide - Fonte: Arch Int Med, Vol. 167 No. 17, Sept. 24, 2007
Traduzione ed adattamento a cura di Alberto ZambelliData ultimo aggiornamento: Mercoledì, 10 Ottobre 2007 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2007/n2007_064.html