Complicanze

Manifestazioni cutanee frequenti nei giovani affetti da diabete di tipo 1

A cura di Linda Possanzini

Secondo i risultati pubblicati nel numero di Agosto di Diabetes Care, circa due terzi dei giovani pazienti con diabete di tipo 1 manifestano problemi cutanei, alcuni dei quali si sviluppano agli inizi della malattia.

“Sebbene sia ormai noto che il diabete è associato a diverse manifestazioni cutanee, gli studi che trattano la prevalenza dei cambiamenti cutanei nei giovani diabetici di tipo 1 sono alquanto insufficienti”, scrive il Dr. Milos D. Pavlovic, della Military Medical Academy di Belgrado (Serbia). “Le manifestazioni cutanee generalmente compaiono dopo lo sviluppo del diabete ma può essere il primo segno evidente o perfino precedere di molti anni la diagnosi di diabete”.

Sono state messe a confronto la presenza e la frequenza delle manifestazioni cutanee in 212 pazienti non selezionati con diabete di tipo 1 di età compresa tra i 2 e i 22 anni (durata della malattia da 1 a 15 anni) e 196 soggetti di controllo sani. Complessivamente, 142 (67%) pazienti diabetici hanno presentato almeno un disordine cutaneo rispetto ai 52 (26%) soggetti del gruppo di controllo. Le lesioni cutanee che vengono associate al diabete sono state osservate in 81 pazienti (38%).

La Xerosi (o pelle secca) è stata riscontrata nel 22% dei pazienti con diabete di tipo 1 e nel 3% dei controlli sani. La rubeosi, la mano diabetica, e la necrobiosi lipoidica sono state osservate rispettivamente nel 7.1%, 2.3%, e 2.3% dei diabetici. Mentre nessuno del gruppo di controllo ha manifestato tali problemi cutanei.

Le infezioni micotiche sono state riscontrate nel 4.7% dei pazienti diabetici e nel 1.5% dei controlli sani. La cheratosi pilare è risultata presente nel 11.7% dei pazienti con diabete e nell’1.5% del gruppo di controllo.

Gli autori fanno notare che la frequenza delle reazioni cutanee alla terapia insulincia è risultata piuttosto bassa (2.7%).

La mano diabetica è risultata altamente associata alla durata del diabete. La rubeosi del viso invece è risultata poco collegata alla durata della patologia. Una importante associazione si è osservata tra la cheratosi pilare e le modificazioni cutanee ittiosiformi.

“Non è stata riscontrata nessuna associazione tra i valori medi di triglicerdi, colesterolo a digiuno, livelli ormonali, o pressione sanguigna con i vari disordini cutanei”, riferisce il team del Dr. Pavlovic.

L’autore dello studio ed il suo team concludono che la frequenza e la varietà delle lesioni cutanee “giustificano l’inclusione precoce di un dermatologo nella gestione dei pazienti diabetici di tipo 1”.


Tratto da Medscape - Fonte: Diabetes Care
Traduzione ed adattamento a cura di Linda Possanzini

Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 4 Ottobre 2007 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2007/n2007_059.html