Terapia

Nuovi sensori per il monitoraggio del diabete

A cura di Linda Possanzini

La cura del diabete sta per subire una trasformazione: migliaia di pazienti smetteranno di pungersi le dita più volte al giorno con le lancette a loro ben note per passare a nuovi sensori funzionanti 24 ore su 24.

Negli ultimi sei mesi si è assistito a ulteriori passi avanti nell’ambito tecnologico, infatti è stato approvato in America l’uso di un sensore nei bambini in grado di registrare per tre giorni continuativi la glicemia ed una versione più duratura di ben sette giorni per gli adulti.

L’obiettivo finale è quello di creare un “pancreas artificiale”, accoppiando questi sensori con pompe impiantabili in grado di fornire insulina in modo automatico così da mimare la normale funzione del pancreas.

Ma per questo c’è ancora tempo. Per ora, la speranza è che questi sensori sottocute rendano capaci i pazienti più vulnerabili – quelli che richiedono iniezioni d’insulina – di attuare cambiamenti che controllino meglio la loro malattia. Sicuramente più importante è che i pazienti grazie a degli allarmi saranno avvertiti delle iperglicemia o delle ipoglicemie.

“Risolvono il problema prima ancora che si verifichi”, dice Katie Clark che ha acquistato un sensore per la figlia di sette anni, e grazie a questo non si dovuta più svegliare nel bel mezzo della notte per controllare che Ellie stesse bene.

Tuttavia negli Stati Uniti questi “guardiani della glicemia 24 ore su 24” arrivano a costare fino a $1,000, più o meno $350 per un mese di fornitura.

Alcuni studi a breve termine mostrano che i pazienti che li hanno utilizzati hanno registrato un notevole miglioramento nel controllo glicemico, al contrario altri studi hanno registrato solo un piccolo impatto sulla glicemia.

A cosa è dovuta questa discrepanza? Al fatto che alcuni pazienti diabetici non hanno pensato che il sensore da solo non può far tutto, ci dice il Dr. Irl Hirsch dell’Università di Washington.

Il Dr. Hirsch che ha presentato la ricerca ad una recente conferenza sul diabete ha affermato che i sensori apporteranno benefici e vantaggi a quei pazienti che non riescono ad ottenere un buon valore d’emoglobina glicata (sotto 7%) seguendo le lineeguida tradizionali.

Inoltre ritiene che i sensori aiutino ad abbassare un’emoglobina glicata (HbA1c) compresa tra 7 e 8.5, ma non a valori più alti.

Da novembre, gli scienziati dovrebbero completare l’arruolamento di 450 diabetici in uno studio finanziato dalla Juvenile Diabetes Research Foundation per indirizzare le domande degli insicuri sul miglior utilizzo dei sensori. I risultati preliminari saranno pronti il prossimo anno.

“La gente pensava che fossero una sorta di bacchetta magica per cui bastava indossarli e questi facevano tutto da soli”, dice Aaron Kowalski, un capo ricercatore della JDRF che utilizza i sensori su se stesso dal 2006. “Purtroppo non si tratta di magia. ... La gente deve avere informazioni al riguardo”.

Livelli elevati di glicemia danneggiano i vasi sanguigni e i nervi, causando cecità, insufficienza renale, amputazioni e problemi cardiaci. Un monitoraggio glicemico frequente – dai 4 agli 8 test al giorno – aiuta i pazienti a mantenere un buon controllo della propria glicemia, riducendo così il rischio delle complicanze sopra elencate.

Tuttavia sono pochi i diabetici che effettuano un automonitoraggio così stretto e comunque anche test frequenti non evidenziano se la glicemia è salita o scesa tra un controllo e l’altro.

Con questo nuovo dispositivo tecnologico, i diabetici utilizzano un ago per inserire un sensore sottocute su un fianco o sulla pancia ogni tre o sette giorni. I sensori senza fili di sorta mandano le letture dei valori glicemici ogni 5 minuti al dispositivo.

Il dispositivo in questione chiamato Real-Time 3 giorni è prodotto dalla Medtronic Inc. e viene venduto da solo sia per bambini che per adulti insieme ad un microinfusore aggiustabile manualmente – e il STS-7 della DexCom Inc. è un dispositivo per il monitoraggio negli adulti fino a 7 giorni. Anche la Abbott Laboratories sta sviluppando un dispositivo simile.

I pazienti che decideranno di utilizzarlo dovranno essere adeguatamente istruiti. Per esempio, servono 15 minuti per vedere un eventuale modificazione della glicemia prima che questa sia rilevata dal sensore. I medici raccomandano di eseguire sempre un doppio test con un glucometro quando un sensore segnala errore.

Spesso molti pazienti sanno senza bisogno di effettuare un test se hanno bisogno di uno snack per evitare che la glicemia scenda troppo o d’insulina per evitare che salga.


Tratto da American Diabetes Association - Fonte: Juvenile Diabetes Research Foundation
Traduzione ed adattamento a cura di Linda Possanzini

Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 4 Ottobre 2007 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2007/n2007_058.html