Terapia insulinica
Brevi interruzioni nella terapia con microinfusore causano innalzamento della glicemia
A cura di Angela Colosimo
Segue intervista col dr. Andrea Scaramuzza
Brevi interruzioni nella infusione continua di insulina con il microinfusore (CSII) in pazienti con diabete di tipo 1 provocano significativi innalzamenti nei livelli di glicemia, come dimostra uno studio presentato pochi giorni fa nel corso del 67° Congresso Annuale dell’American Diabetes Association.
Nello studio che ha coinvolto 19 pazienti, i valori medi di glicemia erano significativamente più alti a mezz’ora, tre ore e tre ore e mezza dopo l’interruzione dell’infusione rispetto ai livelli delle tre ore precedenti.
Lo scienziato Howard Zisser, direttore dell’Istituto di ricerca Sansum Diabetes Research a Santa Barbara (California), ha spiegato la rilevanza clinica di questa scoperta: “La terapia con microinfusore tiene conto della possibilità, nell’arco delle 24 ore, di un’infusione continua di insulina nei pazienti con diabete di tipo 1. Tuttavia, nella pratica, i pazienti spesso interrompono per brevi momenti il rilascio dell’insulina quando spengono il microinfusore per varie ragioni, come ad esempio la doccia, il cambio degli indumenti, il nuoto e i momenti di intimità. Questo studio fornisce l’evidenza concreta che queste interruzioni provocano un innalzamento della glicemia”.
Lo studio è stato eseguito per misurare l’impatto di queste interruzioni. Sono stati coinvolti undici donne e 8 uomini di età media attorno ai 44 anni (range 20-68), con un diabete di circa 22.5 anni (range 5-51) e con un’emoglobina glicata attorno a 7.3% (range 5-9.3).
Tutti i soggetti avevano usato il microinfusore con analoghi dell’insulina ad azione rapida per almeno un anno. Tutti indossavano il CGMS System Gold (prodotto dalla Medtronic Diabetes di Northridge, California), che fornisce rilevazioni della glicemia ogni 5 minuti. Le calibrazioni degli strumenti sono state fatte in modo assolutamente sicuro.
I partecipanti allo studio sono arrivati alla clinica a digiuno, alle 7 del mattino, con nessuna correzione di bolo, nessun trattamento per l’ipoglicemia, nessun cibo ingerito dalla mezzanotte. Un’ora dopo l’arrivo, i soggetti sono stati staccati dai loro microinfusori per 30 minuti, e poi riconnessi. Restando in stato di digiuno, i livelli di glucosio sono stati raccolti dai CGMS per altre 3 ore. Nelle 3 ore prima di staccare i microinfusori il livello medio di glicemia era 128.8 mg/dl. Nei 30 minuti di disconnessione la media era salita a 138.3, mentre dopo 3 ore e 3 ore e mezzo era di 160 mg/dl.
Lo studio è stato supportato da un fondo dell’Insulet Corporation. L’Istituto Sansum Diabetes Research è un centro di ricerca no-profit per la prevenzione, il trattamento e la cura del diabete attraverso la ricerca e l’educazione. In particolare, è conosciuto per il suo successo nello sviluppare protocolli per migliorare l’incidenza dei bambini sani nati da donne diabetiche, nello sperimentare nuove tecnologie e il suo lavoro sul diabete di tipo 2 nelle persone giovani.
Intervista al dr. Andrea Scaramuzza
Dr. Scaramuzza, lei ha una lunga esperienza con i microinfusori di insulina ed il loro utilizzo soprattutto nel mondo dei ragazzi. Il microinfusione è attualmente la terapia “di punta” per le persone con diabete trattate con insulina grazie alla sua capacità di adattarsi con grande facilità alle loro esigenze (esigenze prima di tutto di tipo medico, ma anche di stile di vita, indossabilità, discrezione, facilità di utilizzo, sicurezza, ecc.)
Il microinfusore sembra essere molto “gettonato” soprattutto tra i giovani che sono i più facilitati rispetto alle generazioni precedenti nell’utilizzo delle tecnologie e che spesso conducono vite meno “ordinarie” e “abitudinarie” rispetto a noi adulti.
Questo studio affronta un problema che emerge soprattutto nel periodo estivo, quando ci si spoglia più frequentemente, si pratica più sport, si va più spesso al mare o in piscina: la sconnessione temporanea del microinfusore.Domanda: Intanto ci può spiegare come ci si può “sconnettere” dal microinfusore? Come si fa nella pratica?
Risposta: La disconnessione dal microinfusore è una pratica abituale, e se per periodi limitati (usualmente <1.5 ore) non crea grossi problemi a livello di glicemia. I motivi più frequenti per il distacco sono il bagno o la doccia; l’attività sportiva; l’attività sessuale (problema questo che non interessa i bambini). Vi è la possibilità di disconnettere il microinfusore anche per periodi più lunghi (piscina, mare, attività sportive prolungate) ma in questo caso per non avere effetti sulla glicemia è necessario intervenire con delle correzioni. Non esiste una regola generale, ma ogni paziente è una storia a se e deve esserci un interazione fra paziente e medico per individuare la gestione migliore.
D: Come ci si deve comportare con l’insulina quando si stacca il microinfusore?
R: Per distacchi brevi non sono necessari supplementi di insulina; lo sono invece per distacchi superiori a 2 ore.
D: Si può sospendere l’infusione continua per un periodo più lungo (che so? per l’intero periodo di vacanza al mare) senza trovarsi poi in difficoltà a gestire le glicemie? Esistono delle tecniche sicure (oltre naturalmente a parlarne col proprio medico)?
R: Per la gestioni di periodi di tempo lunghi (qualche settimana o mese) che possono coincidere con una vacanza (specie se al mare) è possibile prendere in considerazione una gestione alternativa della terapia con microinfusore. Anche in questo caso non esistono regole generali ma si lascia scegliere al paziente quale è la soluzione migliore, e lo si aiuta a realizzarla.
D: Quali sono le situazioni in cui è “consigliato” staccare temporanenamente il microinfusore?
R: Virtualmente nessuna (tranne probabilmente la doccia o il bagno); ma poiché a volte qualche attività potrebbe essere vissuta come fastidiosa in presenza del microinfusore, allora è saggio disconnetersi.
D: Esistono delle “leggende” secondo le quali è necessario staccare il microinfusore per evitare inconvenienti al dispositivo e a ... chi lo indossa?
R: Sono appunto leggende.
D: Lei che segue tanti giovani con microinfusore, quanto ritiene sia loro abitudine sospendere temporaneamente l’infusione continua di insulina?
R: Non è diffusissima come abitudine. Fra i maschi direi ch nessuno chiede di sospendere l’infusione per periodi lunghi; capita più frequentemente fra le ragazze, che probabilmente sono più attente al look. In questi casi, come accennato più sopra, non esiste una unica condotta. Alcuni preferiscono sospendere proprio la terapia con microinfusore per il periodo di vacanza passando alla terapia multiiniettiva. Qualcuno utilizza il microinfusore di notte e la terapia iniettiva durante le ore diurne, altri infine sconnettono il microinfusore se sono in spiaggia o in piscina, ma hanno l’accortezza di fare piccoli boli di insulina ogni 2-3 ore (anche a seconda dell’attività fisica svolta in quel periodo).
D: Ritiene sia giusto informarli su come gestire queste situazioni e lei lo fa nella sua prassi?
R: Assolutamente si. Il paziente ha diritto ad essere informato e noi preso il nostro Centro lo facciamo di abitudine.
D: Prima di concludere, cosa vorrebbe dire ai nostri visitatori prima di congedarsi?
R: Di godersi le meritate vacanze, senza dimenticare mai che è il diabete che deve adattarsi a loro e non viceversa. Di non aver quindi timore di discutere col proprio diabetologo ogni soluzione si pensa possa essere utile per una vita più serena e soddisfacente.
Buone vacanze a tuttiIntervista a cura di Guido Seu
Tratto da: Doctor’s Guide - Fonte: American Diabetes Association’s 67th Annual Scientific Sessions
Traduzione ed adattamento a cura di Angela ColosimoData ultimo aggiornamento: Giovedì, 19 Luglio 2007 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2007/n2007_054.html