Terapia e tecnologia
Novità dal Mondo: Clinical Diabetes Technology – Meeting 2007
A cura di Angela Colosimo
Il terzo meeting annuale “Clinical Diabetes Technology” si è tenuto a San Diego (USA) il 20 ed il 21 Aprile scorso. Come previsto erano presenti centinaia di medici, scienziati, ed ingegneri del governo, dell’industria, dell’accademia e della pratica medica. Durante i due giorni di convegno, i partecipanti hanno condiviso informazioni su una molteplicità di argomenti, compresi, solo per citarne alcuni, i molti aspetti del monitoraggio continuo del glucosio, il crescente apprezzamento per l’importanza di minimizzare gli sbalzi glicemici, le nuove terapie (GLP-1 antagonisti e DPP-4 inibitori), la sfida per il rimborso, l’importanza del controllo glicemico negli ambienti ospedalieri, e il confronto tra le terapie insuliniche con iniezioni e con microinfusore.
- Il Dr. Christopher Saudek ha presentato “L’impatto dell’automonitoraggio del glucosio nel sangue sul controllo glicemico”. Mentre l’automonitoraggio è un dato per i diabetici di tipo 1, rimane d’altra parte un dibattito nella comunità medica e scientifica a proposito dei benefici dell’automonitoraggio nei pazienti con diabete di tipo 2. Dato l’enorme costo associato all’automonitoraggio – Medicare ha speso 460 milioni di dollari in strisce reattive nel 2002 – diversi debitori stanno chiedendo dati per supportare il monitoraggio in pazienti diabetici di tipo 2. Il dottor Saudek ha presentato dati provenienti da diversi studi che mostrano riduzioni nell’emoglobina glicata dello 0.4% in pazienti con diabete di tipo 2 trattati solo con ipoglicemizzanti orali. Altri studi accennano a benefici solo in pazienti trattati con insulina.
- Il Dr. Bruce Buckingham ha presentato “Monitoraggio continuo del glucosio”. Le famiglie che hanno partecipato alla conferenza CWD hanno sentito il dottor Buckingham presentare questa eccellente relazione, che ha illustrato molto bene il beneficio della costante rilevazione dal glucosio. Un particolare punto importante che ha sottolineato riguarda il fatto che il 75% delle misure adottate nei confronti dei bambini si manifestano di notte, cosa che suggerisce in modo molto significativo l’importanza del monitoraggio notturno.
- Il Dr. William Clarke ha parlato della “Variabilità glicemica”, un argomento di considerabile e crescente interesse fra gli scienziati ed i clinici. Il dottor Clarke ha sottolineato la crescente importanza del potenziale ruolo dell’alta variabilità glicemica nel rischio di complicanze. Il Dr. Clarke ha poi esaminato numerosi studi statistici per esaminare e riportare i dati sulla variabilità glicemica in dati sul glucosio nel sangue, nel tentativo di rendere la variabilità più semplice da affrontare fra i clinici ed i pazienti. Dopo la revisione di diversi argomenti ben conosciuti, il dottor Clarke si è focalizzato sui nuovi metodi statistici per quantificare il concetto di rischio, sia riguardo all’imminente ipoglicemia che agli sbalzi glicemici.
- Il Dr. Howard Wolpert, in una relazione intitolata “Stabilire un programma CGM”, ha offerto numerosi eccellenti consigli su come insegnare ai pazienti ad usare gli apparecchi per il monitoraggio in modo sicuro ed efficace. Il dottor Wolpert ha mostrato, per esempio, che il contare solo sui dati sensoriali può portare a un ridotto trattamento insulinico, dovuto allo scarto psicologico tra i dati forniti dal sangue prelevato dal dito e quelli percepiti a levello interstiziale dalla persona. Ha anche ammonito circa il potenziale per i crescenti ribassi dovuti all’iperglicemia e circa l’importanza di insegnare l’azione dell’insulina ai pazienti. Ha anche offerto consigli sull’aggiustamento delle dosi di insulina pre-pasto basati sulla misurazione del cambiamento dei dati fornito dal sensori costanti.
- Tre relatori hanno partecipato ad un panel a proposito del “Rimborso del CGM”. Parte della presentazione è stata di carattere tecnico, focalizzata sui codici di procedura e sul CSM. Comunque, il consiglio per le famiglie è che potremmo sempre richiedere rimborsi per gli apparecchi del monitoraggio alle compagnie di assicurazione per renderle consapevoli della crescente domanda di tecnologie avanzate. Le famiglie dovrebbero sempre fare appello anche in caso di risposta negativa, e ciò dimostra la crescente domanda di apparecchi per il monitoraggio della glicemia.
- Il Dr. David Sacks, in una relazione intitolata “Emoglobina glicata e glucosio cattivo nel sangue (MGB) per la diagnosi ed il trattamento del diabete”, basata sulla storia dell’uso dell’emoglobina glicata come uno strumento per la gestione del diabete. Per molti anni c’è stata un’ampia varietà di saggistica in proposito, e come conseguenza questo ha portato ad enormi differenze nei parametri usati da un laboratorio all’altro, rendendo praticamente impossibile ai pazienti il confronto diretto fra i vari risultati. Con il programma di standardizzazione (National Glycohomoglobin Standardization Program - NGSP) sono cambiate molte cose, e in meglio. Ora, per quasi tutti i pazienti (99%) il valore dell’emoglobina che ricevono dai loro diabetologi può essere direttamente confrontato con altri valori forniti da altri.
- Michael Goldberg e Jeffrey Joseph hanno parlato della gestione dei pazienti in ambiente ospedaliero. I medici, entrambi anestesisti, hanno puntato l’attenzione sulla crescente consapevolezza dell’importanza dello stretto controllo del glucosio nei pazienti che stanno per sottoporsi ad interventi. Il controllo dei livelli di zucchero nel sangue in pazienti chirurgici si è dimostrato essere importante per ridurre complicazioni come infezioni post-operatorie, e per ridurre i giorni di degenza. Mentre tutti i dati erano basati su studi effettuati sugli adulti, e di questi soprattutto su adulti con diabete di tipo 2, i genitori di bambini con diabete di tipo 1 dovrebbero assicurarsi che il diabete dei loro figli venga affrontato e di certo sono fiduciosi nel fatto che l’intera equipe chirurgica lavorerà per controllare i livelli di zucchero nel sangue.
- In “Terapia con microinfusore: Studi clinici”, i Dr. Stephen Gitelman e Howard Wolpert, hanno presentato i reali dati clinici dei loro pazienti – bambini nel caso del dottor Gitelman, adulti per Wolpert. Basato su un corpo crescente di dati forniti dal monitoraggio costante, è chiaro che gli analoghi dell’insulina, benché veloci, non sono veloci abbastanza e il bolo prima dei pasti rappresenta un’importante strategia per prevenire picchi post-prandiali. Il dottor Wolpert ha presentato un affascinante esempio sull’impatto del grasso nel pasto di un paziente che mangiava la pizza a notte fonda. Nonostante il paziente usasse la corretta dose di insulina per la pizza, il grasso del pasto causava resistenza all’insulina durante tutta la notte, con il risultato di iperglicemia mattutina. Il consiglio per chi usa il microinfusore è di controllare spesso la glicemia dopo pasti con alte percentuali di grasso, e di essere preparati ad aumentare le dosi di insulina basale temporaneamente se si sperimenta una resistenza all’insulina.
- La Dr.ssa Anne Peters ha parlato degli “GLP-antagonisti”, focalizzandosi sull’extenetide, conosciuto come “Byetta”. La dottoressa Peters ha spiegato in modo eloquente come Byetta differisca dagli altri trattamenti per la cura del diabete, e perché rappresenti un’importante alternativa nel trattamento del diabete di tipo 2 e a volte anche del diabete di tipo 1. Con l’avanzamento delle conoscenze a proposito degli ormoni intestinali endogeni, i trattamenti sembrano includere più alternative rispetto all’utilizzo dell’insulina nel diabete di tipo 1 o degli ipoglicemizzanti orali nel diabete di tipo 2. I pazienti che assumono Byetta hanno ridotto i loro livelli di zucchero nel sangue ed hanno anche perso peso, in alcuni casi anche in modo significativo.
- Come parte di un gruppo di ascolto sulla gestione dell’obesità, il Dr. Erik Dutson, chirurgo specializzato negli interventi per la riduzione di peso, ha parlato degli enormi miglioramenti nel diabete di tipo 2 visti in pazienti che si sono sottoposti all’operazione per la riduzione del peso. Il dottor Dutson ha illustrato diversi tipi di interventi per la riduzione del peso, e ha sottolineato come la chirurgia volta alla riduzione del peso rappresenti l’unica strategia per risultati di lungo termine. Ha anche spiegato come la maggior parte dei suoi pazienti con diabete di tipo 2 che si sono sottoposti all’operazione hanno sperimentato un’imminente soluzione dei loro problemi legati al diabete e hanno smesso di prendere gli ipoglicemizzanti. Ha anche evidenziato come la ragione di questo successo sia tuttora sconosciuta.
Tratto da Children With Diabetes - Fonte: Clinical Diabetes Technology – Meeting 2007
A cura di Angela ColosimoData ultimo aggiornamento: Martedì, 5 Giugno 2007 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2007/n2007_047.html