Prevenzione cardiovascolare
Strategie per la prevenzione delle complicanze e degli eventi cardiovascolari nel diabete mellito
A cura di Alberto Zambelli
Il diabete mellito colpisce circa l’8% della popolazione adulta. Il numero di pazienti stimati che soffre di questa patologia, attualmente circa 170 milioni di persone, dovrebbe aumentare del 50-70% nei prossimi 25 anni. Il diabete è uno dei fattori di rischio cardiovascolare più importante ed è pertanto responsabile dell’accelerazione e del peggioramento dell’aterotrombosi. I principali disturbi cardiovascolari causano oggi circa l’80% della mortalità totale fra i pazienti diabetici.
Il diabete, inoltre, induce cambiamenti microangioplastici specifici che causano la nefropatia diabetica con insufficienza renale acuta e la retinopatia diabetica con progressiva perdita della vista fino alla cecità. In termini di disturbi cardiovascolari importanti, la coronaropatia e l’infarto ischemico sono le principali cause di morbilità e mortalità tra i pazienti diabetici.
Nei pazienti diabetici l’arteriopatia periferica si verifica frequentemente e conduce spesso a episodi di ischemia o amputazioni degli arti. Nonostante vi siano numerose differenze nella patogenesi e nelle caratteristiche cliniche della micro e macroangiopatia diabetica, queste due entità spesso coesistono e provocano un peggioramento globale della salute. Le lesioni, le disfunzioni e i danni endoteliali rappresentano un punto di partenza per entrambe queste condizioni.
Le cause di una possibile lesione endoteliale possono essere suddivise in “comuni” alla aterotrombosi non-diabetica, come l’ipertensione, la dislipidemia, il fumo e l’ipercoagulazione, e in “specifiche” della patologia diabetica e direttamente correlate al disordine metabolico provocato dalla malattia, come la degradazione dei glicosaminoglicani (GAGs) della matrice vascolare, la formazione di prodotti finali della glicazione avanzata (AGE) e dei loro recettori endoteliali (RAGE), stress ossidativo e riduttivo, diminuzione della produzione di ossido di azoto, attivazione del sistema aldosterone renina-angiotensina (RAAS) e infiammazione dell’endotelio causato da glucosio, insulina, precursori dell’insulina e AGE/RAGE.
Si consiglia la prevenzione dei principali disturbi cardiovascolari con aspirina ad azione antitrombotica (acido acetilsalicilico) anche se poco utilizzata nei pazienti diabetici. Tuttavia, alcuni dati suggeriscono che l’aspirina potrebbe essere meno efficace rispetto alle aspettative nella prevenzione dei disturbi cardiovascolari, soprattutto per quel che riguarda la mortalità fra i pazienti diabetici e il rallentamento della retinopatia.
Al contrario, recenti studi hanno scoperto un inibitore diretto del tromboxano, chiamato picotamide, il quale sembrerebbe avere un effetto migliore rispetto all’aspirina nei pazienti diabetici. Il Clopidogrel era considerato equivalente o meno efficace nei diabetici rispetto ai non-diabetici, a seconda delle diverse caratteristiche cliniche. Recenti studi hanno evidenziato che alcuni composti GAG sono in grado di ridurre la micro e macro-albuminuria nella nefropatia diabetica e gli essudati duri nella retinopatia diabetica, ma ancora rimane sconosciuto se questi agenti influiscano anche nella storia naturale delle complicanze microvascolari del diabete.
I cambiamenti nello stile di vita e l’attività fisica sono elementi fondamentali nella prevenzione degli eventi cardiovascolari nei pazienti con diabete. I dati disponibili sul controllo dello stato metabolico e i principali fattori di rischio mostrano che precisi aggiustamenti della glicemia e dell’emoglobina glicata sono più efficaci nel contrastare danni microvascolari piuttosto che prevenirne eventi cardiovascolari importanti.
Questo ultimo obiettivo richiede un approccio più attento dei fattori di rischio, sia quelli specifici del diabete sia quelli più comuni alla aterotrombosi. Questo approccio include modifiche dello stile di vita, come ad esempio cambiamenti nell’alimentazione, cessazione del fumo e l’utilizzo di inibitori della reduttasi HMG-CoA (statine) in grado di correggere lo stato lipidico e prevenire i principali disturbi cardiovascolari indipendentemente dal quadro cardiovascolare e lipidico basale.
Uno stretto controllo dell’ipertensione è da considerarsi essenziale per ridurre non solo la formazione di patologie cardiovascolari anche complicanze microvascolari. Tra le strategie anti-ipertensive, il blocco del RAAS mediante ACE inibitori o antagonisti dei recettori dell’angiotensina II si sono dimostrati un approccio potenzialmente polivalente, non solo per il trattamento dell’ipertensione e la riduzione degli eventi cardiovascolari ma anche per la riduzione della microalbuminuria, la prevenzione della nefropatia diabetica e la diminuzione dell’incidenza di nuovi casi di diabete tipo 2 tra gli individui a rischio.
Tratto da Doctor’s Guide - Fonte: Drugs. 2007;67(7):997-1026
A cura di Alberto ZambelliData ultimo aggiornamento: Mercoledì, 30 Maggio 2007 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2007/n2007_043.html