Terapia

L’uso del microinfusore è appropriato nella terapia del diabete pediatrico

A cura di Angela Colosimo

L’American Diabetes Association (ADA) ha avallato un documento che illustra come la terapia con il microinfusore (CSII) potrebbe essere appropriata per i bambini ed i giovani diabetici di tutte le età, tenuto conto della disponibilità del necessario supporto da parte del personale medico.

Le nuove linee guida, che sono state pubblicate nel numero di Marzo di Diabetes Care, sono state preparate dai partecipanti nel Consensus Meeting, che si è tenuto a Berlino nell’Aprile 2006, a proposito dell’uso degli infusori di insulina in età pediatrica. Questa assemblea è stata organizzata dal Loop Club per conto della Società europea dei Endocrinologia Pediatrica, la Lawson Wilkins Pediatric Endocrine Society, e l’International Society for Pediatric and Adolescent Diabetes, e appoggiata dall’ADA e dall’Associazione europea per gli studi sul diabete.

“I giovani pazienti con il diabete, le loro famiglie ed i loro diabetologi continuano a misurarsi con la sfida di riuscire a mantenere i livelli di glucosio nel sangue entro limiti il più possible normali”, scrivono Moshe Phillip, medico del Centro medico pediatrico di Israele di Petah Tikva, ed i suoi colleghi. “Negli ultimi dieci anni, l’infusione continua sottocutanea di insulina (CSII) ha guadagnato sempre più popolarità nei giovani con il diabete. La CSII è il metodo più fisiologico per il rifornimento di insulina al momento disponibile”.

Il controllo del glucosio è di vitale importanza perchè l’associazione di alti livelli di zucchero nel sangue ed elevati livelli di emoglobina glicata è correlata a complicazioni micro e macrovascolari di lungo termine. Contrariamente, episodi ricorrenti di ipoglicemia, soprattutto nei bambini, possono causare effetti negativi sia a lungo che a breve termine sulla funzione cognitiva o portare all’insensibilità nei confronti dell’ipoglicemia stessa. Possono inoltre insorgere conseguenze di tipo emotivo: la paura dell’ipoglicemia, specialmente di notte, può compromettere la qualità della vita della famiglia, e compromettere gli sforzi per il raggiungimento di un ottimale controllo metabolico.

I vantaggi della CSII incluodono una simulazione realistica del normale schema della secrezione dell’insulina, con l’infusione continua lungo le 24 ore della quantità adattabile di insulina basale, più i boli dovuti ai pasti. Confrontata con la terapia della iniezioni giornaliere (MDI), la CSII permette inoltre una maggiore flessibilità ed un rifornimento più preciso di insulina.

“Comunque, esiste ancora dibattito fra i diabetologi di tutto il mondo – scrivono gli autori dell’articolo – sugli effettivi vantaggi dell’MDI in termini di riduzione dell’emoglobina glicata, di gravi crisi ipoglicemiche, degli episodi di chetoacidosi (DKA) e dei frequnti ricoveri in giovani diabetici”. “In più, non sono stabilititi criteri chiari per aiutare il medico a scegliere il “giusto” paziente per la terapia con il microinfusore”.

Per affrontare questi problemi, il comitato di esperti ha rivisto la letteratura e ha fornito pratici consigli in accordo ai criteri usati dall’ADA. Per cominciare, ci sono davvero poche pubblicazioni su studi di lungo termine sull’uso dell’infusore nei bambini e negli adolescenti, e la maggior parte di questi sono studi basati sull’osservazione.

Situazioni in cui la CSII dovrebbe essere considerata includono casi di ipoglicemia grave ricorrenti, ampie fluttuazioni nei livelli di glocosio nel sangue senza riferimento all’emoglobina glicata, controllo quasi ottimale del diabete (l’emoglobina glicata evade i target di riferimento per età), complicazioni microvascolari e/o fattori di rischio per complicazioni macrovascolari, buon controllo metabolico ma solo con un regime insulinico che compromette la qualità della vita.

Specifiche raccomandazioni sono:

Un rischio nel prescrivere la CSII è che la maggior parte degli studi ha finora utilizzato team multidisciplinari, tipicamente non disponibili presso normali reparti pediatrici o enodocrinologici pediatrici non accademici. Comunque, basandosi sui dati disponibili e sulla loro esperienza clinica, gli esperti hanno concluso che la CSII potrebbe essere adatta per bambini e ragazzi di tutte le età, ed hanno assicurato che il personale adatto al compito è disponibile.

“L’uso della CSII nei bambini e negli adolescenti potrebbe essere associato ad un miglioramento del controllo glicemico e della qualità della vita, e non pone maggiori rischi, anzi ne pone sicuramente meno, rispetto alla terapia tradizionale”, hanno concluso gli autori della ricerca. “I minori rischi della CSII implicano gli stessi accorgimenti che riguarano il banessere dei diabetici di tipo 1, incluso la corretta alimentazione, il frequente controllo della glicemia, l’attenzione alla dieta e all’esercizio fisico e alla costante comunicazione con il team medico. Un’ulteriore riduzione dei rischi potrebbe essere possibile con sensori glicemici costanti e quasi sicuramente sarà possibile in futuro, con gli sviluppi di questa tecnologia e l’eventuale sviluppo di un sistema a ciclo chiuso per il monitoraggio della glicemia e l’infusione di insulina”.


Traduzione e adattamento a cura di Angela Colosimo
Tratto da Medscape - Fonte: Diabetes Care. Published online March 19, 2007

Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 16 Aprile 2007 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2007/n2007_026.html