Ricerca

Le donne gravide passano ai loro bambini diabetici cellule staminali per aiutarli a produrre insulina

A cura di Valentina Fasano

Un team statunitense e britannico ha scoperto che, durante la gravidanza, le cellule staminali possono passare dalla madre al feto per aiutare il bambino a produrre insulina.

La ricerca è stata condotta da un gruppo di scienziati dell’Università di Bristol in Gran Bretagna e presso il Seattle Fred Hutchinson Cancer Research Center negli Stati Uniti.

I risultati dello studio sono stati pubblicati nell’edizione online di Proceedings of the National Academy of Sciences.

Nel corso dello studio è stato visto che le cellule staminali della madre passano attraverso la placenta al bambino in formazione e si differenziano in “beta cellule” nel pancreas del feto per produrre insulina.

Gli studiosi hanno anche scoperto che 94 bambini e ragazzi affetti da diabete di tipo 1 hanno consistenti quantità di DNA materno nel loro sangue paragonato a 54 fratelli e sorelle e a 24 volontari senza nessuna parentela tutti non affetti da diabete. Si pensa che questo accada perché il DNA materno attraversa la placenta per riparare i danni al tessuto pancreatico del bambino.

Le beta cellule sono le cellule specializzate delle isole di Langerhans del pancreas e il loro ruolo è produrre insulina e rilasciarla nel flusso sanguigno. I bambini con diabete di tipo 1 non producono abbastanza insulina, un ormone che controlla i livelli di glucosio nel sangue.

Le beta cellule con DNA materno continuano a produrre insulina anche dopo la nascita del bambino, aiutando il pancreas.

La presenza del DNA materno all’interno del corpo del bambino è un fenomeno detto “Microchimerismo”.

La speranza con questa nuova scoperta è di trovare nuovi trattamenti terapeutici per trattare il diabete o altre malattie genetiche simili.

Inoltre, recenti studi hanno mostrato che le cellule della madre passate al bambino restano vitali anche per molti anni dopo la nascita.

La cosa che rende più eccitante questa scoperta è che le cellule della madre pare che non vengano attaccate dal sistema immunitario del bambino e questo contribuirebbe a creare nuovi percorsi terapeutici dove le cellule staminali della madre vengono usate per curare i figli e per evitargli i problemi dovuti alle donazioni.

Gli studiosi pensano che la presenza del DNA materno nel bambino fin dallo stadio di embrione, lo aiuti a sviluppare una certa tolleranza al DNA estraneo che può portare a evitare i problemi derivanti alla donazione.


Traduzione ed adattamento a cura di Valentina Fasano
Tratto da Medical News Today - Fonti: The Juvenile Diabetes Research Foundation International, Proceedings of the National Academy of Sciences

Data ultimo aggiornamento: Sabato, 17 Febbraio 2007 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2007/n2007_008.html