Ricerca

Il sistema immunitario: per la ricerca una sfida da vincere

A cura di Natalia Ciani

Le malattie come il diabete mellito, il lupus e l’artrite reumatoide sono dette autoimmuni poiché possono insorgere quando il sistema immunitario non è più in grado di autoregolarsi.

Ora un team di scienziati dell’Istituto Whitehead e del Dana-Farber Cancer, hanno identificato un insieme di geni responsabili della malattia autoimmune, scoperta che permetterà alla ricerca di sviluppare nuovi metodi per agire sull’attività del sistema immunitario.

“Con questa nuova lista di geni”- ha affermato il Professore di biologia del MIT e membro dell’Istituto Whitehead, Richard Young, autore anche dello studio che è apparso sul numero online di gennaio della rivista Nature - “possiamo cercare nuove e più precise terapie”.

Il sistema immunitario ritenuto una sorta di sistema di “difesa militare contro gli invasori” costituito dalle cellule T, le prime ad essere coinvolte nella difesa di prima linea, e dalle cellule T regolatrici, che agiscono al fine di evitare il fuoco amico. In altre parole quest’ultime evitano che le cellule T attacchino i tessuti dell’organismo che dovrebbero proteggere dagli attacchi dall’esterno degli agenti patogeni. Quando le cellule T regolatrici vengono meno alla loro funzione insorge la malattia autoimmune.

Gli studiosi hanno scoperto anche che le cellule T regolatrici sono a loro volta controllate dal gene Foxp3. Quando Foxp3 smette di funzionare, le cellule T regolatrici non vengono più prodotte e la conseguenza di ciò è che le cellule T, in prima linea nella difesa dell’organismo, attaccano le cellule stesse del corpo, causando il diabete di tipo 1 e la malattia di Croh’s.

I ricercatori del Whitehead lab, che hanno lavorato con l’immunologo Harald von Boehmer dell’Istituto Dana-Farber Cancer , attraverso l’innovativa tecnologia del DNA microarray hanno individuato 30 geni direttamente controllati da Foxp3 e il gene affine Ptpn22, la cui corrispondente proteina regola le cellule T. Ptpn22 è fortemente associato con il diabete di tipo 1, con l’artrite reumatoide, il lupus e la malattia di Graves. Gli studiosi ancora non sanno come Foxp3 sia in grado di prevenire le reazioni autoimmuni, esplicando un’attività regolatrice sui linfociti T.

La scoperta però può essere ritenuta un primo passo per comprendere la risposta immunitaria nei soggetti sani e in seguito passare al trattamento non solo dei sintomi ma anche delle stesse malattie autoimmuni.


Traduzione ed adattamento a cura di Natalia Ciani
Tratto da Medical News Today - Fonte: Whitehead Institute for Biomedical Research

Data ultimo aggiornamento: Sabato, 17 Febbraio 2007 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2007/n2007_007.html