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Nuovi risultati confermano la capacità di un protocollo di invertire il corso del diabete tipo 1 nei topi

A cura di Valentina M. Cambuli

I nuovi dati pubblicati sul numero di Novembre di Science aggiungono ulteriore supporto ad un protocollo che sarebbe in grado di invertire il corso naturale del diabete tipo 1 nei topi e forniscono nuove evidenze che cellule progenitrici adulte spleniche possano contribuire alla rigenerazione delle beta cellule.

Nel 2001 e nel 2003 alcuni ricercatori del Massachusetts General Hospital (USA), hanno dimostrato l’efficacia di un protocollo per invertire il diabete tipo 1 in topi diabetici. Tre studi pubblicati da altri istituti sul numero di Marzo di Science, hanno confermato che il protocollo sviluppato dal Massachusetts General Hospital sarebbe in grado di invertire il processo distruttivo ma non hanno dato supporto al ruolo che le cellule spleniche potrebbero svolgere nel ricostruire le beta-cellule pancreatiche. I nuovi dati di uno studio condotto dal National Institutes of Health, pubblicato come commento tecnico, producono conferme aggiuntive sulla abilità di arrestare il diabete tipo 1 e sul ruolo delle cellule spleniche nella rigenerazione delle isole.

Secondo Denise Faustman, direttore del laboratorio di immunobiologia del Massachusetts General Hospital, primo autore degli studi del 2001 e del 2003 e coautore del report corrente, i dati del NIH e degli studi precedenti hanno contribuito significativamente alla conoscenza di come il diabete possa essere invertito. Secondo il ricercatore, nonostante sia necessaria cautela, sembra che vi siano molte risorse potenziali per rigenerare le isole.

Nel 2001 e 2003, Faustman e i suoi colleghi avevano trattato topi NOD (topi diabetici non obesi) allo stadio terminale con l’adiuvante complete di Freund, una sostanza che sopprime la capacità delle cellule immuni di distruggere le isole pancreatiche nel diabete tipo 1. Avevano anche introdotto cellule spleniche di donatore per fare in modo che il sistema immunitario non attaccasse le isole. Trovarono che il protocollo, non solo fermava la distruzione immune causata dal diabete, ma inoltre permetteva alle cellule delle isole pancreatiche producenti insulina di rigenerarsi. L’evidenza ha indicato che le cellule della milza erano la sorgente di almeno alcune delle cellule insulari rigenerate.

Il diretto contributo delle cellule spleniche alla ricostruzione delle cellule pancreatiche, descritto per la prima volta nello studio del 2003, è confermato dal lavoro corrente. I ricercatori del NIH hanno infatti utilizzato linee cellulari tracciate (il cromosoma Y è stato sottoposto ad un processo di ibridizzazione in situ che in pratica lo ho reso fluorescente e quindi individuabili alle indagini successive), in combinazione con insulina marcata. Questo permetteva di seguire il destino delle cellule spleniche trapiantate in topi femmine. I topi femmine che hanno ricevuto cellule di donatore maschio hanno mostrato una considerevole positività delle cellule insulari produttrici di insulina cromosoma Y positive, indicando che le cellule spleniche introdotte contribuiscono alla ricostruzione delle cellule. Lo studio attuale ha anche mostrato che il grado di contributo delle cellule spleniche è influenzato dalla età del topo all’inizio del trattamento. Le cellule spleniche sembrano contribuire alla ricostruzione cellulare più nei topi anziani e con diabete più avanzato rispetto a quelli più giovani con diabete meno avanzato, in cui la rigenerazione delle isole rimanenti potrebbe essere il meccanismo dominante.


Traduzione e adattamento a cura di Valentina Maria Cambuli
Tratto da: www.biologynews.net - Fonte: Massachusetts General Hospital

Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 15 Dicembre 2006 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2006/n2006_068.html