Diagnostica

Errori nella dose di insulina dovuti alla mancata codifica dei glucometri

A cura di Valentina Fasano

Secondo un recente studio presentato in Atlanta, Georgia (USA), al 6° Meeting annuale sulla tecnologia per la cura del diabete, quando una persona con diabete non codifica il glucometro in base alle strisce reattive utilizzate per determinare quanta insulina fare, può incorrere in errori significativi inducendo potenziali complicanze a breve e lungo termine.

L’American Diabetes Association stima che ci siano 14.6 milioni di adulti e bambini con diabete diagnosticato negli Stati Uniti, di cui circa 4.4 milioni o il 30% richiedono l’insulina per curare il loro problema. Questi soggetti devono monitorare attentamente il livello di zuccheri nel sangue con un glucometro per pianificare i loro pasti, l’esercizio fisico e i dosaggi di insulina.

In questo studio, per alcuni misuratori non codificati, la probabilità di errore nel dosaggio di insulina di più o meno 2 unità era del 50% comparata con l’8% dei misuratori correttamente codificati. La probabilità di errori nella dose di insulina di più o meno 3 unità era del 23% per i glucometri non codificati ma solo dello 0.5% per i glucometri manuali.

La codificazione è un processo con il quale il glucometro è preparato per ricevere nuove strisce reattive da usare. Questo avviene con l’inserimento di una striscia o di un chip codificato nel glucometro, o con l’inserimento manuale di un codice numerico nello strumento. Se questo procedimento non è eseguito il glucometro dà risultati inaccurati e in questo caso si sbaglia la terapia. Per esempio, riferendosi a un glucometro non codificato per determinare quanta insulina fare, si può incorrere in un sovradosaggio, che può causare livelli bassi di zucchero nel sangue molto pericolosi (ipoglicemia) che portano a cambiamenti d’umore, confusione, perdita di coscienza e, se non trattati, coma e morte. Una dose cronica troppo bassa può invece contribuire a problemi di salute a lungo termine, in associazione con glicemie molto alte, e che includono danni a reni, nervi, occhi e cuore.

“Quando parliamo con i pazienti con diabete, osserviamo che molti di loro non hanno capito che cosa sia la codifica dello strumento e non hanno capito quanto esso sia importante. I pazienti a volte usano strisce per il test scadute o non adatte al codice inserito” dice il Dr. Steven Edelman, uno degli autori dello studio e professore di medicina.

Lo studio ha inoltre mostrato che i glucometri auto-codificanti, (cioè quelli che settano automaticamente il codice ogni volta che una striscia reattiva viene inserita), danno risultati molto più accurati dei glucometri tradizionali in cui bisogna inserire manualmente il codice corretto. Questo si traduce in una minore probabilità di errori nella dose di insulina. Per i glucometri auto-codificanti, la probabilità di sbagliare di più o meno una unità di insulina o di più o meno due unità di insulina è rispettivamente del 35.4% e dell’1.4%. Tuttavia con i glucometri auto-codificanti non ci sono errori nella dose di insulina maggiori alle 2 unità.

“Questi risultati sono significativi perché gli studi hanno mostrato che approssimativamente il 16%- o una persona su 6 fallisce nel tarare manualmente i loro glucometri per tutte le strisce usate. Capire le potenziali e serie conseguenze dell’uso di un glucometro non correttamente codificato è esenziale per ogni paziente con diabete, specialmente quelli che necessitano dell’insulina”, dice Linda Shock, un’infermiera ed educatrice alimentare, che era coinvolta nello studio, al Elkhart General Hospital, ad Elkhart, nell’Indiana.

Gli autori dello studio concludono che per evitare dosi errate di insulina le persone con diabete dovrebbero essere istruite attentamente su come codificare i loro glucometri o dovrebbero essere avvisati di usare un glucometro auto-codificante.

Metodo dello studio

Lo studio ha coinvolto 116 pazienti in 3 centri clinici. Il valore del glucosio dei pazienti in questo studio si è trovato in un range che varia da 52 a 498 mg/dl. Dopo il digiuno i pazienti venivano sottoposti a controllo due ore dopo il pasto. A zero, 60 e 120 minuti il sangue veniva prelevato dalle dita e testato con 5 glucometri diversi (2 auto-codificanti). Alcuni dei misuratori non erano stati codificati. I valori ottenuti da tutti i misuratori erano comparati con i valori glicemici ottenuti in laboratorio per determinare quanto accurati (o inaccurati) fossero i misuratori.

I valori di glicemia ottenuti da alcuni di questi misuratori non codificati usati in questo studio mostrano un errore medio calcolato tra il 29 e il 37%.

Una simulazione a Monte Carlo (un metodo statistico che usa dati esistenti per prevedere il rendimento del settore) è stato condotto su dati dal trial clinico per generare ideali e simulati misuratori di valori glicemici, e di conseguenza dosi di insulina. Questa simulazione era basata su varie assunzioni come ad esempio una unità (1U) di insulina copriva 50 mg/dl di glucosio nel sangue. Da questi calcoli, la probabilità di errori nella dose di insulina per questi 3 tipi di misuratori di zucchero nel sangue (non codificato, codificato manualmente e auto-codificante) erano determinati.

La probabilità di un errore di più o meno una unità di insulina era del 44.6% per misuratori correttamente codificati comparata con il 49.6% per i misuratori codificati non correttamente. La probabilità di un errore con un misuratore non codificato di 4 unità di insulina era del 2.8% e di 5 unità di insulina era dello 0.06%. Non c’era traccia di errori di 4 o 5 unità di insulina con i misuratori tradizionali. Per i misuratori auto-codificanti non c’erano errori calcolati nella dose di insulina al dì sopra di 2 unità.


Traduzione e adattamento a cura di Valentina Fasano
Tratto da: Doctor’s Guide - Fonte: Bayer Diabetes Care

Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 27 Novembre 2006 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2006/n2006_066.html