Infiammazione, diabete e disabilità
Ridurre l’infiammazione durante lo stadio iniziale del diabete preserva la funzione nei pazienti anziani
A cura di Valentina Maria Cambuli
I pazienti anziani con un elevato livello di abilità, diabete e un pesante stato infiammatorio, hanno un rischio più elevato di declino funzionale, secondo quanto riportato in uno studio pubblicato nel numero di Settembre di Diabetes Care. Gli autori suggeriscono che ridurre l’infiammazione nello stadio precoce della malattia potrebbe preservare la funzione negli anziani.
“Età, diabete e markers infiammatori elevati, incrementano in modo indipendente il rischio di declino funzionale” scrive il Dr. M. Kathleen Figaro ed i suoi colleghi della Vanderbilt University di Nashville nel Tennessee, nello studio Health, Aging and Body Composition (ABC). “I pazienti anziani con diabete ed aumento dei fattori dell’infiammazione come la proteina C-reattiva (PCR) o i livelli di interleuchina 6 (IL-6), possono avere un rischio aumentato di disabilità rispetto a quelli che non hanno markers infiammatori elevati o che non hanno alterazioni della glicemia”. I ricercatori hanno esaminato gli effetti della PCR e della IL-6 sulla incidenza delle limitazioni della mobilità negli anziani con o senza diabete.
I ricercatori hanno analizzato i dati di una coorte di 2.895 adulti di età compresa fra i 70 e i 79 anni, senza disturbi della funzione, che sono stati seguiti per più di 3.5 anni per evidenziare lo sviluppo di limitazioni funzionali persistenti. Il diabete era identificato basandosi sulla glicemia a digiuno o sull’uso di farmaci ipoglicemizzanti ed era stratificato in terzili secondo i livelli di CRP o IL6. La limitazione funzionale persistente era definita come la difficoltà a salire dieci gradini o di camminare un quarto di miglio su due valutazioni consecutive semestrali.
All’inizio dello studio 702 partecipanti (24%) avevano il diabete. Il valore mediano di PCR era 2.8± 4.4 per quelli che avevano una normale glicemia rispetto a 3.7 ± 5.4 per quelli che avevano il diabete. Dopo gli aggiustamenti per le caratteristiche cliniche e demografiche, le limitazioni funzionali persistenti per il terzile più elevato erano maggiori di quelle per il terzile più basso di CRP ed IL6 per quelli con e senza diabete. Gli hazard ratio per la PCR erano 1.7 contro 1.4, rispettivamente. Per l’IL-6 i corrispondenti hazard ratio erano rispettivamente 1.8 contro 1.6.
“Tra gli anziani senza danni funzionali, quelli che hanno diabete ed indici infiammatori elevati hanno un rischio incrementato di danno funzionale” scrivono gli autori. “Interventi per ridurre l’infiammazione nello stadio precoce della malattia possono preservare la funzione in quegli individui”.
Le limitazioni dello studio includono la classificazione delle difficoltà in base a criteri soggettivamente riportati dai paziente, e l’infiammazioni valutata solo all’inizio dello studio.
“Il nostro studio suggerisce che siano necessari trials per valutare il ruolo causale della infiammazione nello sviluppo della disabilità”, concludono gli autori. “Ultimamente, la conoscenza dei legami fra l’infiammazione e la disabilità potrebbe permettere ai medici di identificare i pazienti che sono ad elevato rischio di disabilità. Conseguentemente, lo stretto controllo glicemico e l’uso di farmaci come l’aspirina e le statine potrebbero essere adottate per prevenire la disabilità”.
Traduzione e adattamento a cura di Valentina Maria Cambuli
Tratto da: Medscape – Fonte: Diabetes Care. 2006;29:2039-2006Data ultimo aggiornamento: Sabato, 21 Ottobre 2006 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2006/n2006_060.html