Alimentazione e prevenzione
I neonati allattati al seno hanno meno probabilità di diventare obesi
A cura di Anna Manetti
Un problema che continua a preoccupare medici e ricercatori è come interrompere il ripetersi del diabete, che affligge alcune famiglie – specialmente quelle in cui i genitori sono sovrappeso.
Un recente studio, pubblicato nel numero di Ottobre della rivista Diabetes Care, fornisce a tali famiglie uno strumento che può essere di aiuto: l’allattamento al seno. La ricerca effettuata dall’Istituto di Sanità di Harvard su più di 15.000 ragazzi (maschi e femmine) fra i 9 e i 14 anni, ha rilevato che quelli che erano stati allattati al seno nel primo anno di vita avevano meno probabilità di diventare obesi crescendo, e che non era rilevante se le loro madri fossero sovrappeso o diabetiche.
Questo risultato contraddice quello di uno studio precedente che faceva pensare che i bambini allattati da madri diabetiche dimostrassero cattiva tolleranza al glucosio ed eccessivo aumento di peso con la crescita.
Come ha spiegato la coordinatrice della ricerca Elizabeth J.Mayer-Davis dell’Arnold School of Public Health (Università di South Carolina), sono stati inclusi in tale studio anche bambini con madri non diabetiche, al contrario che nello studio precedente, ed il numero dei soggetti era notevolmente più ampio. È stato osservato un beneficio sostanziale per tutti i bambini allattati al seno, senza tenere conto del peso e dello stato di salute della madre. Per quanto riguarda i bambini ad alto rischio di diabete e obesità per i precedenti familiari, l’allattamento al seno può essere di importanza essenziale nell’aiutare a ridurre il rischio di un aumento di peso eccessivo.
Naturalmente, anche altri fattori sono importanti, come continuare un’alimentazione di buona qualità ed avere un’attività fisica regolare. L’allattamento al seno, però, dà un avvio sano alla vita.
La ragione per cui i bambini allattati al seno hanno meno probabilità di avere un peso eccessivo potrebbe essere che le loro madri rispondono alla loro richiesta naturale di cibo (piuttosto che ad una programmazione) e ad istintivi segnali del neonato per smettere di mangiare quando è sazio, invece che dar loro una quantità determinata di cibo, incoraggiandoli a vuotare il biberon.
Negli USA è in atto un’epidemia di obesità e sovrappeso, sia nei bambini che negli adulti. L’obesità è uno dei maggiori fattori di rischio per il diabete di tipo 2, una malattia che negli ultimi decenni ha cominciato a manifestarsi anche fra i giovani americani, seguendo la diffusione dell’obesità.
Uno studio separato, pubblicato sul numero di ottobre, ha constatato che le donne che avevano seguito una dieta ricca di fibre nel periodo precedente ad una gravidanza erano risultate aver meno probabilità di contrarre il diabete gestazionale. In particolare, è stato stimato che ogni dieci grammi di fibre totali assunte giornalmente riducevano del 26% il rischio di diabete in gravidanza. Gli effetti benefici della fibra nella dieta provenivano prevalentemente dalla frutta, dai cereali nella prima colazione e dal pane integrale.
Un’altra ricerca ha provato che il glucosio materno è una delle maggiori fonti di energia per la crescita fetale e che il mantenimento di un basso indice glicemico aiuta a prevenire la nascita di neonati di peso eccessivo. Le donne con alto carico glicemico e con scarsa assunzione di fibre nella dieta hanno probabilità doppie di veder comparire il diabete gestazionale, che spesso ha come effetto la nascita di un neonato di peso eccessivo. Poiché è più probabile che le donne che hanno avuto il diabete di gestazione sviluppino il diabete di tipo 2 in età matura, un’alimentazione ricca di fibre migliora la loro salute non solo in gravidanza, ma le aiuta a rimanere più sane per tutta la durata della vita.
Nelle linee guida riguardanti l’alimentazione, recentemente aggiornate, l’American Diabetes Association ha sottolineato l’importante ruolo preventivo che le fibre possono avere nella dieta dei soggetti più a rischio di diabete.
Traduzione e adattamento a cura di Anna Manetti
Tratto da: Doctor’s Guide – Fonte: Diabetes Care. 29:2231-2237, 2006Data ultimo aggiornamento: Sabato, 14 Ottobre 2006 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2006/n2006_058.html