Diagnostica

L’emoglobina glicata potrebbe essere migliore dei test tradizionali per lo screening di diabete e prediabete

A cura di Anna Manetti

I valori al limite superiore della norma di emoglobina glicata (HbA1c) potrebbero costituire un mezzo migliore, meno costoso e più semplice da usare per la diagnosi di diabete e prediabete piuttosto che il test di laboratorio che misura la tolleranza al glucosio per via orale (OGTT), secondo le conclusioni presentate l’11 giugno scorso al 66° Meeting scientifico dell’American Diabetes Association dal Prof. Peter Baginsky.

È importante scoprire le persone che sono diabetiche senza saperlo e che possono sviluppare complicanze prima della diagnosi, ma anche identificare quelle in condizione di prediabete, che corrono un rischio notevole di insorgenza del diabete e di malattie cardiovascolari. Inoltre, il diabete in molte di queste persone può essere ritardato o prevenuto con cure e cambiamenti dello stile di vita. Tuttavia, molti di coloro a più alto rischio non sono mai esaminati, spesso a causa di ostacoli socioeconomici. Vi è, quindi, grande necessità di un mezzo diagnostico semplice e poco costoso.

Il Prof. Baginsky ha esaminato 73 soggetti delle comunità latino-americane della California del Nord, generalmente poco seguite dal punto di vista medico. Erano persone fra i 19 e i 67 anni di età, con indice di massa corporeo prevalentemente superiore a 25.

Dopo un digiuno notturno, ognuno di essi è stato sottoposto ad un test OGTT standard di 75 grammi e alla misurazione dei valori di HbA1c. I risultati hanno mostrato che il 12.3% di essi aveva livelli anormali di glucosio, il 5.5% un diabete non diagnosticato e il 6.8% un’alterata tolleranza al glucosio. È stato notato che, come metodo di screening per il diabete e il prediabete, livelli di HbA1c maggiori di 5.8% risultavano avere una sensibilità dell’89%, una specificità del 92%, un valore positivo di previsione del 62% e negativo dell’81%.

Per concludere, usando kit portatili, la valutazione dell’HbA1c può essere un modo utilissimo di valutare vasti gruppi di persone che non hanno accesso ad un laboratorio, identificando quelli in condizione di prediabete, da sottoporre ad esami più approfonditi.

Sarebbe necessario eseguire uno studio su più larga scala di questo test, per confermarne la validità.


Tratto da Doctor’s Guide - Fonte: 66th Scientific Session of the American Diabetes Association
Traduzione e adattamento a cura di Anna Manetti

Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 29 Giugno 2006 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2006/n2006_042.html