Farmaci

Alcuni farmaci per il controllo della pressione arteriosa possono aumentare i rischi di insorgenza del diabete di tipo 2

A cura di Ginette Marra

Diuretici e beta-bloccanti usati per il trattamento dell’ipertensione, sarebbero associati ad un rischio di sviluppare un diabete di tipo 2, come indicato in uno studio recente.

“Il legame tra le varie classi di farmaci antiipertensivi e l’insorgenza di diabete di tipo 2 non è molto chiaro”, riferiscono il Dr. Eric N. Taylo ed i suoi colleghi dell’Harvard Medical School di Boston (USA), nella rivista medica Diabetes Care. “Studi precedenti hanno riportato risultati contraddittori.”

I ricercatori hanno esaminato le varie pubblicazioni usando i dati degli studi Nurses’ Health Study (NHS) I e II e l’Health Professionals Follow-up Study (HPFS).

L’analisi includeva 41.193 donne di età più matura dall’NHS I, e 14.151 donne più giovani dall’NHS II, ed infine 19.472 uomini dall’HPFS. Tutti i soggetti esaminati soffrivano di ipertensione, ma tutti inizialmente senza diabete, e sono stati seguiti rispettivamente per 8, 10, e 16 anni.

Durante questo tempo di osservazione sono stati rilevati un totale di 3.589 nuovi esordi di diabete di tipo 2.

Il rischio di sviluppare il diabete in soggetti che assumevano diuretici come il thiazide, rispetto a soggetti che non assumevano questi farmaci è aumentato del 20% nelle donne più anziane, del 45% nelle giovani donne e del 36% nel gruppo degli uomini, tenendo sempre conto dell’età, del peso, dell’attività fisica e di altri fattori di rischio. Rispetto ai pazienti non trattati con beta-bloccanti, le donne più anziane che ne assumevano hanno visto aumentare del 32% il rischio di ammalarsi di diabete, mentre per gli uomini questa percentuale di aumento del rischio era del 20%.

“Una maggiore cautela va dunque auspicata nei pazienti che assumo questi farmaci”, concludono gli autori. L’uso di altri comuni farmaci antiipertensivi, quali calcio-antagonisti e ACE-inibitori, non sono stati associati all’insorgenza di diabete di tipo 2, riferisce lo studio effettuato.


Tratto da Reuters Health - Fonte: Diabetes Care. 2006 (29): 1065-1070
Traduzione e adattamento a cura di Ginette Marra

Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 12 Giugno 2006 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2006/n2006_038.html