Diabete e ipertensione
Valutazione della glicemia nel diabete tramite automonitoraggio glicemico ed emoglobina glicosilata
A cura di Valentina Maria Cambuli
Visto il continuo aumento della prevalenza del diabete, diviene sempre più importante una gestione ottimale del controllo glicemico. Gli approcci attualmente disponibili per valutare la glicemia includono l’uso dell’automonitoraggio della glicemia (SMBG) e l’emoglobina glicosilata (HbA1c).
Scopo della ricerca condotta presso la Divisione di Endocrinologia e Metabolismo della Johns Hopkins University di Baltimora (USA), è stato quello di valutare il razionale dell’uso di queste due modalità di controllo, di verificare i fattori di confondimento e le fonti di errore in ciascun test, descriverne i recenti sviluppi e di arrivare a conclusioni basate sull’evidenza circa il loro utilizzo ottimale.
La sorgente dei dati utilizzata è stata Medline, tramite una ricerca che includesse i lavori pubblicati fra il 1976 e il 2005 usando i termini rilevanti selezionati per qualità e rilevanza delle domande poste. Particolare attenzione è stata posta agli studi con le coorti più numerose, ai trials clinici, alle meta-analisi e alle raccomandazioni stabilite.
Da questo tipo di ricerca è emerso che, se adeguatamente utilizzato, il SMBG riflette in modo accettabile i livelli di glucosio plasmatici di un dato momento. I risultati degli studi sono variabili, ma in generale, l’evidenza supporta un effetto positivo di un regolare SMBG nel migliorare la glicemia, particolarmente negli individui trattati con insulina.
Il miglior timing del SMBG e la frequenza con cui dovrebbe essere applicato sono argomenti controversi, ma la raccomandazione clinica è per un monitoraggio regolare con una frequenza dipendente dal trattamento e dalla instabilità glicemica. In tempi relativamente brevi, il SMBG potrebbe essere gradualmente rimpiazzato dal monitoraggio continuo della glicemia.
L’HbA1c misura il controllo glicemico a lungo termine, riflettendo una media dei 3-4 mesi precedenti. Ci sono alcuni fattori confondenti fisiologici e metodologici che possono agire sulla HbA1c, ma la standardizzazione dei metodi è stata ben stabilita. Il valore maggiore della HbA1c è il suo uso come predittore delle complicanze diabetiche a lungo termine ed il provato effetto di un miglioramento dei valori di HbA1c sul rischio delle complicanze. Un target ragionevole per l’HbA1c è un valore inferiore al 7%. Un nuovo metodo per misurare HbA1c potrebbe produrre significativi cambiamenti nei livelli raccomandati, i numeri riportati e perfino il nome del test.
In conclusione, la misurazione della glicemia può costituire una sfida, ma sono disponibili approcci che promuovono una gestione ottimale della glicemia e che possono portare ad una significativa riduzione nella morbilità e mortalità correlata al diabete.
Tratto da Doctor’s Guide - Fonte: JAMA. 2006 Apr 12;295(14):1688-97
Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 24 Maggio 2006 6:30:00
Traduzione e adattamento a cura di Valentina Maria Cambuli
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2006/n2006_036.html