Diabete e ipertensione

Il processo decisionale clinico nella gestione della pressione arteriosa nei diabetici: lo studio OKPRN

A cura di Linda Possanzini

Perché medici e pazienti non riescono a raggiungere i valori prefissati di pressione in più del 50% dei casi?

Si avrebbero sicuramente esiti migliori nei pazienti diabetici se la pressione del sangue fosse mantenuta sotto i 130/80 mm/Hg. Tuttavia, sia i medici che i pazienti raggiungono quest’obiettivo in meno del 50% dei casi. Lo scopo di questo studio era quello di determinare le ragioni di questo apparente deficit di qualità dalla prospettiva di un piccolo campione di medici di famiglia preso casualmente.

Nove medici di famiglia hanno risposto ad interviste inerenti le visite di pazienti diabetici che avevano una pressione ≥130/80 e per i quali non era stata registrato nessun cambiamento nella gestione. Quattro ricercatori hanno analizzato le interviste per identificare e dividere le motivazioni di tale fallimento così da poter poi intervenire.

Dallo studio si è visto che novantotto dei 159 pazienti presentavano una pressione ≥ 130/80 alle visite ambulatoriali. In 73 pazienti non è stata attuata nessuna variazione della terapia. Le ragione addotte dai medici per il “non intervento” sono state svariate e molteplici ed erano generalmente collegate al medico, al paziente o a problemi di misurazione.

In conclusione, i medici hanno svariate motivazioni cliniche per non intervenire sulla gestione della pressione alta nei pazienti diabetici. Alcune potrebbero essere rivolte ad una migliore tecnologia (es. misurazioni della pressione più affidabili) o riforme del sistema sanitario (es. farmaci meno cari); altre sono invece più controverse.


Fonte: J Am Board Fam Med. 19:232-239 (2006)
Traduzione e adattamento a cura di Linda Possanzini

Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 24 Maggio 2006 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2006/n2006_035.html