Farmaci
Un antidepressivo contro la depressione ricorrente nei diabetici
A cura di Anna Manetti
Secondo uno studio pubblicato sul numero di Maggio degli Archives of General Psychiatry, l’antidepressivo sertralina riduce il rischio della depressione ricorrente e aumenta l’intervallo di tempo fra gli episodi depressivi nei pazienti con diabete.
L’articolo riferisce che uno ogni quattro pazienti che soffrono di diabete ha esperienze depressive. La depressione riduce la qualità di vita e la capacità di agire; nei diabetici aumenta anche il rischio di glicemie elevate, di complicanze legate al diabete e di mortalità.
Le terapie con antidepressivi e la psicoterapia si sono dimostrate efficaci ma solo a breve termine. È stato constatato in studi precedenti che in uno su sette pazienti diabetici si manifesta una depressione ricorrente che non risponde alle terapie; le loro glicemie diventano in genere più alte, esponendoli ad un maggiore rischio di complicanze associate al diabete.
I ricercatori della Washigton University School of Medicine di St. Louis (USA), diretti da Patrick J. Lustman, hanno seguito 152 pazienti diabetici (età media: 52.8 anni), guariti dalla depressione a seguito di una terapia con sertralina.
I partecipanti allo studio sono stati tenuti sotto controllo per più di un anno o fino a quando hanno continuato a soffrire di depressione: in questo periodo 79 di essi, scelti a caso, hanno continuato ad assumere sertralina, mentre gli altri 73 prendevano un placebo. Tutti dovevano presentarsi una volta al mese all’ambulatorio medico e dopo altre due settimane il medico telefonava loro per controllare gli eventuali sintomi di depressione. Se venivano riscontrati tali sintomi, i pazienti erano invitati ad un colloquio con uno psichiatra. Ogni due mesi si controllavano i livelli di emoglobina glicata (HbA1c), che rispecchiano il controllo delle glicemie individuali nei due-tre mesi precedenti.
I pazienti che assumevano sertralina sono apparsi notevolmente meno proni a manifestare ulteriori episodi depressivi. Dopo un anno, il 65.8% di questi pazienti non ne aveva sofferto, in confronto con il 47.9% di coloro che prendevano un placebo. Fra i pazienti che avevano avuto ricadute di depressione, ciò era avvenuto dopo circa 57 giorni fra coloro trattati con un placebo, mentre erano passati anche 226 giorni fra un episodio depressivo e l’altro in quelli curati con sertralina.
Usando i dati disponibili dopo un anno, gli autori hanno accertato che uno su sei dei pazienti trattati aveva avuto bisogno di aiuto per la ripetizione degli episodi depressivi. I livelli di HbA1c di tutti i partecipanti erano diminuiti, quando essi erano guariti dalla depressione, ed erano rimasti tali finché i pazienti non ne avevano più sofferto, senza differenze fra i due gruppi di studio.
È sempre più spesso riconosciuto che la depressione è una malattia debilitante e ricorrente, specialmente fra i diabetici. I medici pensano che la durata degli episodi depressivi sia correlata proporzionalmente ad un maggior rischio di complicanze diabetiche e di mortalità.
Questo studio si conclude stabilendo una netta azione benefica della sertralina per la prevenzione delle ricadute depressive nei pazienti con diabete. Questa sostanza ha reso più lunghi gli intervalli senza sintomi depressivi e non ha interferito con il miglioramento glicemico raggiunto durante la fase di recupero. La terapia con sertralina è relativamente semplice, sicura e largamente disponibile e, sebbene non sia curativa, offre ai pazienti con diabete un metodo funzionale per migliorare la sofferenza, l’inabilità e la fatica collegati alla depressione ricorrente.
Tratto da American Medical Association - Fonte: Arch Gen Psychiatry. 2006;63:521-529
Data ultimo aggiornamento: Martedì, 23 Maggio 2006 6:30:00
Traduzione e adattamento a cura di Anna Manetti
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2006/n2006_032.html