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Dal 2007 al Gemelli ‘officina’ ripara tessuti
Sarà come una grande officina dove con le cellule staminali del cordone ombelicale e dei tessuti adulti si proveranno a curare molte malattie oggi ancora in attesa di terapie risolutive, a riparare organi e tessuti, inoltre dove le staminali saranno studiate per capire i processi che le fanno ammalare causando il cancro. È il “Laboratorio Interdisciplinare sulle Cellule Staminali e le Terapie Cellulari” che aprirà i battenti entro giugno 2007 al secondo piano del Policlinico Gemelli di Roma, come annunciato oggi in un incontro con la stampa per presentare la campagna per il cinque per mille all’Università Cattolica promossa da Fipe-Confcommercio. La struttura, che aprirà quando saranno ultimati i lavori di ristrutturazione di vecchi laboratori già esistenti, ha richiesto un investimento di sei milioni di euro, ha affermato il Direttore amministrativo dell’Università Antonio Cicchetti. Il ‘maxi-laboratorio’ è il frutto della volontà di compattare tutte le forze universitarie che lavorano su staminali, oggi dislocate nei vari dipartimenti dell’ateneo, in un unico centro dove i diversi gruppi di ricerca attivi in questo campo potranno lavorare insieme e in prospettiva collaborare anche con altri centri di ricerca italiani e stranieri, ha spiegato il Preside della facoltà di Medicina e Chirurgia Paolo Magistrelli. “Con la nascita di questo laboratorio l’Università Cattolica porta le staminali in testa alle sue priorità nell’elenco della ricerca, cosa che è il segno di una svolta nel modo di trovare soluzione a diversi problemi medici”. Tantissimi gli obiettivi che si prefissa di raggiungere l’ateneo con la messa in attività di questa struttura che sarà provvista della più moderna strumentazione e di una camera bianca necessaria a compiere molte delle manipolazioni che servono allo studio e alla coltivazione delle staminali, ha proseguito Magistrelli. Un obiettivo che sta a cuore al Preside della facoltà di Medicina riguarda la possibilità di curare il diabete insulino-dipendente (o giovanile) ricostruendo le cellule produttrici di insulina (cellule beta) con staminali adulte o da cordone. “Anche se è difficile prevedere i tempi per arrivare ad applicazioni cliniche dell’uso delle staminali nel diabete il filone di ricerca è molto promettente perché ci sono sperimentazioni in corso che dimostrano come sia le staminali del cordone ombelicale, sia quelle adulte pancreatiche possono trasformarsi e rigenerare la parte di pancreas mancante nel diabete”. Ma il diabete è solo uno dei settori di punta che sarà portato avanti nel ‘super-laboratorio’, al suo interno infatti partiranno molteplici filoni di ricerca per l’uso di staminali per riparare danni epatici, muscolari, ossei, del muscolo cardiaco, del sistema nervoso per curare malattie in utero prima ancora della nascita del bimbo, per capire come sconfiggere i tumori. Si è compreso ormai il valore delle staminali che si raccolgono nel sangue del cordone ombelicale, per la cui conservazione il Gemelli dispone di una banca; in questo laboratorio strumenti e potenzialità verranno messe in comune per giungere al più presto a risultati applicativi della ricerca sulle staminali.
Fonte: Cellule Staminali. Anno V Numero 112 del 28 Aprile 2006
Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 10 Maggio 2006 6:30:00
Ricerca a cura di Carmelo D’Alessio
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2006/n2006_029.html