Patogenesi

Rapporto tra diabete di tipo 2 e livelli di acido urico

A cura di Natalia Ciani

Secondo quanto riportato da un articolo apparso sulla rivista Diabetes Care, livelli elevati di acido urico, in soggetti che presentano un’alterata tolleranza al glucosio, determinano una maggiore probabilità che tali individui sviluppino il diabete di tipo 2.

Il Dott. Leo Niskanen dell’Università di Kuopio (Finlandia), ha affermato che l’acido urico è un antiossidante endogeno e con altri colleghi ha esaminato, nel corso di uno studio condotto in Finlandia su 475 pazienti relativo alla prevenzione del diabete, il ruolo dell’acido urico nel predire i cambiamenti per quel che riguarda la tolleranza al glucosio, i livelli dell’insulina e lo sviluppo del diabete di tipo 2.

L’incremento dell’indice di massa corporea, del glucosio plasmatico e delle concentrazioni di insulina sono stati messi in correlazione, dagli autori dello studio, con l’aumento dei livelli di acido urico.

I livelli base di acido urico sono stati associati nel corso del follow-up con cambiamenti dei livelli d’insulina, persino dopo correzioni effettuate sulla base dell’età, del sesso, dell’assunzione di farmaci per la pressione ed altri fattori. I livelli base di acido urico predicevano la comparsa del diabete anche dopo aver aggiustato le variabili prese in considerazione, mentre i cambiamenti nei livelli di acido urico non erano correlate con l’incidenza del diabete, dopo aver corretto tali variabili.

Secondo il parere del Dott. Niskanen, i livelli di acido urico sono comunque un segnale da tenere sotto controllo, giacché la presenza di iperuricemia può consentire di identificare, facilmente e a costi ridotti, soggetti la cui salute è a rischio per varie patologie.


Tratto da: Reuters Health – Fonte: Diabetes Care. 2006;29:709-711
Traduzione ed adattamento a cura di Natalia Ciani

Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 8 Maggio 2006 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2006/n2006_028.html