Complicanze
Gravi oscillazioni glicemiche sembrano alterare la struttura cerebrale
A cura di Alberto Zambelli
Nei pazienti con diabete tipo 1 prolungato, frequenti e gravi episodi di ipoglicemia e iperglicemia sembrano provocare una riduzione della densità della materia grigia in alcune regioni del cervello.
“Abbiamo molti dati clinici a sostegno della neuropatia periferica dovuta al diabete” – spiega il ricercatore Dr. Alan M. Jacobson – “ma la questione da porsi è se esiste anche una neuropatia che colpisce il sistema nervoso centrale e genera alterazioni comportamentali e funzionali”.
Il Dr. Jacobson e i suoi collaboratori, presso il Joslin Diabetes Center di Boston (USA), hanno effettuato uno studio utilizzando immagini scannerizzate del cervello (MRI) ottenute tramite morfometria basata sui voxel (VBM). Questo studio è stato eseguito su pazienti diabetici e confrontato con i risultati ottenuti su individui sani della stessa età. La morfometria VBM crea tre immagini tridimensionali dai dati ottenuti tramite risonanza magnetica che possono essere utilizzati per valutare eventuali alterazioni strutturali del cervello.
La tecnologia nota come VBM è uno strumento utilizzato in diverse tecniche di neuroimaging, ma non è mai stata utilizzata per la valutazione di eventuali alterazioni in pazienti con diabete.
Secondo questo studio, pubblicato nel numero di Febbraio di Diabetes, i pazienti avevano un’età compresa tra 25 e 40 anni con durata media del diabete compresa tra 15 e 25 anni e complicanze diabetiche quasi assenti.
“Abbiamo cercato di limitare i fattori che avrebbero potuto confonderci o complicare le nostre analisi” – spiegano i ricercatori, avvalorando la loro scelta di utilizzare soggetti giovani con scarsa probabilità di essere affetti da malattie cardiovascolari. “Dall’altra parte” – continuano – “per valutare l’effetto sulla materia grigia, abbiamo cercato di avere la più ampia gamma di casistiche, per quanto riguarda il numero di episodi ipoglicemici gravi e il controllo glicemico.
In pazienti diabetici, la morfometria VBM ha evidenziato una quantità di materia grigia meno densa nei giri temporali superiori destro e sinistro, nel giro angolare sinistro, nel giro frontale mediano, nel giro temporale mediano sinistro e nel talamo sinistro.
I livelli glicemici persistentemente alti, confermati da misurazioni dell’emoglobina glicata (HbA1c), sono associati ad una ridotta densità della materia grigia in regioni importanti per la memoria, il linguaggio e la concentrazione.
“È possibile che le alterazioni strutturali generino in futuro disturbi cognitivi che rappresentano precoci sintomi di danni macrovascolari” - aggiungono i ricercatori. Lo studio ha messo in luce anche una correlazione tra la presenza di gravi episodi di ipoglicemia e la ridotta densità di materia grigia nel lobo cerebellare posteriore sinistro.
Gli autori della ricerca hanno effettuato numerosi test sui soggetti partecipanti, tra cui il test di intelligenza generale, delle capacità funzionali, della memoria e della velocità psicomotoria per valutare la possibile associazione con le alterazioni della materia grigia riscontrate. In 16 test su 20, il gruppo dei soggetti diabetici e il gruppo di controllo presentavano caratteristiche simili. Tuttavia, i pazienti diabetici hanno ottenuto un risultato più scarso nei test di vocabolario, associazione verbale, test di riconoscimento visivo della parola e card sorting.
“Se queste alterazione della densità della materia grigia potessero essere rilevate ad uno stadio iniziale tramite l’utilizzo della morfometria VBM o altre tecniche, sarebbe possibile prevenire i rischi derivanti dall’effetto dell’iper/ipoglicemia sul sistema nervoso centrale” conclude il Dr. Jacobson.
Il team di ricerca utilizza anche la Risonanza Magnetica per analizzare la relazione tra diabete e alterazioni neurochimiche della materia bianca nel cervello. In tempo breve, il team spera di chiarire la relazione tra rischio crescente di depressione in soggetti diabetici e alterazioni strutturali del cervello.
Tratto da Reuters Health - Fonte Diabetes. 2006;55:326-333
Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 29 Marzo 2006 6:30:00
A cura di Alberto Zambelli
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2006/n2006_025.html